Società

Barack Obama, una nuova speranza si accende?

"Obama sarà Un Nuovo Presidente degli Stati Uniti o solo il nuovo inquilino della Casa Bianca?"

di Pino Rotta


L’elezione di Barack Obama a 44° Presidente degli Stati Uniti d’America è senza dubbio un fatto storico ed è tanto importante quanto problematico.

E’ importante perché dopo otto anni di presidenza Bush connotata dalla paura e dalla guerra, un democratico torna alla Casa Bianca ed annuncia il ritiro dall’Iraq nei prossimi diciotto mesi. Ma lo è ancora di più per il fatto che, proprio in questo clima di terrore e diffidenza verso il diverso, un "nero" di origine keniana, che per giunta si chiama Hossien Barack Obama, viene scelto dal 70% degli elettori americani come loro Presidente. Non può non venire subito alla mente che appena 40 anni addietro venivano uccisi Martin Luther King e i due fratelli Kennedy. E’ quella stessa America che ha eletto Reagan, durante la cui presidenza restarono sul campo circa due milioni di morti in una feroce guerra tra Iran ed Iraq, che dopo Reagan ha eletto Bush senior, il quale attaccò l’Iraq nella cosiddetta guerra del Golfo, che provocò circa 150 mila morti, guerra, che, dopo la pausa della Presidenza Clinton, fu ripresa dal figlio Bush jr., con i suoi fidi alleati Blair, Asnar e Berlusconi, con un risultato, ad oggi, di circa 500 mila morti di cui circa 5 mila americani (cifre virtuali vista l’impossibilità di una verifica indipendente), ed un terrorismo, se è possibile, ancora più esteso e pericoloso.

La via del petrolio è sempre più rossa di sangue. Ed oggi quell’America sceglie con slancio di eleggere un Presidente di rottura con questo passato. Anzi addirittura con il suo passato.

Sarà che la gente ha capito che dopo venti anni di guerre l’America deve fermarsi e chiedersi quale sarà il suo ruolo nel futuro, visto che non solo in oriente non gode più di simpatie ma anche nel Sudamerica e nella stessa Europa?

Il fatto di essere la prima potenza militare al mondo non ha risparmiato agli americani una crisi che ha messo sul lastrico milioni di persone, gente che ha perso la previdenza, il lavoro, la casa, o tutte queste cose, mentre assistevano al prezzo del petrolio che negli ultimi sei anni è passato da 30 a 140 dollari al barile, arricchendo in misura inverosimile chi era già straricco e portando tutta l’economia occidentale ad una situazione ormai dichiaratamente di recessione.

Il pragmatismo americano non ha guardato al colore della pelle ma al bisogno di cambiamento ed ha scelto Barack Obama.

Ma con lo stesso pragmatismo è necessario analizzare quali potranno essere per l’Europa gli effetti a breve ed a lungo periodo di questa storica svolta.

Barack Obama, prima di essere un simbolo di riscossa razziale, è principalmente un Americano.

Potrà dare grande impulso ad un nuovo corso di multilateralismo e di confronto con gli altri paesi, e tra questi per prima l’Europa, in questo senso ha già lanciato inequivocabili segnali. Dalla cooperazione internazionale sono nate grandi svolte nella storia occidentale, oggi è il momento di andare oltre.

Oggi bisogna dialogare con la Cina e con i paesi in forte sviluppo industriale con un occhio preoccupato alle condizioni di disperazione dei poveri di tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri, perché ignorarli sarebbe la strada obbligata verso uno scontro sempre più ingovernabile e pericoloso.

Ma per avere le migliori condizioni per affrontare questa nuova sfida Obama dovrà ridare fiducia e capacità di sviluppo prima di tutto agli americani e questo dovrebbe avere (anche se non ce lo garantisce nessuno!) lo stesso effetto sulle condizioni economiche di noi europei.

Vedremo se si realizzerà questo effetto indotto.

Intanto dobbiamo considerare che le tentazioni di economie protezioniste si fanno sempre più forti sia in America che in Europa ed il protezionismo ha sempre un fascino sinistro e quasi sempre un effetto benefico solo per i ricchi. Riusciranno la nuova America di Obama e l’Europa a trovare il giusto equilibrio tra necessità di sviluppo economico, difesa dello stato sociale e tutela dell’ambiente? Ma intanto speriamo che si cominci a parlare di pace.

Su queste cose con speranza ma anche con realismo dovremo aspettare per giudicare se Obama Presidente sia da considerarsi Un Nuovo Presidente degli Stati Uniti o solo il nuovo inquilino della Casa Bianca.

In fondo essere di pelle nera non ha impedito a Colin Powell di mentire all’assemblea dell’ONU sull’antrace (salvo poi smentire sé stesso una volta scoperto!) o a Condoleeza Rice di essere artefice della disastrosa politica di George Bush.

 

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