Mafia e MalaPolitica

di Pino Rotta


Come sempre gli italiani, ed i Calabresi per certi versi in particolare, hanno la memoria corta e tendono a farsi avvolgere dall’obblio dell’emotività.

Ora davanti al crimine che ha assassinato Francesco Fortugno si levano urla di indignazione unanimi e consolatori. Si dice addirittura che paradossalmente l'azione forte della Magistratura finisce per rafforzare la ‘ndrangheta (vedi sen. Lino Iannuzzi a La7 il 27.10.2005) citando ancora una volta la vicenda del giudice Cordova come emblema della cattiva giustizia. Ora non ci sono dubbi che se si va dietro alla caccia alle streghe non si fa un buon servizio alla giustizia e la Corte Europea di Giustizia sulla vicenda Cordova ha fatto definitivamente chiarezza ed ha cancellato il "teorema Cordova".

Detto questo non è accettabile che ancora una volta i Magistrati, che pure possono sbagliare, passino dalla parte del torto dopo che per oltre dieci anni sono stati gli unici in Calabria a resistere alle pressioni ed alle minacce per colpire la ‘ndrangheta. La criminalità e la collusione tra la ‘ndrangheta ed una parte dei politici calabresi (anche qui smettiamo di essere qualunquisti!.. "Tutti corrotti quindi nessun corrotto"!) c’era e c’è, l’economia calabrese è fortemente permeata dalla criminalità che sta di fatto sostituendosi all’imprenditoria sana. Di tutto questo si deve o non si deve chiedere conto alla politica, anzi alla MalaPolitica, alla MalaEconomia, alla vecchia chiesa dei notabili, alla società collusa? E chi deve farlo, se non la Magistratura, i cittadini, i partiti, le associazioni di uomini liberi, gli imprenditori e tutti coloro che hanno a cuore le sorti e l’onore della Calabria? 

 


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