Il Mediterraneo evocativo di Sterne e Byron
Di Cristina Marra (heliosmag@virgilio.it)
Versione in inglese
Le terre del Mare Nostrum,
luoghi di miti, storia, cultura classica, sono state sin dal Medioevo mete ambìte
da artisti e scrittori inglesi. Se dal Medioevo fino al XVII secolo la Francia,
l’Italia, la Grecia erano i luoghi di istruzione e di pellegrinaggio per i
giovani esponenti di famiglie aristocratiche,dal 1700 divennero tappe obbligate
anche per letterati e ceti medio-borghesi grazie all’affermarsi del “Grand
Tour”.
Il tour di formazione e istruzione portava dall’Inghilterra al
Mediterraneo e l’itinerario del viaggio-studio comprendeva tra le molte tappe,
quelle di Venezia, di Roma, del Sud Italia e della Grecia e consentiva di
conoscere usi e costumi dei paesi visitati e di apprendere nuove discipline,
privilegiando l’antropologia e l’etnologia. I paesi che si affacciano sul
Mediterraneo,culla della civiltà magno-greca, divennero così dei luoghi di
culto per i tanti letterati inglesi che,improvvisandosi viaggiatori in carrozza,
partirono alla ricerca di quella identità mediterranea di cui è impregnata la
cultura classica. Le conoscenze acquisite durante il viaggio, vennero riportate
in diari e racconti che diventarono delle vere e proprie guide per i viaggiatori
successivi, come i “Travels through Spain” (1779) ed i “Travels in the two
Sicilies” (1783-85), scritti da H. Swinburne dopo il suo Grand Tour in Spagna
e nell’Italia meridionale. Nei suoi “Travels”l’autore inglese oltre a
descrivere i luoghi visitati, dà suggerimenti e consigli per gli eventuali
imprevisti del viaggio. Swinsburne, con le sue descrizioni particolareggiate su
luoghi e genti dei paesi visitati, è uno dei principali esponenti della
“Travel Literature”, fiorita in Inghilterra dall’impulso del Grand Tour.
La Travel Literature lascia poco spazio all’autore che, nonostante sia il
protagonista del viaggio, non si ritaglia uno spazio all’interno della
narrazione ma redige soltanto la cronaca. Non tutte le opere frutto dei viaggi
compiuti dai letterati del 700 in luoghi stranieri si attengono alle regole
della Travel literature, esempio su tutte è il “Sentimental Journey through
France and Italy”(1768) di Laurence Sterne(1713-68 ), vicario di Coxwould e
autore di “Tristam Shandy”,famosa opera umoristica.”Sentimental Journey”
è un’opera incompiuta,interrotta dal sopraggiungere della morte per tisi
dell’autore. Il viaggio si interrompe quando il protagonista non è ancora
arrivato in Italia e soggiorna in un albergo della Savoia. Yorick, il
protagonista, è lo stesso Sterne che ha usato questo nome tratto dall’Amleto
di Shakespeare come pseudonimo per pubblicare i suoi “Sermons”. Yorick
compie “a quiet journey of the heart in
pursuit of Nature”e intraprende il Grand Tour per conoscere la natura
umana. Secondo Sterne esiste un’unità tra gli uomini che non ha confini
sociali, politici, geografici e culturali. La vera natura dell’uomo si rivela
nelle scene frugali e spontanee della gente semplice e ignorante e comunica
emozioni e sentimenti che possono essere comprese da tutti. Il sentimento
diventa quindi il linguaggio universale dei popoli che abbatte le barriere tra
gli uomini e rende facile la comunicazione. Yorick riporta questo tipo di
comunicazione nei suoi appunti di viaggio e descrive le emozioni della gente che
incontra durante le numerose soste. Il viaggiatore è attratto dai molti
personaggi che incontra e cerca di comunicare traducendo i loro gesti.
L’intento di Yorick è quello di far emergere la vera natura umana
spogliandola da tutte quelle convenzioni sociali che la fanno apparire falsata.
