società

Gli aspetti positivi di una società multietnica

di Francesco Rao


La comparazione dei dati relativi alla piramide dell’età dell’anno 1901, fornitaci dall’istat, ci offre un’immagine ben distribuita e omogenea della varie classi d’età: il numero dei maschi da un lato e il numero delle femmine dall’altro risultava decrescente in modo progressivo al crescere dell’età garantendo la persistenza delle diverse fasce d’età nel tempo.

L’allungamento della vita media, dovuta ai progressi della medicina e alle migliorate condizioni economico-sanitarie, il calo delle natalità legato al passaggio da una società prettamente agricola a industriale e la crescente emigrazione che si è verificata durante tutto il secolo scorso hanno contribuito e stanno contribuendo a produrre una diapositiva demografica molto particolare creando nuovi punti di equilibrio e modificando le aspettative che, spesse volte finiscono per produrre insicurezza e incertezza sul domani del singolo cittadino. Oggi a distanza di un secolo, la piramide dell’età è capovolta. Gran parte della base, costituita principalmente dalla nascite, viene alimentata da una generazione nata da genitori stranieri residenti in Italia.

Una corretta lettura del fenomeno sociale odierno si potrà conseguire includendo al fenomeno dell’emigrazione, che può essere indicato come polarità negativa di un effetto maturato nel tempo e ormai consolidato, gli effetti positivi prodotti dalla costante crescita di immigrazione verso l’Italia, soprattutto dopo l’apertura delle frontiere dovute alla nascita della Comunità Europea.

Le attuali dinamiche demografiche presenti in Italia, con particolare riferimento al Sud, manifestano chiaramente come i processi demografici sono lenti nella crescita soprattutto dove c’è scarso inserimento industriale e di conseguenza insufficiente opportunità di inserimento occupazionale.

Vi è la possibilità di osservare una tendenza che timidamente offre una diversa prospettiva grazie al ruolo svolto dai cittadini extracomunitari che scelgono di risiedere nelle zone a forte vocazione agricola in quanto, essendo questo tipo di attività poco praticata dalla forza lavoro locale per via di svariati motivi, vi è facile inserimento occupazionale, il costo della vita è palesemente meno caro e l’integrazione sociale è più rapida.

I dati sotto indicati si riferiscono ai soli cittadini stranieri residenti in Italia, rilevati dall’istat il 1 gennaio 2007, che nella loro interezza sono riconducibili ad una percentuale marginale di fronte all’effettiva popolazione straniera presente nella nostra penisola che non dispone di regolare documentazione. Ciò può permetterci di azzardare una previsione molto incoraggiante per il futuro vista la continua conferma da parte di quanti scelgono di risiedere nel Sud Italia.

Popolazione straniera residente al 1 Gennaio 2007 per età e sesso Italia
Tabella A

Eta'

Maschi

Femmine

Maschi

 

 

 

+

 

 

 

Femmine

5

20970

19597

40567

9

17081

15472

32553

10

15506

14824

30330

12

15878

14604

30482

13

15703

14289

29992

17

16777

13723

30500

18

17875

14333

32208

23

20823

22946

43769

 

270401

 

dati istat

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questa sede mi soffermerò sull’ integrazione sociale che, con il passare del tempo, rende più dinamica la nostra quotidianità grazie alla multietnicità che ci circonda.

Per ragioni di spazio affronterò brevemente l’argomento relativo all’inserimento nel mondo della scuola cercando di dimostrare il valore aggiunto che viene apportato dai cittadini extracomunitari e che ci dovrebbe far vedere in modo positivo questo movimento continuo di popolazione in cerca di nuove opportunità occupazionali e d’inserimento come una prospettiva di sviluppo e di continua crescita sociale.

Nella tabella "A" si nota il congruo numero in ingresso di bambini nel mondo della scuola italiana: all’età di 5 anni hanno usufruito del nostro sistema scolastico 40.567 bambini che sono figli di genitori stranieri regolarmente residenti; 30.330 nel 2007 potenzialmente potrebbero aver conseguito la licenza media e 32.208 potrebbero essere nella condizione di essere in procinto di concludere gli studi superiore ottenendo un diploma ed eventualmente accedere agli studi universitari.

Lasciando da parte la freddezza dei numeri non si può lasciar cadere nel nulla il moltiplicatore economico che produce una ricchezza strutturale legata all’universo del consumo di prodotti per la scuola e destinata a crescere esponenzialmente nel tempo.

Passando dalla macro alla micro condizione, grazie ai dati relativi alla popolazione straniera residente dal 1 gennaio 2007 nella provincia di Reggio Calabria, inseriti nella tabella "B", si può

Popolazione straniera residente al 1 Gennaio 2007 per età e sesso Provincia di Reggio Calabria
Tabella B

Maschi

+

Femmine

5

58

66

124

9

81

54

135

10

74

50

124

12

62

75

137

13

52

52

104

17

69

58

127

18

89

52

141

23

80

85

165

1057

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

notare come il 2% della popolazione è perfettamente inserita nel contesto in cui vive divenendo partecipe e destinatario delle istituzioni e dei servizi presenti sul territorio. Se la conoscenza del territorio, delle istituzioni e il rispetto per la legalità partono dal basso e cioè dai bambini che nel 2007 hanno frequentano la prima classe della Scuola dell’obbligo partiamo con il massimo dei propositi in quanto, le paure legate a potenziali fenomeni di criminalità proveniente dalla fascia di cittadini extracomunitari nel tempo sarà destinata ad azzerarsi in quanto la difesa del nostro territorio e la partecipazione allo sviluppo diventerà volontà comune.

Contatore visite


HELIOS Magazine

HELIOSmag@hotmail.com