Segnalibro - David Lodge- Panni Sporchi- Bompiani

a cura di Cristina Marra


Come non essere d’accordo con Umberto Eco che considera David Lodge uno degli uomini più cattivi che esistano. E si, perchè la "cattiveria" di Lodge, professore d’inglese in pensione e romanziere per passione, è ironia e sarcasmo che colpisce per lo più il mondo accademico smascherandone punti deboli e falsità. Dopo "Scambi", "Il professore va al Congresso", "Ottimo lavoro", Lodge si rivolge all’ambiente del giornalismo e per farlo trasforma una sua pièce teatrale, "The writing game" nel romanzo breve "Panni Sporchi". I quattro personaggi sono vittime della spietata macchina dell’informazione. Finzione e realtà si mescolano e prendendo a pretesto un tragico fatto di cronaca ancora molto attuale e discusso, Lodge "colpisce" in modo sottile e feroce il potere devastante dei mass-media mettendo sotto accusa l’intervista giornalistica.

 

Il libro

E’ una domenica mattina del 1997 ed i coniugi Adrian ed Eleonor Ludlow sono in soggiorno per la colazione. Adrian è un ex romanziere che si dedica a raccolte antologiche ed Ellie lavora la ceramica per hobby. Un’intervista sul Sentinel Review fatta dalla "cattivissima" Fanny Tarrant al loro vecchio amico e compagno di studi Samuel Sharp, sceneggiatore televisivo di successo, turba la coppia e sconvolge la loro vita. Fanny Tarrant è una giovane giornalista senza scrupoli, <<lei gli uomini come Sam se li divora a colazione...lei distrugge la vita della gente. Lei prima si insinua in casa delle persone adulandole in modo disgustoso e le induce ad esprimere considerazioni imprudenti, poi tradisce la loro fiducia, mandando in frantumi la loro autostima e distruggrndo la loro serenità. Ecco che cosa fa per guadagnarsi da vivere>>.

Sam decide di vendicarsi e propone a Adrian di farsi intervistare da Fanny per scoprirne i punti deboli ed attaccarla con un articolo su una rivista concorrente. La sfida alletta Adrian che si lascia intervistare da Fanny, ma niente va come previsto. Tra litigi e chiarimenti, una nuova notizia ha il sopravvento e adesso è Fanny a temere il giudizio dei lettori.

Il potere e la "cattiveria" dei media continuerà a influenzare e turbare le loro vite.

 

L’autore

David Lodge è nato a Londra nel 1935. E’ stato professore d’inglese presso la University of Brighton fino al 1987 anno in cui comincia a dedicarsi esclusivamente alla scrittura. tra le sue opere: " The British Museum is falling down (1965;"E’ crollato il British Museum", 1992), "Changing Places"(1975; "Scambi",1987),"How far can you go"(1980;"Quante volte figliolo?"1996), "Small world" (1984; "Il professore va al congresso", 1990), "Nice work" (1988; "Ottimo lavoro professore",1991), "Paradise News" (1991;"Notizie dal Paradiso", 1993), "Out of the shelter" (1970;"Fuori dal guscio",1994), "Therapy"(1995;"La felicità è di questo mondo", 1995), "The man who wouldn’t get up" (1966; "L’uomo che non voleva alzarsi e altri racconti",1997).

Tra le opere di saggistica:"The modes of Modern Writing"(1977), "Working with structuralism" (1981), "The art of fiction" (1992; " L’arte della narrativa", 1995.

 

L’incipit

Il villino si trova isolato alla fine di una strada carrareccia, solcata da tracce di ruote, che, dividendosi sulla via principale, conduce verso il villaggio che dista un miglio. E’ facile oltrepassare con l’auto l’apertura nella siepe, senza notare il piccolo cartello di legno dipinto a mano, sbiadito ed alterato dal tempo, inchiodato a un palo, che reca il nome "Ludlow", e senza rendersi conto che conduce ad un insediamento umano. Una lieve gibbosità del terreno e un boschetto di faggi nascondono dalla strada il villino ed i fabbricati annessi.

Questa non è una delle zone più pittoresche del Sussex, ma solo un’area limitata di terreno agricolo piuttosto squallida, situata in mezzo alle principali vie di comunicazione da Londra a Brighton e Worthing. L’aeroporto di Gatwick è più vicino a quel punto che alle colline meridionali. Il villino stesso è vecchiotto, ma particolarmente elegante da un punto di vista architettonico.

La copertina

 

 

 

 

 


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