Società
L’arte della strategia al femminile: una nuova generazione di donne in ascesa

Con il passare del tempo il ruolo della donna è cambiato, si è modificato proporzionalmente al mutamento della società post industriale.
La donna da "angelo del focolare" è diventata "talento industriale", tanto che, nell’ultimo ventennio, cariche molto importanti che prima erano affidate solo ed esclusivamente a uomini sono attualmente ricoperte da donne che hanno sfoderato vere e proprie abilità nella gestione economico - finanziaria delle risorse di grossi colossi industriali e sociali.
Il talento al femminile è stato riconosciuto come un talento di tipo creativo, innovativo, alla cui base vi è uno "stile adattivo" ai nuovi fattori sociali, uno stile che accoglie e metabolizza il cambiamento moderno.
Questo fenomeno ultimamente è stato approfondito presso
riviste e quotidiani; sono state pubblicate storie e ricerche di donne in
carriera, che sono riuscite con i loro temperamenti a migliorare il sistema
industriale, sociale ed economico, anche abbattendo talvolta la cosiddetta
barriera di genere.
Questa nuova generazione di donne manager si sta impegnando a muovere una macchina di precisione, di affidabilità e di cultura che diventi fulcro di una società nuova ed unitaria, riportando valori solidaristici che si sono persi negli ultimi anni.
Alcuni giornalisti la chiamano scalata verso la CDA, altri la chiamano " la riscossa delle donne", noi potremmo pensare ad una "arte della strategia al femminile".
Un’arte perché queste donne così talentuose mettono impegno e caparbietà in tutto quello che fanno quasi sempre uniti alla passione; strategia femminile perché nello stereotipo comune si pensa, ancora oggi che la donna sia portatrice sana di elementi persuasivi.
Questa "arte della strategia al femminile" è una dote che spesso nasce da vari stadi personali e interpersonali, da profondi cambiamenti interni, in donne che rinunciano a canoni sociali ancora attuali nel ventunesimo secolo, come ad esempio la famiglia e i figli, per dedicare il loro tempo e la loro abilità a persone svantaggiate, oppure in altre donne che, pur non rinunciando allo status di madre e moglie, conciliano svariate attività adottando una scala personale di priorità che non escludono certamente il benessere dell’altro o dell’azienda.
Le donne, infatti, secondo recenti studi di psicologia delle organizzazioni (Converso, D. e Piccardo, C. 2003) sono abili nell’arte della comunicazione e della cooperazione, hanno una tendenza ad affrontare processi di decison making democratici, alla condivisione di informazioni, alla condivisione delle decisioni che portano a un aumento di partecipazione e commitment, all’elevarsi delle aspettative di collaborazione, all’identificazione, che induce a sviluppare una coscienza condivisa.
Se osserviamo il nostro territorio locale e nazionale ritroviamo fondazioni, associazioni e cooperative di donne unite verso il raggiungimento di uno scopo, cervelli a confronto che sfruttano le competenze acquisite per i fini più svariati ed interessanti.
Molti studiosi della mente hanno analizzato e cercato di capire nel corso degli anni le donne, passando dalla psicologia delle differenze di genere alla psicologia dei ruoli sessuali, ed hanno da sempre valutato la donna come un soggetto ricco di possibili risorse personali e sociali, fulcro di attività e abilità di cui il genere maschile può anche non essere dotato o che a volte non riesce a attivare.
Ecco forse perché la scalata delle donne al potere non sembra configurarsi come una strategia arrivistica ma piuttosto come una vera e propria arte strategica grazie alla quale la donna, per competenza, ma anche per meritocrazia è e continuerà ad essere l’anima di una società non solo familiare ma anche aziendale.
L’empowerment definito da Spaltro (1995) come un’opportunità di crescita e un incremento di potere, nel caso dell’empowerment al femminile sembra che sia di gran lunga potenziato verso una cultura che mira all’obiettivo non solo in termini di quantità ma soprattutto di qualità economica - finanziaria e nell’ultimo periodo anche sociale ed ambientale.
La nascita di ogni prodotto, di ogni industria o di ogni organizzazione alla cui base vi è o vi sarà una donna sicuramente sarà il risultato di una abilità al femminile che si adatta alle esigenze di una società multi sfaccettata, protesa verso il miglioramento della collettività e del mondo.
(*) psicologa
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