Recensioni

Tim Davys – Amberville (Bompiani ed. - pagg. 305 – euro 18.50)

"Ogni animale ha un posto ben preciso nella società e somiglia al ruolo che gli viene assegnato"

 

di Cristina Marra


Amberville è uno dei quattro distretti di Mollisan town, città immaginaria in cui il crimine è latente e sempre pronto a dare dimostrazione del suo potere e della sua supremazia sulle istituzioni e sulla popolazione. Ognuno dei quartieri faceva a gara per essere il più grande, "il benessere borghese di Amberville, la vita febbrile, metropolitana di Tourquai, Lancheheim, che era rimasta una città nella città e per finire Yok che col passare degli anni degli anni era diventata un problema per le autorità cittadine". Amberville è il luogo in cui Tim Davys, pseudonimo di uno scrittore svedese, ambienta il primo romanzo di una saga dedicata alla città di Mallison. Caso editoriale in Svezia e tradotto in oltre venticinque paesi il crime novel è incentrato sulla malvagità insita in ogni società. Quella di Mollisan è una società davvero originale perchè formata da milioni di pupazzi di peluche ed è cattiva perchè i suoi abitanti sono spinti dalle stesse ambizioni e avidità degli esseri umani: "siamo tutti buoni, poi veniamo esposti a tentazioni che portano ad azioni a cui seguono conseguenze che se non riflettiamo saranno vissute come cattive". I pupazzi pur conducendo una vita normale, si sposano, hanno un lavoro, allevano i figli, vivono nel terrore di entrare nella Lista della morte, un elenco di nomi di condannati a morte che annualmente viene stilato da una mano ignota. Chi compone la lista e dove vanno a finire gli ignari nominati? Nessuno lo sa e nessuno tenta di conoscere la verità. Quando nella lista rientra il famigerato gangster Nicolas Colombo "uno degli animali più pericolosi di Amberville" che controlla la maggior parte della criminalità organizzata del quartiere, iniziano i guai per Eric Orso. A lui viene assegnato il compito di trovare la misteriosa Lista e cancellare il nome di Nicolas, sua vecchia conoscenza. Il passato malavitoso di Eric torna prepotentemente in scena, un passato diverso da quello votato alla bontà del suo gemello Teddy. La violenta ricomparsa di Nicolas turba la vita di Eric, pubblicitario di successo e marito felice della bella Emma Coniglio. Per l’incolumità della moglie, Eric non ha scelta e convoca i suoi vecchi amici di gang: l’ingombrante Tom Tom corvo, l’originale Sam Gazzella e l’artistico Serpente Marek. La vecchia banda, lasciato il giro della malavita, ha una nuova vita e un lavoro ma non si sottrae alla richiesta d’aiuto dell’amico Eric. La vita di Eric si sdoppia come in passato quando da ragazzo lasciava a casa il buon Teddy e si univa ai malavitosi del Casino Monokowskij. Anche in quest’occasione Eric lascia la moglie e si trasferisce con gli amici in casa di Sam scelto come quartier generale. Pure questa volta i due fratelli, uno l’antitesi dell’altro, uno che prende il posto dell’altro, si ritrovano a vivere situazioni difficili ma a rimanere sempre uniti. Finzioni, bugie, fallimenti e ipocrisie vengono a galla. L’autore fa compiere ai suoi personaggi un viaggio nei bassifondi della città fino alla squallida periferia, dove atrocità e miseria sono più evidenti e dove la criminalità organizzata detta legge. Eric come un segugio fiuta la pista e tenta di scardinare anche coloro che detengono il potere in città sia politico che religioso. Ogni animale ha un posto ben preciso nella società e somiglia al ruolo che gli viene assegnato. Davys descrive con ironia sottile che è puro divertimento, tanto la società della grande città che come una piovra si avvinghia ai giovani allettandoli col facile guadagno, quanto la società più ristretta di un nucleo familiare con le sue felicità e serenità dietro le quali si mascherano situazioni difficili di disadattamento o di tradimenti. Ciò che appare non è sempre ciò che è vero, e dietro le persone di cui ci fidiamo spesso si nasconde un nemico. I sentimenti non mancano, anzi, sono il motore che muove le scelte dei protagonisti. Topi, pinguini, rinoceronti, orsi, corvi, gazzelle, serpenti, iene, animali di pezza di ogni genere e colore diventano gli attori di un teatrino i cui fili sembrano tenuti e mossi da un unico burattinaio e che sono espressione di un mondo violento, divertente, folle, vario, sentimentale e crudele. Un mondo di pupazzi, molto umano, in cui il crimine è il risultato della condotta di coloro che formano una società e di cui Amberville rappresenta solo uno degli aspetti della grande e non troppo immaginaria Mallison Town.

 

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