DIALOGO DELLA BASE CON WALTER

Dal (quasi) Fedone di (quasi) Platone


BASE: Dì un pò, Walter, eri presente tu quando, ad un passo dal baratro la Sinistra decise il suicidio o ne hai forse solo sentito parlare da altri? 

WALTER: C'ero io proprio, oh, Base! Eccome se c’ero? 

BASE: E che disse prima? Rinvenne? Parlò? o si abbandonò al suo destino? Vorrei proprio saperlo; perché, noi della Base, non andiamo quasi mai sull’Olimpo e da quella Cima non è mai venuto nessuno che potesse riferirci notizie sicure su questo fatto. Così sappiamo soltanto che è moribonda, confusa… sta proprio a pezzi!!!! E nessuno ci dice di più. 

WALTER: Così non sapete nulla nemmeno del processo e della condanna alle ultime Regionali? BASE: Del processo e della condanna sì, ne fummo informati; anzi ci meravigliammo del fatto che la batosta fosse seguita a così lunga distanza dalla sentenza e dopo tanti "preavvisi". Com'è che è successo questo, Walter? 

WALTER: Fu una coincidenza, credimi Base, perché mentre Tu ci lasciavi, il giorno prima del giudizio, si brindava e si ballava ancora sulle poltrone del Titanic. 

BASE: Cos'è questa storia della nave? 

WALTER: Più che una nave era una ciambella di salvataggio, però aveva la forma di una torta, la porta Francesco adesso, a quanto dicono le televisioni, quando va in Vaticano con le sette coppie di ragazzi e di fanciulle per salvarli tutti, e scampare anche lui alla rovina sperando di rientrare in patria. Ora, poiché si dice che la Coalizione aveva fatto un voto a Giovanni, di mandare ogni anno una ambasceria ricca, se quei giovani si fossero salvati, ecco che, da allora, tutti gli anni, adempiamo a questo rito, ma non sempre Giovanni mantiene. E inoltre c'è una legge che impone che dall'inizio di ogni tornata di voto la Coalizione si conservi attonita e cieca e, quindi, sono assolutamente vietate le sincere autocritiche sperando che la nave giunga sul Colle e vi torni sana e salva e, talvolta, può anche accadere che passi molto tempo, se i gli accordi sottobanco ostacolano la navigazione. La cerimonia, poi, ha inizio dal momento in cui il Macchinista cadendo nel panico farfuglia per mesi. Ecco perché la Sinistra stette immobile per tanto tempo in attesa che la condanna venisse eseguita. 

BASE: Ma che sai dirmi, di preciso, di quando perse il senno? oh! Walter! Che cosa disse e che fece? E quali amici si trovò accanto in quell'ora? Oppure i giudici non lasciarono che ci fosse nessuno vicino a Lei e rimase sola e senza conforto? 

WALTER: Anzi, per la verità, amici e compari ce n'erano e anche parecchi. E chi prendeva! e chi prometteva! E chi contava! E chi sfogliava Margherite… 

BASE: Andiamo, allora, raccontaci tutto, per filo e per segno, a meno che tu non abbia altri impegni. 

WALTER: Nessun impegno oramai; e poi voglio raccontarvelo anche perché ricordarmi di quando c’era la Sinistra, o che sia io a parlarne o che ne senta parlare da altri, è per me, sempre, un’angoscia e un rimorso! 

BASE: Per te?! Figurati per noi, Walter! Anche per noi che siamo qui ad ascoltarti. E’ troppo angoscioso! Lascia perdere, va! Ti preghiamo liberaci finalmente della tua ambigua presenza! Va’! Vattene al cinema prima che sia troppo tardi!!!

 


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