L’Unione Africana, mosaico di lingue, culture, speranze…
Un modello amministrativo simile all’Europa
di Edith Squillace
Viene definita la culla del mondo l’Africa,
il luogo da cui milioni di anni fa, alcune tribù emigrarono verso l’Asia per
dare vita a nuovi insediamenti e dando un’occhiata alla cartina,ci si rende
conto subito della realtà di queste affermazioni. Per esperienza personale dico
che, quando si sente parlare per la prima volta di "Unione Africana"
si resta un pò perplessi.
Sentiamo tanto parlare di Unione Europea, con i suoi grandi obiettivi ed i suoi
importanti progetti realizzabili grazie a grossi finanziamenti e dunque ci
chiediamo come in Africa,il paese più ricco e al contempo più povero del mondo
per motivi a tutti noi noti, si possa riuscire a perseguire progetti ugualmente
grandi,importanti e costosi. L’Unione Africana nasce il 9 luglio del 2002,
durante il vertice dei Capi di Stato e di Governo di Durban in Sudafrica, e ha
la sua sede in Etiopia, ad Addis Abeba. E’ l’organo più importante presente
nell’intero continente, è composta da 53 paesi facenti precedentemente parte
dell’OUA (Organizzazione dell’Unità Africana), e qui,di progetti
concreti,se ne parla in inglese, francese, arabo, portoghese e in tutte le
lingue africane. L’Unione riprende in larga parte i programmi e i principi
della CEA (comunità economica africana) il cui fine principale era quello di
creare un mercato comune Africano. Promuovere la pace, la sicurezza e la
stabilità del continente africano, assieme allo sviluppo economico, culturale e
sociale,sono i punti chiave di questa istituzione che di virtuale ormai ha ben
poco. Uno dei principi fondamentali è inoltre l’intangibilità delle
frontiere ereditate dalla divisione coloniale dei territori africani.
Si parla di sottosviluppo,delle molte malattie, della povertà,ma conscia di limiti e problemi,questa istituzione si batte per diritti,per la democrazia. Se non fosse che ne abbiamo le prove concrete diremmo che è quasi impossibile e invece abbiamo la dimostrazione che non ci sono solo le case di moda,le multinazionali fredde o internet a rendere un paese concretamente razionale e socialmente attuale, democratico. Molteplici sono gli organi e i Comitati Tecnici Specializzati che si occupano di agricoltura, economia, sanità e cultura. Priorità assoluta hanno la lotta alle malattie e ai conflitti armati che devastano questa terra, nonostante le attività dell’Unione Africana risentano ancora della fase transitoria dovuta ai cambiamenti e agli adeguamenti delle vecchie strutture dell’OUA. Al momento però la ricerca di istituzionalizzazione di un continente importante,non ci rende ciechi di fronte alle difficoltà comunque consistenti, che impediscono di attuare una politica comune agli interessi di tutti gli stati membri. Soprattutto le condizioni di estrema povertà di alcuni stati e la loro posizione di indebitamento con l’estero che li costringe a dipendere da organismi internazionali, come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale, impediscono l’effettiva attuazione dei principi e dei progetti dell’Unione Africana. Nella vita di ognuno di noi c’è un pò di Africa, questo immenso continente ci ha dato avorio, oro, diamanti e petrolio, ma le lingue, la musica, l’odore della terra, questa è l’Africa, una terra che ha fatto della pazienza la virtù cardine, dell’umiltà la regola fondamentale della sopravvivenza, Mentre noi continuiamo a parlare di cancellazione del debito. Ma siamo sicuri che sia la reale soluzione al "problema"?
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