Recensioni

La via Lattea di Piergiorgio Odifreddi e Sergio Valzania con la partecipazione di Franco Cardini

(Longanesi editore, pagg. 314, euro 16,60)

 

di Pino Rotta


Il Cammino di Santiago di Compostela per i più, e devo dire correttamente dal punto di vista storico, è il famoso itinerario che da Roncisvalle, ai piedi dei Pirenei, conduce andando ad ovest appunto alla cattedrale di Santiago di Compostela, in Galizia nel nord-ovest della Spagna. Un percorso di quasi 800 chilometri che, fatto per intero a piedi in pellegrinaggio, è una distanza di tutto rispetto!

Questo pellegrinaggio, o cammino, è stato compiuto tra aprile e maggio 2008 dal matematico Piergiorgio Odifreddi in compagnia, alternata, con Sergio Valzania, storico e giornalista e Franco Cardini anch’egli storico e saggista. L’esperienza "fisica" è stata poi traslata nel libro La via Lattea (Longanesi editore, 2008, pagg. 314, euro 16,60) facendone un mirabile e piacevole "duello intellettuale" tra un matematico ateo e due storici credenti e cattolici.

Questa potrebbe essere solo una nota per consigliare l’acquisto e lettura di un libro come sempre facciamo su Helios Magazine, ma devo confessare di avere comprato e letto questo libro per un motivo personale: anch’io ho fatto il mio cammino fino a Santiago di Compostela. Solo che essendo un viaggiatore e non un pellegrino l’ho fatto in auto e seguendo quello che si ipotizza sia stato il viaggio che portò Giacomo e Maria (e forse anche Maria Maddalena) percorrendo la costa spagnola dell’Andalusia, poi quella portoghese fino a tornare in terra spagnola, raggiungere Finisterre e da lì, verso est, fino a Santiago di Compostela. Così immaginando di ripercorrere i luoghi che Giacomo aveva percorso via mare partendo dalla Palestina, dove peraltro lo stesso Giacomo tornò e fu decapitato nel 44 d.C. Un percorso, appunto, quanto più vicino alla tradizione narrata.

Quello fatto da Odifreddi e Vanzania è il percorso classico del Cammino, quello iniziato come pellegrinaggio, attorno ai primi anni del IX secolo e con varie vicende consolidato come tale solo un millennio più tardi con bolla papale di Leone XIII. Solo che il Cammino va da est ad ovest e commemora la vittoria di cristiani contro i Mori, gli arabi che occupavano la penisola spagnola e la leggenda sull’intervento del santo che fu chiamato per questo anche Matamoros (ammazza mori).

Ma La via Lattea è un libro in cui, come gli stessi autori suggeriscono, propone in chiave bunuelliana il dibattito sulla fede e sulla scienza, su questioni che attegono allo spirito e altre che vengono rischiarate dalla logica della ragione scientifica.

Un testo che, mentre racconta i luoghi, la natura, la pioggia, i paesini e le città attraversate, le soste quasi da turismo enogastronomico, svetta con linguaggio schietto ed amichevole nei temi più alti della filosofia, passando con grande naturalezza dalla teologia alla fisica e tante suggestioni storiche e filologiche.

Il viaggio dei protagonisti del libro-diario è anche un pronosticato inutile tentativo di conversione dell’ateo o di sconversione del credente. Pronosticato ma non scontato, perché tante sono le disquisizioni che portano, soprattutto i due principali protagonisti Odifreddi e Valzania, a raggiungere se non punti di convergenza totale quanto meno punti di dubbio condiviso o di apprezzamento delle tesi antagoniste. Alla fine ognuno rimane (o forse si rafforza) nelle proprie convinzioni ma sicuramente il duello intellettuale, condotto con apertura e sincerità reciproca, arricchisce, aggiunge livelli di conoscenza e di sensibilità su temi esistenziali epocali, ovviamente non solo i protagonisti ma, in una certa misura, anche il lettore.

Sia che si legga come un diario di viaggio tra le bellezze naturali e culturali della Spagna che come un percorso di rafforzamento della fede rimane alla fine la voglia di mettersi in viaggio… o, se si vuole, in Cammino.

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