Alziamo la testa!


Parlare di cambiamento nella politica reggina, a pochi giorni dal freddo e feroce assassinio di Francesco Fortugno, non è facile. E’ necessario uno sforzo grande per recuperare nel fondo della nostra coscienza quella spinta ideale che ci dice che mai bisogna fermarsi e che è necessario anche quando tutto sembra inutile alzare la testa e, da uomini liberi, gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Cambiare dunque. Cancellare e per quanto è possibile riparare i disastri fatti da questa classe politica che ha fatto ritornare la nostra terra nel passato più buio. E senza concedere alibi, sbattendo in faccia tutte le responsabilità ad una classe politica che, nel migliore dei casi, si è dimostrata incapace e subalterna. Qui non ha governato Bossi o Calderoni anche se non possiamo dimenticare che Berlusconi ha nominato proprio Calderoni per "risanare l’ambiente" calabrese, però qui sono stati eletti ed hanno governato con responsabilità di primo piano Tassone (UDC), Pirilli (AN), Gasparri (AN), Velentino (AN), Meduri (AN), Napoli (AN) per citare quelli più in vista senza dimenticare che da dieci anni il sindaco Scopelliti (AN) governa tra incarichi regionali e comunali. Il fallimento ha nomi, cognomi e bandiere.

Quando al Governo c’era il centrosinistra ed al Comune Italo Falcomatà certo non abbiamo lesinato critiche e denunce (vai al sito web per vedere i numeri passati) spesso dure e non ci tiriamo indietro neanche davanti alla futura gestione del centrosinistra sia alla Regione che in ogni altra sua espressione. Ma da anni gli amministratori che cercano di cambiare in meglio questa terra sono nel mirino della criminalità e questo vorrà pure significare qualcosa! Davanti a tutto ciò oggi abbiamo il dovere non solo di criticare ma di alzare una protesta civile verso chi ha fatto piombare la nostra terra in questo abisso civile ed all’ultimo posto delle regioni di un’Italia che è già diventata l’ultima dei paesi europei.

Ora basta. Ora si deve cambiare.


HELIOS Magazine

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