Che batosta ragazzi!

critica alla politica di sinistra, di Pino Rotta


Che batosta ragazzi! Mi guardo attorno, in questi giorni, e vedo facce "sinistre" sbigottite, tutte con una domanda negli occhi: "Ma se siamo così bravi a governare, come mai la gente non ci vota?". "Abbiamo messo in moto l’economia sonnolenta di quest’Italia in crisi da anni. Abbiamo abbracciato la New Economy per andare incontro alla globalizzazione. sinistra.gif (5416 byte)Abbiamo avviato l’introduzione nella scuola dei computers e di internet. Abbiamo rilanciato la politica dello sviluppo ecocompatibile. Abbiamo creato 700 mila posti di lavoro…. Allora perché la gente non ci vota?".

Qualche giorno prima delle elezioni il nostro centro studi ha fatto un piccolo sondaggio di opinione ed abbiamo scoperto che la gente di tutte queste cose non aveva consapevolezza. Poco conosceva e soprattutto poco ci credeva che tutte queste cose abbiano veramente un effetto immediato sul clima diffuso di incertezza, di insicurezza, sulla necessità che la gente ha di sentire che "il domani sarà migliore". Allora ci siamo chiesti se è vero che le scelte di lungo periodo del centrosinistra sono, come crediamo, una strada vera di sviluppo, cosa è che la gente si aspettava e si aspetta dal centrosinistra?

Sicurezza: negli ultimi anni la cosiddetta microcriminalità è diventata un fenomeno assillante per la gente, ma il vero motore della microcriminalità è la criminalità organizzata, quella che da sicurezza alle bande di scippatori, spacciatori, rapinatori che vedendo lo Stato incapace di contrastare i grossi criminali trova il coraggio di sfidare la legalità. Davanti a questo problema il centrosinistra non ha avuto la capacità di incalzare i responsabili dell’ordine pubblico e spingerli ad uscire da un’azione burocratizzata della lotta alla criminalità, lasciando spazio magari alle vuote operazioni di immagine che contrastano con la realtà. Su questo fronte è stato facile per la destra cavalcare il malcontento popolare ed appropriarsi delle ragioni di malcontento anche degli operatori delle forze dell’ordine che non essendo più gratificate dai risultati professionali hanno sbattuto in faccia al governo rivendicazioni sindacali di categoria perché almeno su quelle si potevano sfogare. Risultato quasi tutta la polizia di stato ha abbracciato le bandiere del centrodestra.

La magistratura dal canto suo, sballottata dal rimpallo di accuse e delegittimazione, e difronte ad un governo incapace di dare una svolta vera alle esigenze della giustizia, ha seguito la scia.

Ma l’anello veramente debole della politica del governo è stata l’assenza di una politica di sinistra. Da un lato l’esigenza di risanare il bilancio dello stato e dall’altro il bisogno dei cittadini di avere una certezza di sicurezza per il futuro. Ora è chiaro che non si può pretendere di pagare i debiti da una parte e soddisfare i bisogni immediati di lavoro, sanità, previdenza, istruzione e sicurezza reclamati dalla gente, ma è altrettanto chiaro che se mentre si chiedono sacrifici alla gente in cambio si promettono solo lavoro precario, taglio delle pensioni, taglio alle spese sanitarie per il futuro la gente non vede nulla di positivo nel domani sia dei giovani che degli anziani. Una sinistra che insegue, spesso scavalca la destra, in queste materie che sinistra è? La sinistra o è capacità di offrire speranze di progresso o non è sinistra. A questo si aggiunga che la politica delle amministrazioni locali guidate dal centrosinistra ha sofferto in questi anni di una forte contraddizione: da un lato una grande capacità di programmare politiche di modernizzazione e di sviluppo e dall’altra una gestione spesso personalistica dell’ordinaria amministrazione. Senza capacità di un’azione unitaria e collegiale delle amministrazioni locali, senza la capacità di mettere da parte contrasti interni, personalismi e mediazioni innaturali, l’azione di innovazione che pure era stata avviata non ha trovato possibilità di andare avanti. Anche qui la sinistra è stata praticamente assente, troppo spesso a braccetto con i preti e mai con Cristo (nel Lazio Storace ringrazia!), si è adagiata in una sorta di nostalgia dell’Italia come negli anni ’50, senza riuscire a sfidare la realtà per disegnare una società veramente laica e progressista e si è confusa nell’immaginario della gente con un centro piccolo borghese che danza al suono di operette mentre la realtà è fatta di giovani sempre più divisi non solo dal reddito ma soprattutto dalla cultura. Da un lato pochi figli di buona famiglia che possono studiare e navigare su internet e dall’altro ragazzi che faticano anche ad imparare non dico l’inglese e l’informatica ma persino l’italiano e sono i più numerosi. Allora perché questi giovani e le loro famiglie dovrebbero dare fiducia alla sinistra? Meglio seguire Berlusconi e la domenica andare a sfogarsi allo stadio, finchè c’è qualcuno che paga 100 mila lire di biglietto per loro….

 


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