politica

Comunisti, mangiapreti e laicità

di Pino Rotta


E’ un pò patetica questa sinistra che sulla stampa nazionale (meno in televisione, perché si sa che la gente legge poco ma la TV la guarda!) fa grandi proclami a difesa della laicità dello Stato mentre, nel quotidiano locale e nazionale, i suoi rappresentanti nelle istituzioni fanno i bravi scolaretti e, dopo essere passati dalla Curia, tornano a casa a fare bene il compito per il giorno dopo.

Sia ben inteso che stiamo parlando della sinistra italiana, quella dei duri e puri, che però senza i voti delle parrocchie non riesce ad eleggere neanche un consigliere di circoscrizione. Naturalmente i conti poi si devono pagare! Con quale risultato? Questa è un’evidenza che si vuole negare, tenere sotto silenzio, ma è un dato di fatto che in Italia si creano e si finanziano sempre meno strutture pubbliche per attività sociali, sanitarie, educative o anche solo ludiche o di aggregazione e parrocchie sempre più ricche e, giustamente, più attive.

Diciamo la verità, i comunisti in Italia (per fortuna!) non ci sono mai stati, ma erano bei tempi quando la sinistra italiana rivendicava, con un pò di supponenza ma non senza motivi, la sua diversità etica e culturale. E ci sarà pure un motivo se nel mondo Reggio Emilia è famosa per le sue scuole pubbliche mentre Reggio Calabria è ormai più famosa di Palermo per corruzione e mafia.

Due realtà sociali distanti, non solo geograficamente, dove il senso della collettività si è formato su canali assai differenti. Un’Italia, quella del nord, dove si è messo al centro degli interessi della politica, il servizio pubblico ed un'altra, quella del centro-sud, dove il pubblico è stato oggetto di parassitismo e di rapina per decenni. Dove poi i risultati elettorali davano le giunte rosse dell’Emilia Romagna e giunte democristiane della Calabria e delle altre regioni del Mezzogiorno.

La cultura forma e informa la società, si raccoglie quello che si semina!

Ma vogliamo parlare solo dei comunisti?.. perchè?.. e il povero Veltroni!.. Eccolo alle prese con la creazione di un nuovo soggetto politico che si dà grandi obiettivi e poi neanche il tempo di mettere nel codice etico del PD un timido, annacquato ed insignificante accenno alla laicità che gli parte, in diretta televisiva urbi et orbi, una sfuriata del Papa in persona che lo fa dipingere non come il Sindaco di una grande metropoli, con i problemi e i pregi che tutte le accomuna, ma peggio del Sindaco del più degradato paesino di una provincia sottosviluppata.

E il buon Veltroni incassa, stringe i denti e butta giù il rospo, che altro può fare? Continuerà a fare l’amministratore di questo grosso condominio chiamato Partito Democratico, con i socialisti ed il povero Boselli che, impotenti, piangono in castigo nel girone degli ignavi.

In tutto questo la religione non ha nulla a che fare, così come nulla a che fare la dottrina sociale della chiesa che ha prodotto e continua a produrre straordinari personaggi e ammirati esempi di altruismo e dedizione personale nei confronti del prossimo. La questione è tutta politica. Solo in paesi come l’Arabia Saudita si da per scontato che quello che vale per la religione vale anche per lo Stato. Ma l’Italia non può continuare a finanziare con i soldi di tutti organizzazioni, università, scuole, centri sociali ed altro che hanno lo scopo di far prevalere nella vita pubblica la posizione particolare della Chiesa. Nessun laico si è mai sognato di chiedere ai seminari pontifici di aprire le porte a docenti non cattolici o non credenti e per giunta pagarli coi soldi del Vaticano. Il contrario invece accade regolarmente e senza destare né scandalo né proteste, a parte qualche sporadica presa di posizione additata il più delle volte con aria di commiserazione.

Oggi senza "Benedictio" intanto non si va da nessuna parte! Lo ha capito anche Tony Blair che, illuminato sulla via tra Damasco e Bagdad, a cinquant’anni si converte alla fede cattolica. Vorrà farsi monaco e pentirsi per tutti i morti innocenti dell’Iraq? Niente affatto, vuole diventare Presidente dell’Unione Europea! E la cosa funziona, tanto che arriva subito l’investitura del destro-populista presidente francese Sarkozy con tanto di lode e pacche sulle spalle.

E intanto questa sinistra non fa più paura a nessuno, al massimo alimenta la satira ed i comici… amaramente.

Contatore visite


HELIOS Magazine

HELIOSmag@hotmail.com