Questo atteggiamento di disponibilità e apertura verso gli altri, spinge il
protagonista a sorprendersi e incuriosirsi di fronte alla gente che incontra,
così succede con Maria, con un nano o col proprietario di un asino morto “There
is not a secret so aiding to the progress of sociality,as to get master of this
short hand,and be quick in rending the several turns of looks and limbs,with all
their inflections and lineations, into plain words” (non conosco segreto
che agevoli di più il commercio sociale,quanto l’impratichirsi di questo
specie di abbreviatura per tradurre in un batter d’occhio i vari cenni delle
fattezze e delle membra tutte le loro pieghe e lineamenti tradurli in parole
piane). L’uomo, secondo Sterne, è sopraffatto dai pregiudizi e dalle
fissazioni,da tutti quegli “Hobby horses” (cavallini a dondolo) che lo
ossessionano e gli impongono delle barriere insormontabili con i suoi
simili.Soltanto immedesimandosi col prossimo si può comunicare superando
persino i limiti dettati dalla lingua.Con queste convinzioni, Yorick decide di
affrontare il viaggio e di confrontarsi e conoscere i popoli del Mediterraneo.
Il suo comportamento nei confronti dei francesi è tollerante e rispettoso e fa
esprimere questo concetto universale a un vecchio ufficiale a Parigi“there
is a balance,said he, of good and bad everywhere;and nothing but the knowning it
is so can emancipate one half of the world from the prepossessions which it
holds against the other-that the advantage of travel, as it regarded the savoir
vivre,was by seeing a great deal both of men and manners;it taught us mutual
toleration; and mutual toleration, concluded he,making me a bow ,taught us mutal
love “(c’è un equilibrio tra bene e male; e chi potesse persuadere di
ciò tutti redimerebbe metà del genere umano dai pregiudizi che ha verso
l’altra metà,perciò il vantaggio dei viaggi per savoir vivre deriva dal
doversi adeguare a uomini e usanze diversi, così ci educhiamo alla tolleranza
reciproca che ci conduce all’amore reciproco). Nel suo viaggio, Yorick, è
accompagnato da La Fleur,un servitore francese di bell’aspetto che incontra a
Montreuil “poor La Fleur could do
nothing in the world but beat a drum,and play a march or two determinated to
make his talent do” (povero La Fleur non sapeva far altro al mondo che
battere il tamburo e suonare due o tre marce col piffero. Ad ogni modo il suo
talento bastava). La Fleur condivide con lui la passione per le donne e si
dimostrerà onesto e fedele al suo padrone in più di un’occasione. Yorick
comincia a prendere nota del suo viaggio quando è già arrivato a Calais ed è
in procinto di cominciare il viaggio per la Francia su “An
old dèsobligeante... and being determined to write my yourney ,I took out my
pen and ink,and wrote the preface to it in the Dèsobligeante” (una
vecchia Desobligeante... e siccome avevo deciso di scrivere il mio itinerario,
presi dalla tasca penna e calamaio e scrissi la prefazione nella Desobligeante)
per questo motivo,volutamente scelto dall’autore, la prefazione è inserita a
racconto già iniziato. Yorick, che si considera un misero servo d’amore e
durante il viaggio si invaghisce di molte donne, prende le distanze dagli altri
viaggiatori e ne scrive addirittura un elenco dividendoli per categorie “the
whole circle of travellers may be reduced to the following heads. Idle
Travellers, Inquisitive Travellers, Lying Travellers, Proud Travellers,Vain
Travellers, Spenetic Travellers. Then follow the Travellers of Necessity. The
delinquent and felonious Traveller,the unfortunate and innocent Traveller, the
simple Traveller, and last of all (if you please) The Sentimental Traveller(meaning
Thereby myself) who have travelled,and of which i am now sitting down to give an
account-as much out of Necessity,and the besoin de voyager,as any
one in the class”(l’insieme dei viaggiatori può dividersi così:viaggiatori
scioperati,curiosi,bugiardi,orgogliosi,vani,ipocondriaci. Seguono i viaggiatori
per necessità: il viaggiatore delinquente e il fellone, il disgraziato e
l’innocente,il semplice e l’ultimo, se volete,il Viaggiatore Sentimentale,e
qui intendo me,e del mio viaggio ora qui seduto vi do ragguaglio, viaggio fatto
di necessità e bisogno di viaggiare quanto ogni altro di questa classe) Yorick
appartiene alla ristretta categoria dei “Sentimental Travellers”che visitano
i paesi stranieri per il bisogno e l’esigenza incontrollabili di osservare e
studiare gli altri. Con la sua ricerca dell’unità della natura umana, Sterne
si rivela uomo del suo tempo condividendo il concetto di unità predicato da
Voltaire e si discosta dagli autori di travel literature al punto di scrivere
una sorta di critica contro i viaggiatori del tempo e le loro motivazioni.
