Società
Pedofilia: " Colpevoli di innocenza"
Il termine pedofilia deriva dal greco: pais, ragazzo e philia, amore. Nonostante il significato di pais come ragazzo, con pedofilia si indicano tutte le forme di rapporto etero e omosessuale tra bambini prepuberi e adulti.
I comportamenti pedofili vanno dallo spogliare il bambino
guardarlo, fino a rapporti sessuali completi, agiti con gravi forme di violenza.
Queste attività in genere vengono giustificate e minimizzate dal soggetto
pedofilo il quale arriva a sostenere l’intento amicale e affettivo che lo muove.
Nell’antica Grecia, l’amore tra un uomo e un ragazzo era ben accettato socialmente, al punto tale che esistevano regole di corteggiamento a cui gli adulti dovevano attenersi; la relazione amorosa assumeva carattere educativo tra maestro e discepolo; anche alcuni popoli africani sostengono riti di iniziazione sessuale dei bambini da parte degli adulti, sottolineando il ruolo educativo di tali pratiche.
Nella nostra civiltà questo tipo di mentalità è fortemente contrastata, e la pedofilia è considerata una perversione, mettendo in rilievo la devianza e l’anormalità sessuale, enfatizzando gli aspetti ripugnanti e abominevoli di questi comportamenti.
In questi anni la terribile realtà è uscita dal buio, emersa dagli abominevoli casi avvenuti in Belgio con diramazioni a livello mondiale, alimentata soprattutto con l'uso di Internet: si parla della pedofilia e di tutti i suoi aspetti, non solo di violenza ma anche di sfruttamento dei minori nelle più diverse forme: la prostituzione, la pornografia e il cosiddetto turismo sessuale. La pedofilia nasce sia nel degrado sia in ambienti colti, raffinati, ricchi. Il pedofilo, in genere, è un uomo di mezza età, con un lavoro, in molti casi impegnato in attività sociali; un esempio è, da qualche anno, l'imponente fenomeno dello sfruttamento, da parte dei turisti, di minori delle Nazioni più povere (Thailandia) con veri e propri tours organizzati dalle agenzie turistiche per questo fine.
La "pedofilia" non è un problema che emerge solo adesso: intere generazioni di bambini hanno subito, all'ombra del silenzio e dell’omertà, soprusi di questo tipo, hanno vissuto con il segreto e con la vergogna e, in questo secolo, tramite i mass- media, gli articoli di giornale e le riviste, si è concesso spazio al dramma della pedofilia come evento così terribile e devastante.
Esaminando le diverse epoche storiche, altre culture e altri criteri di natura sociale, etica e legislativa, è difficile dire se gli abusi pedofili sono state maggiori e più numerosi nei secoli scorsi rispetto ad oggi.
Le assenze della famiglia e della scuola, l'omertà e il silenzio, la solitudine di tanti piccini, considerati un peso, fanno riflettere non solo sulla causa della pedofilia ma soprattutto sulla ragione per cui molti bambini cadono nella rete.
Alcuni studiosi dichiarano finalmente che la pedofilia non è solo la violenza carnale, il rapporto sessuale ottenuto con la forza, poiché non è circoscritto ad un unico episodio, ma sarebbe una vera e propria "relazione sessuale e d'amore" in cui "L'uomo non è più in grado di riconoscere semioticamente nell'altro, un altro uomo" (G.Levi).
La seduzione riveste un ruolo particolare nelle dinamiche delle condotte pedofile: essa si sviluppa all'interno di un contesto affettivo fatto di vere e proprie strategie finalizzate a creare col bambino un vero e proprio rapporto di relazione.
Però ogni approccio sessuale superiore alla capacità di elaborazione mentale del bambino diviene per lui un trauma, capace di provocare danni psichici irreversibili e disastrosi, che spesso avviano la strada verso un futuro comportamento pedofilo (abusato/abusante).
Nonostante il naturale disprezzo per questi vergognosi abusi, non bisogna sottovalutare che il pedofilo è considerato una persona "malata sessualmente" che ha bisogno d’aiuto e allora la profilassi diventa fondamentale per il rinvenimento precoce di questi comportamenti e per la cura di questi "pazienti", in modo da migliorare la qualità della nostra società.
Le stesse soluzioni proposte socialmente al fenomeno della pedofilia (castrazione chimica, pena di morte), sembrano dare maggiore rilievo ad un’ottica giuridica, non prendendo in considerazione un intervento medico-psicologico teso ad una rieducazione dei pedofilo. La sfiducia verso la terapia aumenta perché la sua attività è vista solo rispetto al sostegno delle vittime e non come freno alla pedofilia stessa.
(*) psicologa
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