Recensioni
"L’odore dei libri" di Enzo Caccamo (Culture Editore)

di Cristina Marra (critico letterario)
L’odore dei libri è un misto di carta, inchiostro e sapienza.
Un odore che ti investe e ti travolge, ti commuove o ti eccita. E’ un "profumo
antico, un aroma che conoscevo meglio e amavo di più di ogni altro profumo" come
ha scritto in un romanzo Ross King. E’ l’odore intenso e ricco che si inala
entrando in una biblioteca, in una libreria o in qualsiasi altro luogo
"popolato" di libri. E’ il titolo di un romanzo nato in una libreria e scritto
da un libraio che lavora quotidianamente a contatto con quel profumo e conosce
il contenuto di gran parte dei libri che vende. E’ nato con questo odore di
fondo il romanzo per parole e disegni di Enzo e della piccola Alice Caccamo.
"L’odore
dei libri" è un libro che contiene altri libri, che si è alimentato con essi e
che da essi è scaturito. Dietro a un plot giallo imperniato su una improvvisa
scomparsa si dipana una storia che rivela e denuncia i mali di una società
spietata e arrivista che ha messo da parte i valori e la cultura e si è
allineata e impoverita rincorrendo fama, successo e denaro ad ogni costo. Se una
società si misura e si giudica da ciò che legge, se si sono persi i riferimenti
letterari e il retaggio culturale, allora quella attuale è davvero una società
malata ed ha bisogno di aiuto. A questo richiamo vuole rispondere, anzi è
chiamato a farlo, Elio, il protagonista del romanzo che si rende conto
improvvisamente che anche lui è vittima consenziente della macchina devastante
del successo e della ricchezza. Elio, è un giovane libraio, un uomo che, come il
protagonista di un famoso romanzo di Zafòn, è "cresciuto tra i libri, in
compagnia di amici immaginari che popolavano pagine consunte con un profumo
tutto particolare". Ogni mattina, Elio aprendo la libreria "s’inchinava perchè
voleva salutare tutti i maestri", i grandi autori classici che tanto ammira e
tanto gli hanno insegnato con le loro opere e che, con cocciutaggine ed
entusiasmo, tenta di consigliare ai suoi clienti a discapito dei tanti
best-sellers che invadono librerie e supermercati. Il silenzio quasi sacro della
libreria è infranto dalla piacevole musica classica in sottofondo o dalle voci,
dai commenti, dalle opinioni che ogni frequentatore, sia esso un cliente curioso
o saltuario, un intellettuale colto o un presunto tale, esprime riferendosi a un
testo o ad un autore letterario. I personaggi che frequentano la libreria danno
voce alle pagine scritte, le interpretano, le contestualizzano, le attualizzano
e le vivono o le fraintendono e stravolgono, fondendo così letteratura e realtà.
Caccamo racconta con ironia la porzione di mondo che gravita intorno alla
libreria, gli artisti, i poeti, i lettori ma soprattutto gli amici di sempre di
Elio che si uniscono al folto gruppo dei suoi amici letterari: il professor Z,
Gianni il filosofo e scrittore, lo psichiatra Savio Gentile, il professore
poeta-drammaturgo, il segretario comunale Riccardo Meis, il Sognatore o il
magistrato Santini Giustizia. Le loro voci si mischiano alle parole scritte, si
aprono discussioni e si organizzano conferenze, si spiegano la coerenza e
dell’altruismo del "Barone rampante" di Calvino e la trilogia dedicata all’uomo,
le "Notti bianche" di Dostoevskij o il Tolstoj di "Morte di Ivan Il’ic". Intorno
ad un testo o all’interpretazione del suo significato nascono dibattiti,
amicizie o liti furibonde. Ma che rimane al giorno d’oggi di questi classici? Ha
ancora senso leggerli? Perchè sono in pochi a richiederli e comprarli? Eppure le
loro attualità e grandezza sono immense come dimostra "Le metamorfosi" di Kafka
che viene attualizzato con la metamorfosi fisica e intellettiva del personaggio
del maestro-scultore che "costituisce un contrappeso alla vita precedente" in
una "società preoccupata solamente del denaro e del successo a qualunque costo,
una società cinica, materiale e avida". C’è dunque bisogno di una metamorfosi
inversa che riporti l’essere umano verso un’educazione civica, sociale e
culturale che ha perso negli anni. L’esperienza vissuta dal personaggio di Elio
è una sorta di educazione culturale ed etica, un percorso verso la conoscenza
vera di sè e degli altri, ed il romanzo rientrerebbe così anche nel genere dei
romanzi di formazione. Il sogno fatto da Elio, infatti, rimescola le carte,
rimette in gioco e in discussione la vita e le scelte del libraio e, la sua
apparente scomparsa fa dipanare la storia della libreria e dei suoi
frequentatori in una realtà fittizia parallela e possibile, sottomessa alla
volontà, all’indole e alle decisioni e priorità dell’essere umano e di una
società in cui "tutto era imbarazzantemente omologato". Che c’è oltre il paltò
che ognuno al giorno d’oggi può indossare? C’è quello che il cane letterario
Pallino, senza pregiudizi, sovrastrutture o convenzioni, riesce a vedere. Solo
il mondo animale, semplice, puro e corretto o l’ingenuità dei bambini
rappresentano la salvezza. Il sogno scuote Elio, che si sente eletto ad operare
il cambiamento. Deve eseguire e realizzare i suggerimenti del Folletto e
servirsi di lui? Elio-Folletto, getta la maschera, sente di dover fare qualcosa,
di scuotere le coscienze "fa un viaggio a ritroso, una fuga per respirare quegli
ideali persi nella società della quale faceva parte" e lascia un segno per
"salvare più anime possibili" dall’ignoranza e dall’abbrutimento culturale e
spirituale. Diventa il regista di un processo di mutamento che parte da se
stesso e lo conduce a salire sulla "nave" giusta. Gli otto disegni di Alice
completano il percorso narrativo di Caccamo. Si tratta di disegni semplici ma
significativi ed evocativi, il lieve tocco della matita di Alice riesce ad
imprimere sulla carta quelle emozioni legate al sogno, all’immaginazione alla
fantasia che un libro fa scaturire nella mente di ognuno di noi. Alice
interpreta in modo personale e originale i testi letterari e la realtà a lei più
vicina o più cara. I disegni hanno però una caratteristica in più, sono
anch’essi intrisi di quell’odore di libri inalato e trasformato da Alice in
piccole opere artistiche. Alice ha reso le parole ed i concetti del romanzo con
disegni allegri e positivi in cui mondo umano e animale convivono armoniosamente
insieme ai libri, ed è proprio dal primo grande libro che la storia del mondo
comincia!
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