Recensioni
Carol Topolski - L’amore è un mostro (Bompiani editore)
"...la bambina sottraeva tutta la luce e aspirava il colore..."

I coniugi Gutteridge "molto belli, molto gelidi e molto
riservati" sono una giovane coppia innamorata. Splendida casa, giardino
curatissimo, auto di lusso, gioielli costosi. Ogni dettaglio è curato nei minimi
particolari per rendere la loro dimora e la loro vita perfetta.

Brendan e Sherilyn, i protagonisti del romanzo di Carol
Topolski, psicoterapeuta londinese alla sua prima esperienza di scrittrice, si
conoscono al lavoro, si innamorano, si sposano e si trasferiscono da Londra a
Manchester nel quartiere residenziale di Crescent. "Come dei disegni che ti
veniva voglia di colorare o scarabocchiare" i Gutteridge conducono una vita
riservata con qualche saluto cordiale ai vicini, e qualche cena di
rappresentanza. Lei: minuta, bionda, sempre elegante e truccata, lui: alto,
fisico possente e altrettanto impeccabile ed elegante. Ma cosa si nasconde
dietro tanta perfezione? E soprattutto perchè l’arrivo di una figlia
interferisce nel loro legame di coppia? E’ questo il tarlo che perseguita la
vicina di casa Charlotte che, insospettita da comportamenti inusuali e dalla
prolungata assenza della piccola Samantha chiama la polizia. Ciò che vede
l’agente Alun e che lo sconvolge psicologicamente, è quel che rimane del
corpicino della piccola. Il tremendo infanticidio è raccontato con freddezza e
trionfo dagli stessi genitori mentre la loro storia è narrata da coloro che li
hanno conosciuti. La tremenda vicenda turba o mina totalmente le menti e gli
animi di quanti, seppur indirettamente, ne sono stati coinvolti. Vicini di casa,
assistenti sociali, colleghi di lavoro, familiari, amici, ogni personaggio
racconta dal suo punto di vista e dalla sua esperienza, chi sono Sherilyn e
Brendan. Shirley, Kaye, Marylin, Angela, Peter, Ronalf si sentono per molti
aspetti coinvolti o complici dell’atroce omicidio. L’autrice ricostruisce
attraverso i ricordi dei personaggi l’infanzia difficile, i traumi e
l’incomunicabilità vissuti dai Gutteridge bambini. Traumi che hanno lasciato il
segno e hanno fatto crescere il germe della follia. La scrittrice con una
scrittura asciutta ed essenziale, fa entrare il lettore nella mente di ogni
personaggio consentendogli di comprenderne stati
d’animo
e paure, colpe o rimorsi. "L’amore è un mostro" non ha la struttura narrativa
tipica del romanzo ma scorre nella vita dei protagonisti e dei testimoni come
una cronaca dettagliata e finalizzata all’analisi psicologica. La mancanza di un
io narrante e dei dialoghi rendono le descrizioni ancora più incisive perchè
spogliate dalla possibilità di una partecipazione emotiva che possa in qualche
modo "giustificare" i fatti. La prima parte del romanzo sviscera momenti di vita
della coppia, nella seconda sono Brendan e Sherilyn a raccontarsi partendo dal
loro incontro fino alla complicità nell’omicidio. A unirli fino alla fine è il
loro amore patologico, il loro sentirsi insieme una sola persona vincente su
tutti gli altri. Entrambi si sono costruiti un’identità diversa, "la loro casa
sembrava inespugnabile e anche loro erano così", tutto calcolato per raggiungere
una perfezione cercata dalla malattia mentale. Si considerano "anime gemelle,
anzi anime fuse" e paragonano la loro vita "a dei diari chiusi con un lucchetto"
fino a quando incontrandosi ne trovano la chiave. L’amore che ha unito la coppia
è forte e patologico e non permette a nessuno neanche a una piccola innocente di
interferire con la loro nuova vita "la bambina sottraeva tutta la luce e
aspirava il colore" della loro vita fasulla e malata. L’autrice rende più
manifesta la malattia mentale dei Gutteridge man mano che la narrazione si
sposta dal racconto a più voci a quello personale di Sherilyn e Brendan. La
follia e le sue manifestazioni vengono amplificate dal legame di coppia e, nello
stesso tempo, abilmente nascoste da una vita ordinata e perfetta. La storia
romanzata dei Gutteridge richiama alla mente del lettore italiano un recente
fatto di cronaca che ha evidenziato il forte eppure patologico rapporto di una
coppia capace di un efferato omicidio multiplo pur di salvaguardare la propria
quotidianità, regolata da consuetudini ripetitive e disturbate dalla presenza di
una famiglia chiassosa.
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