cultura - Multiculturalità: La barriera invisibile

di Pino Rotta


Fino a quale anno addietro quando si parlava della superiorità culturale dell’Occidente, per evitare imbarazzanti accuse di razzismo, si portava subito la discussione sulla supremazia tecnologica. L’Occidente è "più moderno" "guardate le conquiste tecnologiche che è riuscito ad ottenere". Oggi la Cina, il Giappone, l’India, la Corea e molti altri paesi Non-Occidentali hanno sfatato questo mito ed il cosiddetto Occidente si trova a fare i conti con la sua arroganza culturale e o la paga a suon di milioni di dollari, oppure cerca di assoggettarla con la potenza militare, altro mito fondato sull’idea tutta americana del Rambo supertecnologizzato. Purtroppo il drammatico fanatismo terrorista ha fatto crollare anche quest’ultimo Colosso dai Piedi di argilla.

E ad essere rimasto nudo è lo stesso concetto di Occidente. Già perché quando usiamo questo termine a cosa ci riferiamo? Agli Stati Uniti, all’Europa, all’Europa a 15 o a quella a 25, agli Stati Uniti in astratto o in particolare allo stato di New York o a quello dell’Oregon o del New Mexico? Ci riferiamo alla ortodossia religiosa greca, al cattolicesimo italiano, a quello meno bacchettone della Spagna ai luterani scandinavi o agli anglicani del Regno Unito?

La verità è che l’Occidente è un ideale tutto "occidentale" di libertà politica, diritti umani e progresso scientifico con una manciata di Rinascimento, Illuminismo, Socialismo e Follia Dittatoriale che ha caratterizzato in maniera diversa l’Europa dagli Stati Uniti, nel bene e nel male. Un ideale a cui non rinuncerei mai, vaccinandolo contro il ritorno delle dittature omicide e razziste, ma un ideale che non è una "cosa" fissa, immobile, impermeabile né tantomeno "esportabile"!

Quello che siamo oggi è il frutto di quello che siamo stati secolo dopo secolo, scambio dopo scambio, contaminazione dopo contaminazione. C’è in ognuno di noi molto più di "altre culture" di quello che non riusciamo a vedere con gli occhi offuscati dalla finta realtà televisiva, e intendiamoci la cosa è reciproca per altre culture rispetto a noi. La lingua, il cibo, l’architettura, la religione, la scienza ci mettono ogni giorno sotto il naso le cose che abbiamo in comune con altre culture ma spinti come siamo all’abbandono della memoria storica (da non confondere con quella tribale!) in favore del presente "mercantile" non riusciamo a vederle e spesso ci rifiutiamo anche di pensare che possano esserci. Il razzismo nasce da questa non conoscenza della realtà e dalla paura di essere costretti a guardare fuori dalla finestra anzicchè dentro lo schermo televisivo.

Avere la consapevolezza di essere "meticci" poi non significa affatto scegliere di essere come "gli altri", mettere il burqa, mangiare con le bacchette o rinunciare a fare sesso come e con chi vogliamo, significa però accettare che anche gli altri hanno i loro diritti. La civiltà si riconosce dal grado di tolleranza ed accettazione reciproca.

Dire queste cose oggi non è facile né popolare, è evidente. Davanti alle stragi del terrorismo come possiamo accettare queste argomentazioni? Eppure sono convinto che oggi come non mai bisogna fare questo sforzo. Chi compie gli orribili atti di suicidio terrorista guarda "l’Occidente" in maniera speculare, l’Occidente è il male! Tutto l’occidente, senza fare distinzioni di storia, di movimenti politici, filosofici o altro. Fa riferimento allo schiavismo del seicento, allo sfruttamento coloniale dell’ottocento, alle guerre di aggressione ed occupazione del novecento ed alle guerre di aggressione dei nostri giorni, allo sfruttamento del petrolio, dei minerali, insomma fa dell’Occidente intero l’immagine del Male! Con questa concezione non bisogna scendere a patti, è necessario combatterla e sconfiggerla, ma il "resto del mondo"? Tutte le altre persone che hanno una visione del mondo diversa dalla nostra ma anche molto diversa da quella del fanatismo islamico? E’ con loro che dobbiamo confrontarci e dobbiamo farlo alla pari e oggi prima che sia troppo tardi.

 


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