La secolarizzazione dell’arte
di Maria Antonietta Mamone
La nozione di arte viene messa in crisi dalla secolarizzazione della stessa ed allo stesso modo ciò avviene per la sua cultualità e per il suo fondamento magico-religioso, sebbene Benjamin affermi che l’autenticità e la riproducibilità dell’opera compensano la caduta della ritualità stessa.
Nell’epoca della riproducibilità tecnica, l’arte si emancipa, sempre secondo Benjamin, "….dalla sua esistenza parassitaria nell’ambito del rituale" e diviene "… la riproduzione di un’opera d’arte predisposta alla riproducibilità.".
La funzione dell’arte muta, allora, con l’abbandono dell’autenticità e della irriproducibilità e la sua formulazione si basa sulla politica piuttosto che sul rituale.
Così, l’arte, abbandonato il suo aspetto teologico, si trasforma in lavoro con un’operazione compiuta all’interno della storia, nell’ambito della passione e della malinconia.
In "L’autore come produttore", uno scritto del 1934 che precede di due anni il saggio sulla riproducibilità dell’arte, Benjamin determina il rapporto arte-politica, specificando il significato che attribuisce alla fondazione del lavoro nella prassi.
In "Avanguardia e rivoluzione", lo Studioso afferma di voler dimostrare che la tendenza di una poesia può essere giusta politicamente solo se lo è letterariamente poiché la prima, giusta tendenza include anche la seconda.
L’Autore afferma, inoltre, che la tendenza letteraria giusta contenuta in ogni giusta tendenza politica, costituisce la qualità dell’opera.
Non approfondendo la questione della fondazione politica dell’opera, del ruolo dell’artista e dello scrittore, del mito della proletarizzazione, sembra opportuno riflettere sul fatto che, al di là dello scacco della teologia dell’arte e della ritualità dell’opera, si può formulare un discorso teorico e critico e, quindi, una teoria dell’arte.
L’arte, riappropriandosi del suo fondamento nello spazio della storia determinandosi come una relazione ed un livello dell’esperienza del mondo, si offre alla decifrazione del discorso e si incontra con le scienze e con l’epistemologia.
Così può divenire scienza essa stessa ed epistemologia e può riflettere sulla sua fondazione, costituzione,storicità, compiti sociali.
La teoria dell’arte, quindi, affronta ulteriori percorsi come la psicologia, la psicoanalisi, la sociologia, la semantica, l’antropologia, le teorie dell’informazione, e, attraverso essi, entra nello spazio della storia e nel gioco dei conflitti e delle contraddizioni.
Bibliografia
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Benjamin W " L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità" trad. it., Torino, 1966, pagg.26-27;·
Benjamin W "Avanguardia e rivoluzione" trad. it., Torino, 1973, pag. 200.
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