SPIRALE DI MORTE

di Pino Rotta


Il mondo e tutti noi siamo inorriditi dalla mostruosità terroristica che ha colpito l'America. Oggi è il momento del dolore e del rispetto per le vittime di popolo stroncate dal terrore suicida. Serve a poco ricordare che negli anni sessanta due dei vessilli del movimento dei giovani della cosiddetta contestazione globale (poi definito semplicemente '68) sono stati il pacifismo e il disarmo? Sentimenti che ancora oggi vanno affermati. Il dolore non deve offuscare la mente e spingere il mondo in una spirale di morte. Il culmine di questo profondo sentimento venne in reazione alla guerra del Vietnam in cui gli americani, in una guerra di invasione incontrastata sul piano diplomatico, commisero le atrocità più disumane combattendo contro un intero popolo perdendo alla fine. Gli americani si dovettero ritirare dal Vietnam per la resistenza della guerriglia vietnamita, che aveva coinvolto uomini, donne, bambini e persino gli alberi, tanto che l'esercito americano, già famoso per le armi intelligenti sin dalla bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki, sperimentarono proprio in Vietnam un'altra arma intelligente il "napal", un gas che, irrorato dagli aerei sulla boscaglia, in un baleno uccideva tutto quello che toccava e lasciava il deserto. Queste mostruosità non potevano che far nascere l'odio!... Ma contò moltissimo la pressione (pensate che la televisione all'epoca non era ancora così diffusa e potente!) dei milioni di giovani occidentali che invasero pacificamente (ed ovviamente furono massacrati di botte ed accusati di essere pericolosi eversivi anche allora!) le strade di tutte le città d'Europa e degli Stati Uniti, accompagnati dalla musica di Bob Dilan e Joan Baez, riproposta in Italia da Fabrizio De Andrè e Luigi Tenco. Per un certo periodo sembrava che il mondo intero si fosse indignato contro la guerra e l'avesse fermata, ma era pura illusione, era solo una pausa ed un cambio di strategia. Perchè mandare gli americani a farsi ammazzare quando, con i soldi e la CIA si potevano corrompere i governi e scatenare guerre civili che consumavano le forze dei paesi che si volava conquistare? I morti di atrocità e di fame? Solo spiacevoli "incovenienti"! Il resto viene da sè. Queste non può che far nascere odio!...Se a uno gli ammazzano il figlio, il fratello, l'amico egli cercherà la vendetta, quando si aggiunge la propaganda fanatica della religione cattolica, protestante, islamica, ortodossa, ecc... (vedi la Croazia, l'Irlanda, l'Iran, l'Afganistan, la Palestina, il Kosovo, la Macedonia) allora la violenza si radica, diventa cultura e senza nemmeno rendersene conto gente, convinta di dare la vita per nobili ideali, diventa solo una pedina nel grande scacchiere del potere mondiale dove lo scontro è tra chi cerca il governo del mondo e chi è stato allevato con i soldi occidentali ad odiare l'occidente. Uno scacchiere dove fino a ieri si giocava con la vita e con la morte della gente senza nemmeno sentire la puzza del sangue che scorre e dove c'è un solo vincitore: il potere economico e la filosofia degli Stati Uniti d'America. Oggi questo scenario non esiste più oggi la morte e l'orrore hanno toccato il popolo americano sin dentro il suo cuore. Ed oltre ai morti ed ai feriti di questa guerra infinita ci sono anche i prigionieri! Siamo noi europei concorrenti economici e politici dell'America. Noi che, a torto o a ragione, dobbiamo intervenire con uomini e risorse finanziarie per tamponare conflitti che abbiamo dietro la porta di casa e che se si allargassero, oltre a far dilagare il terrorismo, farebbero piombare tutto il Mediterraneo nell'inferno di una vera guerra come quella che si combatte in Kosovo, in Palestina, in Cecenia, in Afganistan ed in mille altre zone del mondo. La avremo in casa se i signori della guerra e quelli del terrore continuano a tenere in armi popoli che potrebbero vivere in pace invece di scannarsi e crescere nell'odio e nel culto della morte.


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