"5 ANARCHICI DEL SUD"

Di Francesco Paolillo


Si è svolta lo scorso 23 marzo, presso i locali dell’aula magna dell’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria, la presentazione del libro "5 anarchici del Sud ( una storia negata)" di Fabio Cuzzola - edito da Città del Sole.

L’opera del giovane autore, alla prima esperienza da scrittore, ha suscitato una profonda partecipazione della gente presente in sala, mostratasi emotivamente coinvolta nell’affascinante, seppur tragica, avventura dei cinque giovani calabresi, vissuti nel caldo periodo degli anni settanta e morti in misteriose circostanze.

Il lavoro dello scrittore reggino, per la sua alta rilevanza storica e per la complessità della materia trattata, è balzato all’attenzione dell’élite negli ambienti culturali di mezza Italia, ancor prima della sua ufficiale uscita.

L’importante trama, che scivola velocemente nella lettura dell’interessantissimo libro, attualizza una questione che è stata forse volutamente rimossa dalle menti o che è rimasta, ai più, totalmente sconosciuta.

Fabio Cuzzola narra le vicende di cinque giovani studenti anarchici (il più grande aveva 22 anni) che intraprendono un lungo viaggio verso un luogo dove poter affermare le proprie idee, prepotentemente spinti dal tentativo di realizzare il sogno di vedere un futuro diverso, magari migliore, che li potesse catapultare al di fuori da quei soffocanti confini di una città bigotta, troppo estranea alla vita dei movimenti di quella gloriosa epoca. Una città che era, a quel tempo, estrema periferia di un pianeta che manifestava la necessaria voglia di ribellarsi.

È il racconto dei viaggi fatti nella desolazione di semplici e comuni autostrade, tra la puzza di nafta ed il rumore dei roboanti motori delle "Diana" e "Mini minor".

È la favola dei lunghi spostamenti senza una lira in tasca, delle carovane mosse grazie a quegli autostop che oggi, o non vanno più di moda, o sono troppo pericolosi.

È la storia di cinque giovani che, per la giustizia ordinaria, hanno finito di vivere a causa di un tragico incidente stradale ma che, per i più vicini a quelle ormai sconosciute leggende, sono state vittime di un irrisolto complotto.

Al tavolo delle discussioni hanno preso parte, oltre all’autore, il giornalista, nonché mediatore della serata, Paride Levorace, l’editore Franco Arcidiaco, il direttore della collana "I tempi della storia" professor Pasquale Amato, il docente universitario Tonino Perna e il giornalista de "La Repubblica" Giovanni Maria Bellu.

La serata ha assunto toni ancora più caldi grazie agli interventi dei nostalgici anarchici del periodo ed alla presenza in sala dei familiari dei cinque giovani protagonisti dell’affascinante saggio di Fabio Cuzzola.

Ciò che maggiormente ha suscitato soddisfazione negli animi degli ospiti è stato il fatto che ad avvicinarsi alla vicenda sia stato un giovane, uno che a quell’epoca era piccolissimo. Piacevole è stato anche il coraggioso tentativo dello scrittore di voler spolverare le menti dei più vecchi ed arricchire, nello stesso tempo, la memoria dei più giovani.


HELIOS Magazine

HELIOSmagazine@diel.it