Società

Il personaggio - Mara Maionchi Non ho l'età (Rizzoli, 2009 )

 

 

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di Elisa Cutullè


Una biografia è una fotografia, più o meno parziale, dello spaccato di vita di una persona, influenzata da come il "rappresentato" viene "scoperto" dal biografo. Diverse sono le biografie, non autorizzate, che non solo hanno suscitato scalpore, ma sono risultate "scomode" per biografo e biografato.

Al contrario, un'autobiografia, è una ritratto interessante: coincidendo biografo e soggetto, possiamo fruire di una rappresentazione più veritiera: non solo perché chi scrive sa cosa gli sia successo e lo scrive con cognizione di causa, ma anche perché, eventuali mancanze o modifiche di eventi accaduti, ci permettono di scoprire altri aspetti psicologici del personaggio. Qual'è l'età giusta per scrivere una biografia? Di norma, assumeremmo che almeno dovrebbero essere passati gli "anta", in modo che vi sia abbastanza materiale da raccontare. Ma quando si entra nel campo mediatico, le biografie non rispettano alcun canone temporale e, a quanto pare, nemmeno le autobiografie. Miley Cirus, la protagonista della celeberrima serie Disney HANNAH MONTANA, ha scritto la sua autobiografia a 16 anni, riscuotendo un successo enorme di pubblico. Altrettanto fortunata è stata l'autobiografia del giovane musicista Giovanni Allevi. E' stato anche comunicato che Rubina Ali, l'interprete della Latika nella pellicola The Millionaire, stia lavorando anch'ella ad un'autobiografia. Da notare che la fanciulla ha meno di 10 anni: cosa avrà di così imponente ed importante da raccontare? Sicuramente la vita nello slum di Mumbai. Non è nata in uno slum, ma essendo alla soglia dei 70 anni, sicuramente da raccontare ce l'avrà Mara Maionchi. Una donna sui generis, non bella, non estremamente femminile nel linguaggio (sono più che noti i suoi registri linguistici da seconda serata), ma, forse proprio per questo, apprezzata dal grande pubblico: la zia d'Italia. Conosciuta dagli esperti del settore discografico, ma meno conosciuta dal resto della popolazione italiana, nel 2008 è stata messa sotto le luci della ribalta con il programma televisivo X-Factor, il reality di Rai Due che cerca di scoprire, basandosi su un format di Simon Cowell, nuovi talenti della musica italiana. Durante la trasmissione, Zia Mara, si è dimostrata come è: naturale, passionale, cocciuta, sincera. Non ha badato a quello che il pubblico potesse pensare di lei: lei è quello che è e basta. Se piace bene, altrimenti bene lo stesso. Che la Maionchi non sia una donna a cui piace vere tutto servito, ma una donna, con un formidabile istinto ed una grande cocciutaggine, lo dimostra la sua carriera professionale. Nel 1967 iniziò a lavorare come segretaria presso la Ariston Records, nel 1969 passò alla casa discografica Numero Uno fondata da Mogol e Battisti in qualità di direttore artistico, per poi approdare nel 1970 alla Dischi Ricordi. Rimane alla Ricordi fino al 1981, quando passa alla Fonit Cetra, dove rimane per ben due anni. Nel 1983 fonda, insieme al marito l'etichetta NISA e, nel 2007, assieme anche alle figlie, fonda la nuova etichetta Non ho l'età. Un personaggio, che sta dietro le quinte, che manovra. Ma come lo si diventa? E' vero che devono essere tutti semplicemente raccomandati per avere successo e per raggiungere determinate situazioni? Mara Maionchi, ci dimostra che non è così. Attraverso un linguaggio molto chiaro, veloce e discorsivo (leggendo il libro, infatti, sembra di sentir parlare la Maionchi), il lettore viene portato dietro alle quinte di X-Factor, terza edizione, per ritrovarsi poi catapultato nel passato della Maionchi, scoprire il percorso professionale ed aspetti della vita personale, e ritrovarsi di nuovo dietro alle quinte di X-Factor. Mara da giovane non era una cima a scuola, anzi, per essere onesti e citare lei era "proprio una pippa". Una ragazza che non ne voleva sapere di studiare, che era un caso patologico a tal punto perfino da spazientire il professore più magnanimo. Così, prendendo il coraggio a due mani, decide di abbandonare la scuola per non creare ulteriori problemi a se, agli insegnanti ed alla famiglia. I genitori sembrano quasi sollevati da questa decisione, ma le impongono di trovarsi un lavoro. Cosa che lei fa... cerca lavoro. Sfogliando IL RESTO DEL CARLINO, trova l'annuncio di una casa di spedizioni ed inizia lì come l'ultima ruota del carro. Un lavoro noioso, estremamente noioso, che lei cerca di ravvivare interessandosi anche ad altri aspetti della vita aziendale: una sana curiosità ed un interesse per la vita che le sta attorno. Una curiosità, a volte infantile, che non l'ha mai abbandonata. Ma la splendida Bologna le sta stretta e lei sogna la grande Milano. Deve aspettare un po', ma poi l'occasione di andare via si presenta e lei la coglie al volo. Milano è una città con altri ritmi, con altri sentimenti, con altre possibilità. Inizia presso la Ariston Records come segretaria dell'ufficio stampa. Dopo poco tempo riesce ad ottenere la gestione congiunta dell'ufficio stampa e riesce ad ottenere grandi soddisfazioni personali, come una copertina ad Ornella Vanoni, considerata troppo snob e poco "gradita al grande pubblico". Conosce personaggi interessanti, tra cui anche il grande autore Salerno. Un incontro non a casa, visto che poi si sposerà con il figlio dello stesso, Alberto Salerno, autore del successo IO VAGABONDO. Con uno stile veloce, Mara racconta del primo incontro, lui ancora minorenne e di 10 anni più giovane di lei, e di come poi lui, quasi 10 anni dopo, le chiese di sposarlo in maniera tutt'altro che ortodossa. Non mancano nemmeno gli spaccati professionali: il percorso di Tiziano Ferro, costretto a dimagrire, di Battisti , considerato all'epoca troppo poco interessante dai discografici per la sua strana voce, di Mango che dovette separarsi dal fratello per essere di successo ed anche, cosa quasi inimmaginabile, del percorso complicato avuto da Gianna Nannini, presentatasi la prima volta con l'autista-guardia del corpo del padre (dato che la famiglia non era molto d'accordo sul percorso). Tanti gli aneddoti interessanti su quello che succede dietro al palcoscenico e di tutti i fallimenti necessari per il successo. Mantenere sempre viva la curiosità e mettersi in discussione. Sarà questa la ricetta del successo? Non solo, ma è un buon inizio.

 

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