Politica - Facciamo i conti!

 

 

 

 


di Pino Rotta 


E’ cominciata la campagna elettorale e come sempre assistiamo al lancio di proclami, firme di contratti con gli elettori, discussioni su progetti e programmi (giustamente!) su quello che si vuole fare se si verrà eletti. Dopo la vittoria.

Una volta tanto a noi piacerebbe che i politici che per cinque anni ci hanno governato e quelli che sono stati all’opposizione tirassero le somme. Vorremmo che ci spiegassero cosa hanno fatto o non hanno fatto, che ci spiegassero i perché lo hanno fatto e i perché di quello che non hanno fatto.

Già, perché non è scontato che la gente abbia le idee chiare sul consuntivo delle cose che i politici avevano promesso.

Ognuno può tirare le proprie somme sul come stava cinque anni fa e come sta adesso, su quanto pagava di tasse prima e quanto ne paga adesso, sulla qualità dei servizi che aveva prima e su quella che ha oggi.

I giovani possono giudicare se hanno o no trovato lavoro in questi ultimi cinque anni, i lavoratori possono capire se si sentono più sicuri o meno sicuri per il proprio futuro, gli imprenditori giudicare se la propria attività sia cresciuta o diminuita, i cittadini tutti se contano di più o di meno nelle scelte che la politica fa cadere sulla propria testa, se la criminalità è più oppressiva o no, il mondo della scuola può valutare se in questi ultimi cinque anni ha fatto passi in avanti o indietro, il mondo della cultura giudicare se i proprio orizzonti di sono allargati o ristretti, insomma se la qualità della vita è migliorata o peggiorata in questi ultimi cinque anni.

Ma tutto questo è un esercizio individuale, che ognuno certo fa o farà al momento di andare a votare, ma la politica ha o no il dovere di rendere conto di quello che ha fatto?

Poi ci diranno quello che si intende proporre di continuare o di cominciare nella prossima legislatura, cosa che ci importa certamente, che ci coinvolge in prima persona, ma i conti si fanno su quello che è stato fatto non su quello che si intende fare.

Chi ha governato ci dica quali sono i risultati ottenuti e chi ha fatto opposizione ci dica quali sono state le proposte che ha fatto è non sono state accettate o magari le cose che, nonostante fosse minoranza, è comunque riuscita ad ottenere.

Solo così la politica diventa partecipazione attiva e consapevole, altrimenti ci ritroveremo ancora una volta a dover decidere come spettatori della casa del "Grande Fratello" facendo il tifo per quello o quella più belli o più simpatici e saremo costretti ad aspettare altri cinque anni per poter "cambiare canale" in questa corsa all’imitazione della politica spettacolo modello americano.

 

 


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