PER YASSER ARAFAT

 

 

 

 

di Pino Rotta


Yasser Arafat non è stato solo il Presidente dello Stato di Palestina, per tanti anni è stato soprattutto il simbolo di una resistenza alla violenza della storia che ha ribaltato nelle coscienze degli occidentali il senso delle cose più evidenti e drammaticamente reali. La storia di un popolo a cui è stato negato il diritto di avere una patria libera, indipendente, sovrano sulla propria terra. E’ stato dipinto come un terrorista da chi con la forza dei carriarmati ha tentato inutilmente di schiacciare la sete di libertà di un’intera nazione che ha combattuto con le pietre contro le bombe. Fino a spingere la disperazione a farsi martirio, orribile e disperata risposta di chi non avendo armi per difendersi dall’aggressione imponente dell’armata israeliana ha fatto di sé stesso l’ultima e più estrema arma per resistere all’annientamento di un popolo. Chi lo accusa di essere stato un terrorista dimentica che il primo atto di terrorismo in terra palestinese è stato commesso da un gruppo di sionisti che nel 1946 fecero saltare in aria 1946 il King David Hotel di Gerusalemme, provocando lo sterminio del quartier generale inglese che vi era insediato. Dimenticano che l’espansione israeliana ha portato il massacro di migliaia di profughi innocenti a Sabra e Shatila durante l’occupazione del Libano. Dimenticano che circa due milioni di palestinesi sono stati cacciati, dispersi e sono diventati profughi dopo l’occupazione armata israeliana della terra che era del Regno di Giordania. Milioni di palestinesi nati, vissuti e morti senza conoscere altro che violenza. Certo non si può accettare che allo sterminio perpretato dai carriarmati israeliani si risponda con la strage di civili e con il fondamentalismo religioso altrettanto violento e crudele, ma non si può neanche accettare di capovolgere la storia e gettare su Yasser Arafat la responsabilità di questo esisto della lotta palestinese. Nessuno può dimenticare l’assassinio di Sadat e di Rabin che assieme ad Arafat hanno invano cercato di costruire la pace. Arafat è stato e rimane per noi il simbolo della lotta di liberazione del popolo palestinese. Una storia che ad un certo punto ha imboccato una strada che nessun uomo di pace avrebbe mai auspicato e che occorre riportare nella sfera del diritto internazionale per costruire una pace per tutti, soprattutto per i palestinesi. Arafat ha tentato tutte le strade per raggiungere questo obiettivo ed oggi muore senza vedere realizzato questo sogno che era suo ma anche di tutti gli uomini che amano la pace nella libertà. La storia un giorno riscriverà queste pagine rendendo giustizia ad un uomo che non si è mai piegato sotto il giogo della tirannide. Oggi è il giorno del cordoglio e dell’omaggio all’uomo ed alla sua causa di libertà.


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