Grazie, Signor Presidente!

di Pino Rotta


 

Grazie per essere fermo baluardo di quella Carta Costituzionale che per ogni italiano che voglia dichiararsi libero, laico e democratico ha e deve continuare ad avere un valore Sacro.

Sono stato adolescente in un’Italia scossa da stragi, da tentatiti golpisti, dal terrorismo, dalla corruzione e dalla mafia, un clima in cui la coscienza civile facilmente poteva perdersi, e tante se ne sono perse, da adulto ho capito che non erano state le mie idee politiche, la mia sporadica militanza di partito, né i testi di filosofi antichi e moderni, cui pur devo tanto, nè furono i libri di catechismo a radicare in me il senso libertà, dell’uguaglianza, dell’amore per il prossimo, il rispetto per la giustizia e la solidarietà verso chi è più sfortunato di me. Questi valori, che pronuncio con un intimo senso di pudore, mi sono stati trasmessi dalla quotidiana constatazione che, seppure dentro lo scontro politico tra le parti, nel tempo inviolabili rimanevano quelle regole scritte da chi ha combattuto, sofferto e spessissimo dato la vita per permettere ad ognuno di noi di riconoscersi nello Stato democratico: quei valori sono stampati nella nostra Costituzione.

Grazie anche perchè di questi tempi in cui viene messo a dura prova il senso delle istituzioni dal mercimonio degli opportunisti, ritrovo nella Sua persona e nella Sua azione uno dei tre pilastri della mia coscienza civile, a fianco del Parlamento e della Corte Costituzionale e questo mi da la forza di non cedere alla tentazione della rinuncia.

Si tende oggi troppo facilmente a ritenere che le trasformazioni della società debbano essere accompagnate da una disinvolta trasformazione delle istituzioni dimenticando che esse sono il frutto della storia di tutto un popolo e non un mediocre e frettoloso contratto utile solo a comporre interessi di parte o peggio ancora esclusivo appannaggio del contraente più forte, per questo è necessaria, utile e meritoria la Sua opera che è continuamente profusa a ricordare a tutti gli italiani che i partiti appartengono ad alcuni ma le istituzioni democratiche sono la casa di tutti e di ognuno.

Per questo le dico ancora una volta: Grazie, Signor Presidente.


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