Comunicazione

Presentazione

"Le maschere e le parole - simbolismi e suggestioni nella comunicazione"

di Salvatore Romeo (Città del Sole Edizioni, pagg. 123, euro 12,00) (clicca e guarda il video della presentazione)

di Pino Rotta


In una società che quotidianamente mette in crisi il senso delle cose che diciamo, quello che cerchiamo di trasmettere agli altri di noi, della nostra personalità, dei nostri bisogni emotivi, dei desideri ma anche delle paure che agiscono in noi ogni volta che ci relazioniamo con gli altri e con il contesto sociale, si sente a volte il bisogno di una "guida pratica" quasi un "manuale" che ci aiuti a capire ed a farci capire.

Come possiamo guardare il mondo e le persone per cogliere, quanto più fedelmente possibile, il reale significato delle parole e dei segni che sono il "medium", il veicolo di comunicazione tra noi e gli altri?

Forse, come suggerisce Salvatore Romeo in questo saggio, dovremmo ricorrere agli "occhi della mente" per letteralmente decifrare i messaggi che ci arrivano ma anche quelli che mandiamo al mondo circostante. Un mondo fatto di persone ma anche di spazi, un mondo fatto soprattutto di relazioni tra noi, gli altri, lo spazio ed il tempo in cui agiamo.

Il titolo del libro "Le maschere e le parole" assume in quest’ottica un significato duplice, se vogliamo una duplice chiave di lettura: una senz’altro sociologica e psicoanalitica ed un’altra filosofica.

Da un lato, infatti, ci interroga e ci guida tra i significati delle parole, dei gesti, degli atteggiamenti o delle posture che mettiamo in atto nella comunicazione, dall’altro, con un sapiente approccio filosofico, ci stimola a porci delle domande sul senso della natura relazionale che esiste tra noi e gli altri, tra noi e il contesto sociale e, in un’ultima analisi, sul senso di ciò riusciamo a cogliere di noi stessi.

Ma perché Salvatore Romeo pone tanta attenzione sulle dinamiche e sugli strumenti della comunicazione?

A questa domanda non si può rispondere senza ricordare che l’autore è certo persona di profonda cultura umanistica ma è soprattutto uomo di scienza, una persona che, per scelta e per mestiere di psicanalista (psicoterapeuta), ha quotidianamente a che fare con le emozioni, le ansie, le paure e le speranza di persone concrete. Pochi come lui quindi possono capire quanto imprescindibile sia l’unicità del corpo e della mente e, nel capire questo, cercare di dare qualche strumento di decodifica di questa struttura complessa eppure non frazionabile che è la persona. Siamo noi che viviamo nel nostro tempo ed in uno spazio che seppure fortemente dinamici e spesso caotici possono essere osservati, indagati per avere una maggiore consapevolezza di ciò che siamo vivendo la nostra vita "nel mondo" senza cadere nella facile trappola di un’alienazione "dal mondo".

Con la citazione introduttiva di Tommaso Campanella, Salvatore Romeo, ci fa capire che la parola e il gesto, il simbolo, operano una magia nella vita delle persone poiché riescono a " far l’uomo piangere, allegrare e adirare ricordandoli cose che per natura muovono a questo".

Oltre al tributo al grande filosofo nostro conterraneo, che certo l’autore sente molto vicino a sé per essere egli stesso originario di quegli stessi luoghi che diedero i natali a Campanella, c’è però un occhio del tutto professionale sull’animo umano. La magia a cui fa riferimento Campanella non ha nulla a che fare con le cialtronerie di vecchie e nuove fattucchiere ma è il richiamo all’alchimia come processo di generazione e trasformazione dell’essere che attraverso la parola, la percezione e il linguaggio (complesso codice di simboli) avviene in continuazione in ognuno di noi.

Così come Campanella cerca di svelare agli uomini il progetto di Dio, con senso più pratico e moderno, Salvatore Romeo cerca di spiegarci come e perché funziona la comunicazione.

Va detto per inciso che se questo tentativo di aprire l’uomo alla conoscenza, che portò mezzo millennio addietro più di 27 anni di carcere e torture al grande Filosofo che dovette al fine trovare scampo in Francia, terra dei Lumi e trascorrervi i suoi ultimi anni, ancora oggi non è del tutto privo di rischi (il nostro autore è avvisato!).

Indagare e diffondere la conoscenza, soprattutto cercare di far capire il come funziona la realtà senza preconcetti e certezze irremovibili è ancora oggi molto rischioso, sia per chi scrive che per chi legge.

Ma, avendo il nostro autore intrapreso la scelta campanelliana con convinzione, ci troviamo oggi davanti ad un saggio che rappresenta un interessante e completo lavoro di ricerca e di divulgazione di sociologia della comunicazione e di questo non possiamo che essergliene riconoscenti.

Salvatore Romeo, in questo lavoro, ha saputo dosare con abilità il rigore scientifico e la semplicità del linguaggio che consente a chiunque voglia misurarsi con questi temi di poterlo fare senza troppe difficoltà.

Un risultato non proprio scontato se consideriamo che il saggio illustra tutti i processi della comunicazione, dagli oggetti della mente al mondo fisico e culturale.

Con un percorso che si muove tra importanti riferimenti bibliografici, da Watzlawick a Chomsky, da Jung a Guénon, da Goleman a Cavalli Sforza, per citarne alcuni, l’autore ci guida nel mondo della comunicazione a cominciare dalla relazione tra il corpo, l’immagine di sé ed il contesto spaziale perché "La percezione del corpo nella sua totalità ed univocità costituisce quel Concetto di Sé che è base indispensabile per un armonico sviluppo e per una soddisfacente interazione interpersonale e sociale" (cit.), per poi continuare illustrando il dettagliato meccanismo del linguaggio.

Viene quindi affrontato tutto l’apparato di codici (analogici e digitali) e, dopo avere trattato del linguaggio verbale, della semantica e della sintassi, chiude questa prima parte con il linguaggio paraverbale, la conoscenza del quale ci sarà preziosa per addentrarci nella parte successiva quella in cui vengono illustrati i meccanismi della comunicazione non verbale, la cinesica, la mimica del viso, la gestualità, la postura e per finire alla prossemica, con cui ci conduce nella comprensione delle relazioni comunicative che agiscono nell’organizzazione culturale e funzionale dello spazio.

La conoscenza dei codici e dei meccanismi della comunicazione, per Salvatore Romeo, non è però uno strumento fine a sé stesso. Saper comunicare è la possibilità di una "partecipazione attiva, un atteggiamento di piena e totale responsabilità, la coerenza, la manifestazione di fiducia in sè e negli altri, l’espressione chiara dei propri sentimenti sono alla base di quella comunicazione assertiva che consente la realizzazione di questi obiettivi, affermando i propri diritti e tenendo in considerazione anche quelli degli altri". (cit.).

Significa insomma riuscire ad essere armonicamente in relazione con l’ambiente, con gli altri e con sé stessi, il che, se proprio non ci mette al riparo dagli effetti negativi o addirittura patologici che possono scaturire da un’alienazione o una cattiva percezione del mondo, di certo ci aiuta a gestire tanto nostre emozioni quanto le ansie, le nevrosi e altri stati d’animo che possono sfociare in quello che comunemente viene definito "male di vivere".

Raramente un testo di sociologia racchiude, si può dire, l’intera gamma delle dinamiche di natura culturale e biologica, della struttura e della funzione della comunicazione come nel caso di questo saggio.

Salvatore Romeo con questo libro ci da la possibilità di imparare a guardare oltre le "Maschere e le parole".

 

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