Vota Francischiello!

Di Roberto Pirrello


È scattata la corsa al "votami!", i candidati della repubblica e quelli reggini in particolare, hanno iniziato la frenetica voglia di farsi conoscere e di mostrare la propria immagine: la bandiera tricolore, lo stendardo rosso, il sole che ride, i fiori, gli alberi, i delfini, gli asini…tutti simboli che idealmente rappresentano qualcosa o qualcuno e che in questo periodo raffigurano degli uomini o delle donne che vogliono le deleghe degli elettori alle prossime (13 maggio) elezioni. Ma, di fatto, tutti questi variegati e fantasiosi gagliardetti attaccati anche sui vasi da notte o sulle antenne televisive, trasmettono all’elettore ciò che effettivamente sono i valori dell’uomo a cui noi vogliamo mettere in mano la nostra vita politica, il nostro futuro economico, il nostro ideale, ma soprattutto la nostra libertà? Quella libertà conquistata dai partigiani e dai patrioti, con il rosso sangue dei martiri che hanno protetto il nostro futuro e la nostra dignità di esseri liberi! Troppo spesso diamo per scontato che esprimere quel che si vuole, pensare ad alta voce, girare per le strade di giorno o di notte senza coprifuoco, litigare, amare, gioire e soffrire, la libertà di oratoria in pubblico o in privato, siano dei privilegi che si sono sempre avuti! Invece anche il semplice respiro è stato conquistato con la lotta e con le sofferenze. Persino la satira e i satiri hanno avuto le loro vittime:da quelle dell’epoca del re borbone "Francischiello" a quelle dell’epoca Berlusconiana. Ma torniamo ai candidati elettori e analizziamo se questi "carneadi" meritano la nostra fiducia; certamente non c’ispirano molto coloro che fanno attaccare la propria immagine nell’immondezzaio, nei pali della luce, o addirittura nei muri dei palazzi appena rinfrescati: sono indice di inciviltà e di arroganza. Esistono gli appositi spazi e bisogna servirsi esclusivamente di quelli. Ma se avete notato su questi "dazebao" nostrani non esistono riferimenti a programmi o idee! I mass media non fanno altro che farci ascoltare pettegolezzi e insulti, dimostrandoci la solitudine intellettuale in cui versano molti protagonisti dell’intero arco costituzionale e... oltre. Per questo sentiamo dire molti giovani:" I politici s’interessano più delle loro cose che dei problemi della gente". Fortunatamente non facciamo di tutta l’erba un fascio e se vogliamo veramente votare con coscienza dobbiamo "pesare" ciò che c’è nei contenitori programmatici dei vari schieramenti. Non facendoci abbindolare con facili e scontate, promesse di milioni di posti di lavoro o di tagli al fisco, o scuole (pubbliche e private) con i buoni gratis, immigrazioni bloccate, pensioni aumentate del 50%, sicurezza: aumenti economici alle forze di polizia! Sanità: curatevi dove volete…etc. sono tutte promesse e fandonie che alcuni "presidenti operai" stanno facendo affinché i milioni di "operai presidenti" diano il loro consenso! Affinché le casalinghe (schierate col centrosinistra) irretite e insoddisfatte, facciano gli accordi con gli industriali, facendo lavorare di più i loro mariti con stipendi decurtati e licenziamenti assicurati. La grande politica si trasporta anche nelle piccole quotidianità delle circoscrizioni, laddove ci sono problemi di acqua, fogne, spazzatura, senza preoccuparsi del tempo libero, dei giovani sbandati che finiscono nella rete di delinquenti, dell’inquinamento dei quartieri e della vetustà dei palazzi che stanno decadendo senza le ristrutturazioni dovute; i problemi degli anziani che non hanno un ritrovo, una ludoteca, una biblioteca, un cinema o un teatro dove possano arricchire lo spirito assieme ai giovani. I quartieri non sono solo posti dove si risiede, ma sono luoghi dove ci si vive e la vivibilità si misura in base al livello di cultura che dà ai cittadini; la cultura è lettura, films, televisione educazionale, progetti turistici per tutti, non solo per gli stranieri verso Reggio ma soprattutto dei reggini, verso nuovi spazi ed orizzonti che oggi parlano solo di chiese e pellegrinaggi, noi vogliamo parlare di mare e montagna, di Parigi o Londra.


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