Recensione - La via per l’eccellenza, di Carmelo Persico (Edizioni Il Grande Noce, pagg. 223, euro 10)

 

Edizioni Il Grande Noce - www.ilgrandenoce.com

a cura di Pino Rotta

 


Dovrebbe essere regola d’oro che la recensione ad un libro non fosse scritta da chi ha un rapporto affettivo e di antica amicizia con l’autore, ma quando il libro che si ha davanti si prefigge lo scopo gigantesco di affrontare il rapporto con Dio e, secondo la professione di fede dell’autore, con Gesù Cristo quale sua prima manifestazione in terra, allora l’argomento è talmente alto ed impegnativo che la concentrazione sul testo è assolutamente prevalente e mette, in una certa misura, al riparo da indulgenze e particolarismi.

Per iniziare qualche parola sull’autore. Carmelo Persico, siciliano nato a Randazzo di Catania 57 anni fa, non è uno scrittore, non è uno storico, non è un teologo, è un uomo di legge, perché è un avvocato e perché nell’ambito della legge da sempre opera e lavora, ma fondamentalmente, nel senso della più profonda interiorità, Carmelo Persico è un sacerdote laico, per essere più precisi un Anziano della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Dunque un sacerdote non nella comune e prevalente, e spesso prepotente, concezione cattolica, ma nella scia di antiche esperienze di predicatori che sono diventati tali per aver vissuto in prima persona l’esperienza della fede ed averlo fatto con tale intensità da sentire il bisogno di condividere con gli altri la propria esperienza spirituale.

Una testimonianza di vita e di comunione, direi che il libro La via per l’eccellenza questo è e questo vuole essere anche nella volontà dell’autore: "condividere con il lettore una intima testimonianza del Signore Gesù Cristo e del Vangelo che Egli ha restaurato, in questi che sono gli ultimi tempi che precedono la sua seconda venuta…"-

Un libro che si inserisce nel filone apocalittico? A leggere e seguire le molte decine di citazioni e riferimenti dei profeti ed evangelisti del Vecchio e Nuovo Testamento potremmo anche definirlo come tale, ma con una profonda ed importante differenza con l’angosciante visione nichilista dell’apocalittica più diffusa, nel libro di Carmelo Persico c’è la speranza, anzi secondo la sua pacata ma salda professione di fede, c’è la certezza della salvezza.

"La carità è l’amore puro e perfetto di Cristo, che l’uomo naturale non possiede ed il mondo non conosce", seguendo i Comandamenti di Gesù Cristo, che l’autore illustra e commenta uno ad uno, ci prepara ad accogliere il ritorno imminente di Cristo.

Ecco che da nobile e generosa testimonianza di fede e carità cristiana, che emana dal testo, Carmelo Persico, inconsapevole e sicuramente non interessato per nulla a questo tipo di effetti, diventa un sasso sul castello di cristallo delle Istituzioni religiose, in primis per la Chiesa cattolica.

D’altra parte nel libro di Mormon, guida spirituale che ispira il nostro autore, il sacerdozio diventa cosa diversa da quella comunemente concepita in altre fedi più tradizionali. "…la Chiesa deve essere guidata dal Signore, per rivelazione, tramite rappresentanti da Lui scelti, apostoli, profeti viventi…".

E l’affermazione del prossimo avvento di Cristo non c’è dubbio che potrebbe essere destabilizzante per le istituzioni secolarizzate.

Ma nel libro di Carmelo Persico questo problema non viene neanche messo in conto, non ha rilievo se non come ammonimento alla necessità di essere preparati all’inizio della nuova vita in Cristo. Un Cristo che secondo l’autore, deve essere letto nella successione degli eventi storici e dottrinali successivi all’apostasia del cristianesimo stesso, deve essere "fonte originale" per la restaurazione del Vangelo e delle ordinanze che dal Vecchio e Nuovo Testamento devono essere riprese e riportate alla loro originale ed integrale interpretazione. Un impegno di rilevante importanza e che, malgrado la levità della trattazione del testo di Carmelo Persico, è tutt’altro che semplice. Ma chi ha detto che La via per l’eccellenza deve essere una via facile?

Un’ultima considerazione che, dato il tema trattato credo non sia del tutto scontata. La via per l’eccellenza non si accosta neanche per un momento all’esoterismo teologico, non vi sono riferimenti simbolici da interpretare, che non siano ovviamente contenuti nelle opere dei profeti e evangelisti di volta in volta citati.

In questo senso il testo di Carmelo Persico, pur nella modestia dell’approccio e nella timida umanità che egli offre come testimonianza, è un testo apologetico nel senso letterale del termine.

La via per la perfezione è tracciata, per Persico, non è da cercare ma da seguire, con speranza e osservanza dei precetti cristiani, ma nella certezza che per questa Via si giunge alla Salvezza.

Invidio un pò il mio fraterno amico Carmelo Persico per questa fede nell’assoluto, molto diversa dal percorso di un itinerante del dubbio come me, ma forse con una metà molto più comune di quanto non possa apparire ad un occhio superficiale e profano.

 

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