PUDORI AMERICANI!
di Pino Rotta (heliosmag@virgilio.it)
Gli americani si sono scandalizzati dalle immagini televisive
che mostravano la cantante Janet Jackosn (nella foto) che durante un concerto ha
mostrato il seno destro, peraltro con il capezzolo "tappato" da una
specie di lustrino simil-borchia. Addirittura c’è chi si è spinto a
prefigurare una censura digitale in diretta che intercettando le vergogne ignude
in tempo reale crei un nastro coprisconcezze", sono arrivate denunce e la
Jackson è stata esclusa dalla lista di presentatori dei Grammy Awards (gli
Oscar della musica), solo lei però, mentre rimane confermata la presenza del
suo compagno Justin Timberlake, il bel maschio che in diretta televisiva ha
(lui!) scoperto la tetta di Janet scatenando il putiferio ma anche un grande
battage pubblicitario. Ma si sa a noi maschietti un raptus è sempre concesso,
compreso e quasi sempre perdonato!
E’ vero che le immagini televisive hanno un grande impatto sul pubblico, soprattutto tra i bambini, ma quello che sta accadendo da qualche anno negli U.S.A., decantato e mitologico paese della libertà, ha proprio tutto il sapore di un fanatismo morale e religioso.
Si tratta di fanatismo che tenta di cavalcare una crisi di certezze e valori tipica e strutturale dei paesi occidentali per imporre un controllo sociale basato sul dogma senza entrare affatto nel merito dei problemi veri che sono alla radice di questa crisi di valori. Con i dogmatismi e con l’autoritarismo che si sta imponendo negli U.S.A., emulato anche dalla destra europea, si sa che ne possono venire solo disastri sociali e politici, peraltro appare del tutto evidente l’ipocrisia di questi finti sistemi liberali che mentre urlano allo scandalo davanti ad un seno nudo non hanno la benché minima vergogna nel mostrare la faccia violenta e sadica di una società fondata non più sul rispetto della dignità dell’uomo ma solo sul desiderio di vendetta, magari ammantato dalla sacralità biblica.
Come si può non vedere l’ipocrisia di una società che
incita alla violenza quando si arriva, senza scandalo né vergogna, negli USA,
ad inventare il gioco della Sedia elettrica che appassiona gli adolescenti delle
sale giochi di Washington. (leggiamo, fonte Washington Post): "Si chiama
«the Shocker» ed è una delle attrazioni più gettonate in molte sale giochi
Usa: la copia di una sedia elettrica, su cui ci si siede, e si vince quanto più
si resiste alle «scariche elettriche», ovvero fastidiose vibrazioni sempre
più forti, fino alla «morte». Questo trionfo del cattivo gusto prevede anche
fasce di cuoio per immobilizzare il giocatore, il suono di porte di metallo che
si chiudono dietro al «condannato», e del fumo che si leva dalla sedia quando
si «vince», ovvero si «muore», e un «elettrocardiogramma» che diventa
piatto quando il condannato muore. L'intera esperienza è accompagnata da un
battito cardiaco sempre più accelerato. Il tutto, per un dollaro.
L'«attrazione», in funzione dal 1996 al White Flint Mall presso Washington, ha
accolto più di duemila giocatori nel corso del weekend festivo del 4 di luglio.
È costruita da una ditta britannica, Nova, che ne ha esportate altre a Dallas e
Ocean City in Maryland, due stati che hanno la vera pena di morte, anche se
inflitta con un'iniezione letale. Ma il cattivo gusto non sembra impensierire
gli avventori, tra cui ci sono ovviamente moltissimi ragazzini. Per Bob Koran di
Silver Spring (Maryland) «la sedia elettrica-gioco sfiora il cattivo gusto, in
particolare quando emette il fumo. Ma è una cosa molto americana: se gli
europei visitano i musei per vedere gli strumenti di tortura, gli americani vi
partecipano». Secondo il «Washington Post», la peculiarità di questo gioco
è che il cattivo vince, morendo senza rimorsi dopo aver sopportato più di
altri le «scariche elettriche». «Ignora tutti i valori tradizionali, eccetto
il coraggio», osserva il giornale. «La prima volta che l'ho vista sono rimasto
scioccato. È una cosa bizzara, e questo la rende attraente», dice Nathaniel
McKnight, che ha accompagnato i suoi bambini allo «Shocker». E per Lij Malithu,
che lavora come tecnico nella sala giochi, «è incredibile che la gente ami
quest'aggeggio. Ci dice molto sulla natura della gente. Non credo che avrebbe
successo in nessun altro paese del mondo». Incredibilmente, c'è anche chi vede
un valore educativo nello «Shocker». «Insegna una lezione ai ragazzi. Se
combinano guai, potrebbero trovarsi di fronte la vera sedia elettrica», dice
Mary Faircloth, che accompagna il figlio Brett. «Io sono un poliziotto e mi
piace - dice Jerry Hampton della polizia di Hyattsville - La sedia elettrica è
un simbolo della legge». La notizia non crediamo abbia bisogno di commenti.
Mentre si "educa" i giovani alla morte, intanto in America la pena di morte è sempre una realtà tanto drammaticamente presente quanto inutile ed anzi stimolo di inciviltà.
Secondo Amnesty International le questo sono le cifre delle esecuzioni capitali dal 1976 ad oggi negli Stati Uniti d’America:
Texas-305, Virginia-88, Oklahoma-64, Missouri-60, Florida-56, Georgia-33, Alabama, South Carolina-28, Louisiana-27, Arkansas-23, Arizona, North Carolina-22, Delaware-13, Illinois-12, Indiana-11, California-10, Nevada-9, Ohio-8, Mississippi, Utah-6, Washington-4, Maryland, Nebraska-3, Pennsylvania-3, Giurisdizione federale-3, Montana-2, Oregon, Kentucky-2, Colorado, Idaho, New Mexico-1, Tennessee, Wyoming-1.
Negli USA la pena di morte è prevista in 40 giurisdizioni (38 stati e due legislazioni federali).
Non è prevista in Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachussetts, Michigan, Minnesota, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin e nel distretto federale di Columbia.
Condannati a morte rilasciati perché innocenti sono stati 108 dal 1976 (di cui 21 in Florida e 13 in Illinois). I metodi di esecuzione applicati dal 1976 a oggi: iniezione di veleno 692; sedia elettrica 151; camera a gas 11; impiccagione 3, fucilazione 2. Numero di prigionieri in attesa di esecuzione (gennaio 2003): 3.697 (46% bianchi; 43% afro-americani; 8,75% latino-americani; 1,25% nativo-americani; 1% asiatici). Donne in attesa di esecuzione: 53 in 18 stati. Minorenni all’epoca del reato in attesa di esecuzione: 81 in 16 stati. Cittadini stranieri in attesa di esecuzione: 114.
Evviva il seno di Janet che almeno è simbolo di vita!
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