società - Che fine hanno fatto i laici?

di Pino Rotta                                                        Video


Questo è un di quegli articoli che in genere la gente salta subito. La reazione è di noia, di pesantezza, di inutilità, tranne che per tre o quattro lettori che invece pensano che questo è un dei punti essenziali della crisi di civiltà che stiamo vivendo. Bene, scriviamo per ragionare e non piacere alle masse.

Su questi temi la disinformazione è da sempre potente e razionale e ovviamente finalizzata a mantenere lo status quo. La prima disinformazione riguarda il fatto che si associa il pensiero laico alla spiritualità religiosa puntando il dito dell’inquisizione su chi non ha idee omologate in tema religioso. Cominciamo allora col dire che, in genere, non c’è un laico che ha una profonda spiritualità ed un senso religioso incentrato sulla gnosi, che certo non è come dire "la verità è una e te la dico io!". Ma l’altra disinformazione riguarda il tema della cultura dominante, un tema che fu ed è tanto caro a Papa Ratzinger. Secondo questa tesi in Italia da sempre la cultura dominante sarebbe quella marxista. Che sia una sciocchezza è sotto gli occhi di tutti, le scuole, le università, persino gli asili sono da sempre in mano ai cattolici, gli insegnanti di religione, scelti da vescovi e pagati dallo Stato esistono solo in Italia e nei paesi islamici, però la storia che in Italia ci sia una cultura dominante marxista viene sbandierata (ovviamente!) come verità assoluta. Se poi lo dice il Papa!… invece non è così, e la assoluta crisi della capacità di critica non solo della cosiddetta gente comune, ma anche di insegnanti, professionisti, scrittori, pensatori… insomma della cosiddetta media borghesia progressista, quella nata dalla rivoluzione francese in Italia già da mezzo secolo non risponde più all’appello. Non lo diciamo ne con stupore ne con lamento, prendiamo semplicemente atto che la logica del mercato ha risucchiato i cervelli lasciando solo i fondamentalismi, quelli patinati e parrocchiali e quelli feroci ed assassini. E questo che il più delle volte non si vede. E’ violenza quella del kamikaze che si fa esplodere in mezzo alla gente ma è brodo di coltura per una violenza più sottile, più corrosiva quella che vuole dettare le regole morali e farle diventare norme giuridiche (anche questo esattamente come nei paesi islamici!) e per ottenere questo risultato si usano i mezzi più potenti la finanza, la politica e l’informazione. Si stringono le maglie attorno ai parlamentari ma soprattutto attorno ai sindaci, ai presidenti ed ai consiglieri regionali e degli altri enti, perché le leggi senza la gestione dei soldi non bastano. E allora si denuda il fondo della questione: le battaglie del mondo cattolico più conservatore non sono mai di carattere etico o spirituale ma fondamentalmente sono battaglie per mantenere e rafforzare il potere temporale.

Ma questo sarebbe anche comprensibile, è il gioco delle parti, il problema è che oggi le parti praticamente non ci sono, ne esiste solo una: ma i laici, socialisti, liberali, liberi pensatori, ecc. in Italia dove sono? In quali comode ed oscure prigioni d’oro si sono rintanati?

Rimangono solo i "resistenti" comunisti? Poco anche loro! Anche loro sono in rapida corsa verso le sacrestie, il pensiero si sa è un lusso borghese ed i comunisti non se lo possono permettere!


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