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Europa - La settimana dei 27 Santi

di Oscar Carchidi


Venerdì 14 dicembre 2007, Bruxelles si è svegliata nella nebbia invernale con temperature tuttavia positive (+2°, riscaldamento obbligatorio), ma si è svegliata ancora senza governo malgrado gli sforzi del Sig. Verhofstadt ultimo chiamato dal re, per riuscire in questa difficile prova. Tuttavia, con o senza governo la vita continua in questo paese nel buon umore proverbiale del popolo belga. Ma poco importa. Questa mattina e per tutto il giorno Bruxelles riveste il suo mantello europeo dei grandi giorni. La città accoglie in effetti il Consiglio europeo per passaggio della presidenza a partire dal 1 gennaio 2008 tra il Portogallo e la Slovenia. Non c'è grande effervescenza in questo Consiglio, poiché tutto è stato preparato a meraviglia da parte di un paese molto discreto, ma grande europeista, il Portogallo alla guida del quale si trova il signor Socrates. I capi di Stato e/o di governo dei ventisette, - veri maratoneti-, hanno accelerato il ritmo per dimostrare che la loro ferma decisione di raggiungere rapidamente uno statuto europeo conforme a più efficace per le nostre istituzioni. Per ciò giovedì 13 erano tutti a Lisbona per firmare il nuovo trattato europeo, anche lo stesso premier inglese (!) Trattato di Lisbona, (e tanto peggio se non si chiama più Costituzione) che dovrà entrare in vigore nel 2009 dopo la ratifica da parte dei 27 paesi. La cerimonia si è svolta in un luogo carico di storia: il monastero dei Hiéronymites, costruito cinque secoli addietro.

La settimana in ogni caso è sotto il segno dell'Europa, quella visibile che costruisce il futuro per noi, per i nostri bambini e le generazioni future. In effetti mercoledì 12 dicembre i presidenti delle tre istituzioni europee hanno proclamato solennemente al centro del Parlamento europeo in Strasburgo la carta dei diritti fondamentali sotto forma di Trattato. Questo documento raccoglierà tutti i diritti personali, civici, politici, economici e sociali in un solo testo che sarà costrittivo ed godrà dello stesso statuto giuridico degli altri trattati.

I vantaggi del Trattato di Lisbona.

Questo nuovo Trattato, è uno strumento essenziale per assumere le sfide del XXI° secolo che si vedono profilare nella nostra vecchia Europa nel prossimo decennio. I vantaggi, che soltanto i detrattori del progetto costituzionale avevano voluto per un orgoglio non sano di politica bassa interna ed interesse personale cancellare con un voto distruttivo, sono stati fortunatamente ripresi nel nuovo Trattato. Uno presidente sarà letto dai capi di Stato e di governo per una durata massima di cinque anni, al posto del cambiamento automatico ogni sei mesi. Il numero di commissari attualmente di ventisette sarà ridotto a 17. Il testo del Trattato rafforza le prerogative dell'alto rappresentante per la politica estera e della sicurezza comune, posto attualmente occupato dallo spagnolo Javier Solana, che diventerà vice-presidente della Commissione europea dal 1° gennaio 2009.

Si prevede un'estensione del voto a maggioranza qualificata restando tuttavia l’unanimità la norma per alcuni settori, come la politica estera la difesa, la sicurezza sociale ed il fisco - e l'instaurazione a lungo termine di un nuovo sistema di voto a doppia maggioranza (55% degli Stati membri e 65% della popolazione). Questo Trattato permetterà all'Europa di reagire più rapidamente ad alcune situazioni, in particolare in materia di difesa e di sicurezza energetica. Tutti i paesi intendono ratificare il testo per via parlamentare, ad eccezione dell'Irlanda, che organizzerà un referendum perché la sua costituzione lo impone. Sperano così di limitare i rischi di rifiuto del testo, cosa che getterebbe l'Europa in una nuova crisi, dopo quella aperta dai "non francesi" e dagli olandesi.

In Francia, il governo auspica che la ratifica da parte del Parlamento intervenga nei primi tre mesi del 2008. Questo è stato confermato da parte del Presidente Sarkozy e da parte del Sig. Kouchner ministro degli affari esteri nel corso della conferenza stampa rilasciata a palazzo Justus Lipsius.

Nella stessa conferenza stampa, il Presidente Sarkozy ci ha riferito di un colloquio sulla creazione da parte del Consiglio di un gruppo "di saggi", per elaborare ipotesi sul divenire dell'Unione Europea. I nove membri che saranno scelti saranno presieduti dallo spagnolo signor Felipe Gonzales. Occorre proporre un nuovo sogno europeo ai nostri popoli all'orizzonte 2020-2030 e prevedere soluzioni per altri problemi comuni come le frontiere ed il problema dell'immigrazione. Altri progetti, come Galileo hanno infine assunto forma ed finanziamento sicuro. C'è dunque da essere ottimisti per il futuro europeo. Ciò è stato possibile e sarà possibile in futuro ancora se alla testa dei 27 paesi ci saranno governatori che scelgono l'Europa piuttosto che il loro campanile. La firma unanime di questo ultimo Trattato segnala che i 27 santi e sante riuniti in "conclave" prima a Lisbona ed oggi a Bruxelles hanno fatto il miracolo! In ringraziamento occorrerebbe dedicare loro e per sempre questa settimana!

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