IL MITO DI HANNA E BARBERA
Di Francesco Campolo
Tre generazioni, forse quattro, hanno sentito
parlare di William Hanna e Joseph Barbera, di origini irlandesi il primo (da
poco scomparso) ed italiane, il secondo (il padre era un siciliano emigrato
negli Stati Uniti).
La loro attività cominciò negli anni ’30 presso gli studi di Walt Disney, per poi approdare, nel 1937, alla società cinematografica Metro Goldwin Mayer. E fu proprio per la società del leone che ruggisce che crearono i loro primi capolavori animati: Tom e Jerry, il gatto ed il topo: due eroi che si rincorrono e combattono senza posa, distruggendo case, giardini, mobili e suppellettili. Due nemici-amici impegnati a scambiarsi colpi di vario genere e che costringono spesso Tom (il gatto) a lasciare brandelli di pelo e di coda nelle zampine del suo piccolo ma tenace e furbissimo avversario. L’irruenza e la persistenza del gatto a voler acchiappare il topo lo rendono peraltro, nella sua ostinazione, irresistibilmente simpatico; mentre Jerry, invece, sornione e intelligente, è pronto a ricorrere all’aiuto di un grosso cane, quando le cose si mettono male.
Nel 1957 Hanna e Barbera aprono un proprio studio di produzione e disegnano personaggi che, come Tom e Jerry, sono rimasti nella fantasia e nel cuore di molti bambini (e adulti). Anzitutto Braccobaldo (Hunckleberry Hound), un cane bonaccione e pacato, abbigliato con cravattino a farfalla, che con il suo fare calmo e gentile riesce sempre a cavarsi fuori dai guai. Fu proprio Braccobaldo (nel suo Show!) a presentare gli altri personaggi nati nel 1959: gli Antenati (The Flinstones), recentemente trasposti in pellicola cinematografica. I Flinstones sono una famiglia di cavernicoli dell’età della pietra, che godono dei conforts della vita moderna, ottenuti con metodi e strumenti primitivi ancorché geniali. Televisore, automobile, elettrodomestici, escavatori: tutto è a disposizione del mitico Fred e del suo amico Barney Rubble, un duo inossidabile e sfigato, degni rappresentanti di una America degli anni ’60, sottoposti alla presenza incombente e rassicurante al tempo stesso delle mogli Wilma e Betty. Fred e Barney, sfaticati e arruffoni, tentano di trovare fortuna nella loro vita lavorando poco e dedicandosi a passatempi e scappatelle ingenue, puntualmente scoperte dalle mogli, associate nella difesa dei diritti delle donne.
E dall’epoca primitiva Hanna e Barbera si lanciano nel futuro, creando i Pronipoti (The Jetsons family), ideando così un nucleo familiare (con a capo Gorge, impiegato in una grande industria e vessato da un collerico capo ufficio) alle prese con la tecnologia robotica e con altre diavolerie elettroniche. Le vicende dei Jetsons sono per lo più analoghe a quelle dei Flinstons, ma inserite in un ambiente ingombro di astronavi, razzi e con case stipate di meccanismi automatizzati, fra i quali ricordiamo Rosey, la domestica-robot che accudisce i bambini Judy ed Elroy e tiene a bada Astro, un simpatico cagnone un po’ rimbambito.
Un altro personaggio di Hanna e Barbera che ci tiene compagnia da decenni è l’orso Yoghi (Yogi Bear), che con il suo fedele e dolcissimo amico Bu-Bu (Boo-Boo), vive nel Parco Nazionale di Jellystone e cerca, spesso senza riuscirci, di entrare in possesso dei cestini da picnic dei turisti in transito nel parco. A tutela del parco e controllore di Yoghi è il Ranger Smith, preoccupatissimo delle scorribande dell’orso e sempre attento a bloccarne le iniziative più pericolose.
Ma il mondo dei due disegnatori è ricco di tanti altri personaggi, fra i quali ricordiamo: Magilla-Gorilla, uno scimmione buono che vive nella vetrina del sig. Peebles e dalla quale, di tanto in tanto, fugge; Ginxi, Pixi e Dixi: un gatto con due topini; il leone Svicolone (Snaggle Puss) che tenta di avere una vita da uomo e che viene continuamente inseguito da un cacciatore che lo costringe a scappare a gambe levate ed altri ancora.
Negli ultimi anni, fra le ultime strisce animate realizzate dai due geniali disegnatori, ricordiamo anche personaggi umani come Johnny Quest, il Trio Galaxy e Space Ghost.
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