Buon 2007 e... Che sia pace!

di Pino Rotta


Iniziare un nuovo anno con il pensiero che tutto andrà a meraviglia!

Pensare che non sentiremo parlare più di crisi di governo nazionale o regionale, applaudire per la stabilizzazione dei precari, per la lotta alla mafia, alla corruzione e quindi del rilancio economico, e per le tasse "pagare tutti pagare meno!". Potrebbe essere un buon anno il 2007…

Il condizionale è d’obbligo perché davanti a questi che sono veramente grandi temi c’è oggi innanzitutto IL grande tema: la guerra.

Siamo anestetizzati dalla televisione per quanto riguarda la guerra, ci proiettiamo dentro quello che inconsciamente percepiamo (soprattutto i soggetti meno dotati di struemnti di analisi della realtà, e tra questi gli adolescenti per primi) come un grottesco "reality" e come per l’Isola dei Famosi facciamo il tifo, storciamo il naso e cambiamo canale, solo che quello non è un relity e che se anche noi non lo guardiamo va avanti lo stesso.

Sono ormai più di 15 anni che ci siamo abituati alla guerra, certo se l’Italia è tra i cattivi protestiamo, scendiamo in piazza, per fortuna ci indignamoa ancora, ma il problema è che tutto questo non basta. Non basta protestare contro la partecipazione dell’Italia alle guerre, è necessario alzare di più la voce, farla sentire anche oltre i confini nazionali, denunciare con forza che la morte per mano armata è non solo immorale e folle è anche stupida!

L’Italia, come si sa ha forma di Stivale, con la situazione del Medio Oriente possiamo dire che lo Stivale è poggiato su una mina pronta ad esplodere se non riusciamo a fermare la pratica e la cultura della guerra e della morte.

Massimo D’Alema sta facendo un lavoro di straordianaria importanza ma la politica da sola non può farcela se non c’è la coscienza civile che spinge con forza e con passione verso la pace.

Buon 2007.

 

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