Nonostante preveda critiche sfavorevoli, Sterne è certo che la sua patria colta
e illuminata saprà apprezzare l’opera “It
is the age so full of light, that there is scarce a country or corner of Europe
whosrbeams are not crossed and interchanged with others-knowledge in most of its
branches,and in most affairs,is like music in an Italian street, whereof those
may partake,who pay nothing-but trere is no nation under heaven-and God is my
record,(before whose tribunal I must one day come and give an account of this
work)-that I do not speak it vauntingly-but there is no nation under heaven
abounding with more variety of learning-where the sciences may be more fitly
wooed,and will soon rise high-where nature has so litlte to answer for-and,to
close all,where there is more wit and varity of characters to feed the mind with”(questo
è il secolo tanto ridondante di luce che non si trova paese nè cantuccio forse
d’Europa,dove i raggi non si incrocicchino e non si permutino a vicenda. Il
sapere in molte sue derivazioni è come la musica per le vie dell’Italia dove
può goderne chi non paga nulla. Ma non vi è terra illuminata dal sole - Dio mi
ascolta - al cui tribunale dovrò un giorno comparire a dar conto di questo
libro; non parlo per millanteria-non vi è terra illuminata dal sole dove
abbondi più molteplicità di sapere-dove le scienze abbiano più diligenti
cultori o rendano frutti più certi che qui - dove le arti siano più favorite e
promettano di salire a tanta altezza così presto - dove la natura meriti di
essere meno incolpata-dove si trovi più ingegno e maggiore varietà di
caratteri che ti sveglino l’intelletto).
Agli inizi dell’800 sotto l’influenza panteistica del primo Romanticismo, al Grand Tour è preferito il Pedestrian Tour, il viaggio a piedi a diretto contatto con la natura per esplorare e scoprire le meraviglie naturali dei paesi del Mediterraneo. Col Pedestrian Tour sono le suggestive bellezze naturali, che suscitano forti emozioni, a colpire gli animi sensibili dei viaggiatori. Le bellezze artistiche cedono il passo a quelle naturali le cui descrizioni nei diari di viaggio, sono spesso accompagnate da splendide iconografie. Nella prima metà dell’800 l’Italia e la Grecia sono mete di molti importanti scrittori inglesi raggiungono l’Italia e la Grecia tra cui i poeti Shelley, Byron e Wordsworth(1770-1850). Quest’ultimo descrisse in versi le meraviglie naturali delle Alpi in “Descriptive sketches in verse taken during a Pedestrian Tour in the Italian, Grison, Swiss and Savoyard Alps”. Mentre la grande maggioranza dei viaggiatori compie il viaggio a piedi sostando in ripari di fortuna o presso case di contadini e pescatori per apprezzarne caratteristiche e usanze, George Gordon Byron (1789-1824) parte per il Mediterraneo senza rinunciare a nessun comfort, seguito dalla servitù e dagli amici. Byron intraprende il viaggio nel 1809 e nell’arco di più di un anno visita il Portogallo, la Spagna, Malta, l’Albania, l’Italia e la Grecia. Per Byron, il viaggio non significa seguire la moda del tempo ma fu una vera e propria terapia dopo la vita dissoluta e scandalosa condotta a Londra e dopo la stroncatura di “Hours of Idleness” e da questo viaggio trarrà l’ispirazione per le sue più famose opere poetiche Il 2 luglio 1809 comincia il suo viaggio per il Portogallo, accompagnato dall’amico Hobhouse e dai suoi servitori tra i quali l’inseparabile William Fletcher. Dal Portogallo raggiunge Malta e a Iannina comincia a scrivere il “Child Harold’s Pilgrimage”, il suo viaggio in versi. Harold, il protagonista, stanco della sua vita viziosa, malinconica e deludente, parte per il Mediterraneo. Le tappe del suo viaggio-pellegrinaggio sono le terre mortificate e ferite dalle irruzioni e dalle dominazioni straniere che ne soffocano l’identità e ne impediscono l’indipendenza. Harold personifica Byron che abbandona la famiglia e la patria e va a consolare e difendere i popoli oppressi. Non è un “aimable character” ma piuttosto un