SocietÓ

Al servizio di un Dio

di Pino Rotta


 

"Anche la Chiesa ha diritto di fare politica" (mons. Bagnasco al meeting di Cl, agosto 2008).

Il Card. Bagnasco continua "…La voce della Chiesa in politica va quindi intesa come promozione di una antropologia completa, integrale".

Applausi, sia in sala che dagli scranni del Parlamento. A nessuno Ŕ passato un brividino freddo sulla schiena ascoltando queste parole? In Italia se vuoi fare politica devi chiedere la benedizione della Chiesa da oltre 60 anni, altro che diritto messo in discussione!

Ma non Ŕ questo il punto. La Chiesa faccia politica quanto vuole (ci mancherebbe!) ma la faccia con i propri soldi, le proprie strutture, le proprie scuole e universitÓ, i propri servizi sociali, non con il denaro pubblico e con una posizione di privilegio in tutte le istituzioni locali e nazionali cresciute e rafforzatesi grazie dei soldi dello Stato. Altro punto: che la Chiesa abbia le proprie idee sociali (spesso condivisibili, almeno da una quindicina di anni, prima molto meno…) non la legittima affatto a rivendicare il diritto di dettare l’agenda etica della politica italiana e tanto meno, addirittura, che pensi di poter promuovere a spese di tutti la propria "antropologia".

All’orizzonte c’Ŕ l’alleanza tra Chiesa cattolica, Ebraismo e Islam, vi immaginate verso che modello sociale ed istituzionale potremmo andare?

 

 

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