Area  Metropolitana

Area metropolitana: Ricerca scientifica, innovazione e sviluppo

A colloquio con il Prof . Francesco Carlo Morabito, docente ordinario della Facoltà di Ingegneria di Reggio Calabria

                                                                            (guarda il video con intervista integrale)

(a cura di Pino Rotta, direttore di Helios Magazine)


Pino Rotta: Abbiamo chiesto al Prof. Carlo Morabito, già Preside della Facoltà di Ingegneria di Reggio Calabria, di esporre ai nostri lettori lo stato attuale delle attività di ricerca scientifica e dei progetti di sviluppo tecnologico soprattutto nell’ambito del territorio calabrese. Le sinergie che si sono create o si stanno organizzando tra università ed istituzioni pubbliche con uno sguardo a quella che domani potrebbe diventare l’Area metropolitana dello Stretto.

Prof. Carlo Morabito: Comincio col dire che in Calabria la ricerca scientifica non è certo un settore di punta. Essa subisce una sorta di trascinamento da parte di altre realtà nazionali ed internazionali dove la presenza di un tessuto produttivo più forte aiuta la ricerca. Le università calabresi comunque sono all’interno di questo processo ed esistono già esperienze che si stanno sviluppando nei settori dell’ingegneria di informazione o della biomedicina e dell’informatica. Esperienze che trovano il loro baricentro soprattutto a Catanzaro e Cosenza ma con un contributo significativo dato dall’Università di Reggio Calabria. Mentre è nell’area di Gioia Tauro si sta sviluppando il settore legato alla logistica ed ai trasporti ed anche il settore biomedico. Proprio nell’area di Gioia Tauro, a seguito di un accordo siglato circa due anni fa tra le università calabresi e Finmeccanica, si sta lavorando ad un progetto denominato Logical che riguarda la logistica e i trasporti che punta a sviluppare l’imprenditoria, soprattutto locale. In particolare si sta agendo su quelli che sono gli asset teconologici maggiori come ad esempio il VTS cioè il sistema di controllo del traffico marittimo, nella prospettiva di un maggiore sviluppo della cosiddetta "metropolitana del mare". Un sistema quello VTS, poco noto, ma ad alto contenuto tecnologico, gestito da Finmeccanica, che è il più importante attualmente in Europa e con prospettive di espansione in altri mercati internazionali, ad esempio l’Australia. All’interno di questo progetto si sviluppa anche tutto il sistema conosciuto come PON Sicurezza. Questo progetto, in parte già operativo, se come ci auguriamo andrà a buon fine nell’arco di un paio di anni, è un ottimo esempio di sinergia ai massimi livelli tra impresa, università ed istituzioni. Il risultato sarà che le imprese richiamate da una serie di servizi ad alto contenuto tecnologico, che andranno ad incidere soprattutto sulla logistica e l’infomobilità marittima, stradale, autostradale ed aeroportuale, troveranno conveniente collocare i propri insediamenti industriali sul territorio calabrese con ricadute anche in termini occupazionali.

Questi processi si vanno ad inserire in quello che, dopo decenni di discussione, possiamo finalmente salutare come un importante risultato conquistato, questa volta in modo unanime, dalla classe politica locale, mi riferisco ovviamente alla Città Metropolitana proiettata nell’ottica dell’Area integrata dello Stretto. In questo settore si sta già lavorando da alcuni anni e siamo ormai nella fase conclusiva di quello che viene definito come "Ponte digitale". Un progetto che ha conosciuto anche momenti di difficoltà dovuti al fatto che nel corso degli anni alcuni attori istituzionali, inizialmente presenti, come la Regione Calabria, per motivi diversi hanno abbandonato l’impegno iniziale mentre è rimasto con convinzione il Comune di Reggio Calabria, ma finalmente il progetto è avviato, il finanziamento di 3 milioni e 800 mila euro è stato trasferito dal CNIPA ad InvItalia, il soggetto che ha sostituito Sviluppo Italia. Questo progetto appunto nella fase operativa, sotto il coordinamento ed il controllo anche della tempistica svolto dal CNIPA, ha quattro priorità: una riguarda le integrazioni tra le università non solo in termini di servizi informativi forniti per via telematica, di cui potranno usufruire gli studenti che si muovono tra Reggio e Messina, ma addirittura un corso di laurea che prevederà la fornitura di una sezione di formazione a distanza; un’altra priorità riguarda l’offerta turistica e vede impegnati i Comuni chiamati a mettere in rete il loro patrimonio e le loro possibilità ricettive e di mobilità, come ad esempio flussi di traffico stradale e di attraversamento o percorsi alternativi che verranno forniti con sistemi tecnologici innovativi a quanti si muoveranno in quest’Area che copre un territorio che si prevede andrà da Tropea alla Locride, dalle Eolie a Taormina, interessando praticamente quasi per intero il territorio delle provincie di Reggio e Messina, tra l’altro integrati con la Protezione Civile che mai come in questi giorni, con il dramma dell’Abruzzo, si riesce a capire quanto possa essere importante.

Infine ci saranno i servizi offerti alla promozione del patrimonio culturale con una serie di informazioni, ottenibili in via telematica, che possono riguardare e valorizzare tanto i musei quanto i percorsi di interesse culturale.

Naturalmente la speranza è che questo progetto, il cui finanziamento non può da solo soddisfare tutti i bisogni in questi settori, possa rappresentare uno dei fulcri di attrazione di altre risorse finanziarie che potranno venire da Aziende ad Enti impegnati in questo processo di realizzazione di quella che, non a caso, viene definita "Area intergrata dello Stretto".

(il video integrale dell’intervista sul sito web di Helios Magazine – www.heliosmag.it)

 

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