Scandalosa Mente - STUPIDI IN DIVISA

di Pino Rotta


E sì! Sarà anche vero che gli antimilitaristi come noi non vanno più di moda, ma i risultati della cultura del "Soldato Rayan" e del "SìSSignore! Sì, Signore!" è diventata più che uno spot televisivo del tipo "Vieni con noi e girerai il mondo!". Nella neofranchista Spagna di Aznar la destra afferma la sua filosofia rispolverando vecchie teorie parascientifiche sul rapporto tra quoziente intellettivo ed idoneità ai servizi militari ed all’obbedienza in genere. Il generale Josè Luis Garcia Gutierrez, Direttore dei Servizi psicologici del Ministero della Difesa spagnolo, per risolvere il problema di avere un esercito obbediente e disciplinato propone di abbassare da 90 a 70 il coefficiente intellettivo richiesto per l’arruolamento. Diciamo subito che la media dell’intelligenza umana è compresa tra 85 e 115 su 100 e che 70 è il livello limite al di sotto del quale viene definito un ritardo mentale. Ma la proposta di Gutierrez non è una sparata "cervellotica" ma attinge a studi precisi. Dall’Università di Yale (USA) già dagli anni sessanta si studiano questi problemi. Afferma lo scienziato di Yale Stanley Milgram che è dimostrato che una persona con un alto Quoziente Intellettivo è più portata a disobbedire ad ordini assurdi di quanto non lo sia una con un QI sotto la media. E Philip Ackerman, ricercatore sull’intelligenza e apprendimento al Georgia Institute of Technology di Atlanta, a Gutierrez che sostine che in Spagna per guidare un’auto è richiesto un QI di 70 e quindi questo può valere anche per l’esercito risponde che una persona con un QI di 70 ha un’età mentale di un bambino di 6 anni e le cronache di tutti i giorni ci fanno vedere cosa può fare un bambino con una pistola in mano. Credo comunque che la proposta di Gutierrez passerà, magari non ufficialmente, magari con qualche circolare "interpretativa" della norma generale, tanto si sa che dentro le mura di una caserma vige il cameratismo ed il riserbo più ferreo. Gli episodi tragici di nonnismo sono fenomeni che ogni tanto ci ricordano quanto sia pericoloso mettere "il cervello in divisa", ma la cultura che viene da questi valenti politici e militari spagnoli dovrebbe evitare una parte del problema e lo slogan potrebbe essere "SOTTO IL BERRETTO NIENTE!".


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