personaggio malinconico e ribelle che vive amori tormentati e crede fortemente nella libertà. La Grecia oppressa ancora dalla dominazione ottomana, privata della sua identità nazionale viene elevata da Byron a simbolo della libertà.Secondo il poeta la Grecia è afflitta dai mali portati dalle genti straniere e nonostante ciò, sarà sempre la meta del pellegrino che vi ricerca la cultura ed i luoghi sacri “Grece is no lightsome land of social mirth; but he whom Sadness sootheth may abide, and scarce regret the region of his birth, when wandering slow by Delphi’s sacred side, or gazing o’er the plains where Greek and Persian died (La Grecia non è luogo frivolo di mondana allegria; ma chi la Tristezza conforta vi può abitare e quasi senza rimpiangere la regione natale,dirigendosi lentamente verso il sacro recinto di Delfio contemplando il piano dove morì il Greco e il Persiano). La Grecia è per Byron una “consacrated land”, una culla di civiltà e cultura che deve essere protetta e preservata da ogni tipo di violenza “spare its relics-let no busy hand deface the scenes, already how have dealt upon defac’d” (risparmiate le sue vestigia: nessuna mano indaffarata mutili le scene già tanto mutilate). Byron ricorda con passione ed emozione i tanti eroi greci dell’antichità ed i luoghi in cui si svolsero le loro cruente battaglie. La Grecia e il suo mare sono testimoni di eventi storici e custodi di miti e leggende”yet to the remnants of thy splendour past/shall pilgrims, pensive, but unwearied, throng; /long shall the voyager, with th’Ionian blast/hail the bright clime of battle and of song/long shall thine annals and immortal tongue/fill with thy fame the youth of many ashore”(Eppure intorno ai resti del tuo passato splendore i pellegrini pensosi, ma instancabili, si affolleranno; a lungo il passeggero, nel soffio dello Ionio saluterà il paese luminoso della battaglia e del canto; a lungo i tuoi annali e la lingua immortale nutriranno della tua gloria giovani di molte terre). La Grecia è la terra congeniale agli animi solitari, non è un luogo frivolo ma suscita riflessioni e ricordi e Byron si inebria e si confonde tra le sue rovine per trarne ispirazione. La cultura della Magna Grecia è sempre viva e radicata nei luoghi lambiti dal Mediterraneo. L’Italia “throne and grave of empires”(trono e tomba di imperi) viene celebrata da Byron in tutta la sua grandezza”Italia! looking on thee,full flashes on the soul the light of ages,since the fierce Carthaginian almost won thee,to the last halo of the chiefs and sages,who glorify thy consacrated pages”(Italia! Se guardo anche te,in tutta la sua potenza lampeggia nell’anima la luce delle età,da quando il feroce Cartaginese stava per conquistarti, fino all’aura estrema dei principi e dei saggi, che glorificano le tue pagine consacrate). A Roma le menti avide di sapere si saziano bevendo ”from the eternal source of Rome’s imperial hill”(dall’eterna fonte del colle romano imperiale). La visita alle rovine di Roma evoca al poeta le bellezze e le grandiosità dell’impero, Roma è la “city of the soul” è la madre di tutti gli imperi, dal suo grembo si dispiega il sapere. L’Italia è terra di miti e leggende e Byron riporta la versione romana di un’antica leggenda,diffusa tra tutte le genti del Mediterraneo, sull’origine della via Lattea nata dal latte zampillante dal seno di Era mentre allatta il piccolo Eracle. In Italia Harold ammira le bellezze paesaggistiche e artistiche, si sofferma nelle descrizioni degli stati d’animo e delle sensazioni che prova nei momenti di solitudine o di fronte alla vista di luoghi e monumenti storici e delle tombe dei grandi scrittori classici. Col “Childe Harold” e le successive opere poetiche, Byron, si discosta dal puro romanticismo sentimentale dei suoi contemporanei e scrive una poesia di ribellione influenzata da una visione critica della realtà e dalla cultura classica nata sulle sponde del Mediterraneo.
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