Società

Donne e immigrazione - Analisi e prospettive

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di Roberta Rotta


Dall’analisi dei dati statistici relativi al processo di immigrazione dell’ultimo ventennio, si può notare come sia sempre più crescente il numero di giovani donne che decide di emigrare. Attenzionare questo cambiamento di genere può aiutare a scoprire nuove dinamiche sottese al processo migratorio che vanno ad incidere sicuramente sullo status quo sia del paese d’origine che su quello del paese d’accoglienza, andando a modificare di fatto la composizione demografica, la struttura socio-culturale ed economica. I dati statistici confermano il costante e consolidato protagonismo femminile nell’attuale processo migratorio che riguarda in particolare alcune nazionalità, come quelle provenienti dall’Est Europa e alcune regioni geografiche italiane come la Campania (61,7% F) e la Calabria (56,8% F); "[…] Le nazionalità europee con prevalente migrazione al femminile sono quelle ucraina (83,6%), russa (82,5%), bielorussa (80,6%), ceca (79,9%), estone (90,9%), lettone (88,4%), lituana (83,8%), moldava (68,1%), rumena (53,4%). […] Per quanto riguarda l’Asia, le nazioni con una forte rappresentanza femminile sono le Filippine (62,1%), la Thailandia con l’87,7%, mentre la Cina raggiunge quasi la parità con la componente maschile (46,1%)" (1). Come si evince dalla tabella n.1, notiamo come vi sia stato un incremento percentuale del 10,4% a favore della presenza femminile nel rapporto percentuale Maschio-Femmina dal 1992 al 2007 relativamente alla concessione di permessi di soggiorno. Infatti, nel 1992 sono stati rilasciati 648.935 permessi di soggiorno (60% M, 40% F), nel 2007, invece, il totale dei permessi di soggiorno sale a 2.414.972, di cui (49,6% M, 50,4% F).

Dai dati, oggetto di analisi, si evince altresì come il motivo principale di richiesta di permesso di soggiorno sia il lavoro; l’unica differenza sostanziale riguarda le donne marocchine che richiedono il permesso di soggiorno nel 73,1% dei casi per motivi di famiglia, solo nel 25% dei casi per motivi di lavoro e nel 1,9% per altro. Il XVII Rapporto della Caritas/Migrantes 2007 dedica un intero capitolo all’immigrazione femminile e riporta la stima delle donne straniere a fine 2006. Tale stima è pari a 1.842.004 di donne immigrate regolarmente presenti sul territorio nazionale, pari al 49,9% del totale degli immigrati; questo dato conferma il costante e consolidato protagonismo femminile nell’attuale processo migratorio e permette di constatare, altresì, un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 42% del 1991. Questa elevata e progressiva mobilità sociale al femminile incide anche sul ruolo sociale ascritto alle donne. All’interno di una società costituita da una pluralità culturale vengono a delinearsi forme ibride di cultura e, quindi, anche il genere come declinazione culturale della dimensione biologica del sesso assume configurazioni nuove. Donne emigranti che si ritrovano ad occuparsi del sostentamento della propria prole, compito un tempo appannaggio dell’uomo, o ancora che vanno ad occupare posti di lavoro di cura della casa e/o della persona come un tempo facevano coloro che venivano definite socialmente "angeli del focolare". La loro presenza sul territorio italiano modifica anche e soprattutto lo stile di vita delle cosiddette autoctone che, liberate dagli oneri di casa, hanno più tempo da dedicare alla carriera. Nuovi modelli di genere allora compaiono sulla scena. Le differenze di genere, relative nel tempo e nello spazio, come rappresentazioni sociali condivise da un gruppo sociale, sono frutto di una continua negoziazione tra individui e comunità d’appartenenza. Ed ecco allora che ritroviamo uomini svolgere compiti che un tempo erano di appannaggio esclusivo della figura femminile. E pensando anche alle giovani immigrate di seconda generazione, viene da pensare quale sarà il modello di genere che contribuirà a formare la loro identità: quello della comunità d’appartenenza, quello della comunità che li accoglie e nella quale socializzeranno o andrà a costituirsi un modello ibrido di identità di genere che vedrà evolvere la figura femminile di domani verso orizzonti al momento insospettati? Tanti aspetti legati ai vissuti delle donne migranti di oggi meritano di essere attenzionati; in quanto non sono da disconoscere lotte sociali che un domani potranno vederle protagoniste per il recupero di quei diritti tanto agognati un tempo e che ancora, per molti aspetti, rimangono soltanto inchiostro nero sulla carta.

1) Dossier Caritas/Migrantes 2007, XVII Rapporto sull’Immigrazione, Idos, Roma 2007, p. 123.

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