Recensioni
"Varney il vampiro "il banchetto di sangue"
Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer Gargoyle Books e intervista col prof. Carlo Pagetti

L’età vittoriana ha celebrato Dickens, Thackeray, Brönte ed i
loro romanzi specchio e denuncia della realtà storico-sociale del tempo, ma il
fermento culturale di quegli anni ha favorito la possibilità di avvicinare alla
letteratura anche i ceti più bassi, impossibilitati dalla scarsa disponibilità
economica a comprare romanzi in edizioni di pregio. Ecco allora la pubblicazione
di romanzi d’appendice in fascicoli settimanali, i penny dreadful (terrore da un
penny) che raccontano storie di sangue e violenze spesso tratte da fatti di
cronaca in cui l’elemento sessuale o prettamente erotico è spesso latente.
Pubblicato in dispense a partire dal 1845, "Varney il vampiro", il
corposo romanzo di oltre ottocento pagine attribuito a Thomas Preskett Prest
e James Malcolm Rymer, esce in tre volumi, corredati da incisioni nel 1847,
in competizione coni grandi romanzi delle icone del periodo vittoriano.
La casa editrice Gargoyle Books recupera il feuilleton di enorme interesse letterario e storico finora inedito in Italia e lo pubblica in tre volumi al primo dei quali "Il banchetto di sangue" (pag.538 euro 16,00) appena uscito in libreria tradotto da Chiara Vatteroni seguiranno "L’inafferrabile" e "All’ombra del Vesuvio". Ne "Il banchetto di sangue"si intrecciano le vicende della famiglia Bannerworth, che risiede nella casa di campagna vicino Londra, con le mire dell’inquietante e ambiguo Sir Francis Varney che "ha in mente un preciso scopo che desidera realizzare a qualsiasi costo": impadronirsi di Bannerworth Hall. Varney è un vampiro che va a caccia delle sue prede e "ha l’esigenza di procacciarsi il sangue vitale necessario all’esistenza vampirica, ma anche quella di soddisfare una libidine sessuale", scrive il professor Carlo Pagetti (docente di Letteratura Inglese Contemporanea, Cultura dei paesi di lingua inglese e Storia del teatro inglese all’Università degli Studi di Milano) nell’introduzione al volume. L’atto di violenza perpetrato dal vampiro avviene sin dal primo capitolo con l’aggressione a Flora in casa Bannerworth durante una notte di tempesta. La grandine "come una sporadica scarica di moschetto, cozza, batte e scricchiola sui vetri" della finestra di una stanza antica "dell’annosa dimora" dove dorme Flora, "giovane e bella come un mattino di primavera". Uno strano tintinnìo turba il suo sonno, "c’è un’alta figura in piedi sulla sporgenza immediatamente sotto la finestra" e sono le sue unghie a produrre il suono simile alla grandine. Varney si introduce in camera, "gli occhi sembrano di lucido stagno, le labbra sono ritratte, i denti sporgenti come quelli di un animale selvaggio, orribilmente bianchi, luccicanti e simili a zanne", e con uno strano movimento avanza verso la donna che "si trascina lentamente lungo il lato del letto opposto a quello verso il quale si dirige l’orribile creatura". L’autore descrive nel dettaglio ogni passo del vampiro e ogni reazione di Flora che, impietrita e ammutolita dalla paura, cede allo sguardo ipnotico di Varney. Flora è "una preda appetitosa e grida e striscia sul letto offrendo le sue tenere carni al morso dei denti aguzzi". La fanciulla sviene e il vampiro "compie il suo pasto spaventoso". La scena fortemente realistica e cruda, descrive un atto di violenza che culmina con l’affondo dei denti nel collo della giovane. Lungo i sessantacinque capitoli si incontrano altre descrizioni di minore intensità erotica ma sempre dettante dalle voglie del vampiro che predilige giovani vergini. Man mano che la storia si evolve si verifica un mutamento nell’atteggiamento prevaricatore del vampiro maschio e un accenno di rispetto verso le donne, soprattutto nei confronti di Flora. Varney è un "personaggio dai sentimenti bizzarramente assortiti" che pur affermando "non amo nessuno, da nessuno mi aspetto amore, ma renderò mia schiava l'umanità" sembra preoccupato e un pò dispiaciuto dall'idea che Flora possa essere morta.
Varney è innamorato? -Chiedo al professor Carlo Pagetti che oltre a introdurlo ha curato il volume- "Nello schema narrativo del lungo romanzo di Varney, rientrano anche sentimenti come il pentimento e, paradossalmente, il rispetto per la figura femminile. Parlare di un Varney 'innamorato' è forse eccessivo, ma è certo che Varney dialoga con Flora e riesce in qualche misura a farsi accettare da lei. Forse in questo sviluppo della trama, è da cogliere anche un intento pedagogico da parte dell'autore: con le donne si ha maggiore successo trattandole con rispetto... E' pur vero che nell'ultima parte del romanzo Varney si trasforma di in corteggiatore di avvenenti fanciulle per motivi che con l'amore hanno poco a che fare. In ogni caso, prima del passo decisivo (un matrimonio borghese!), Varney viene sempre smascherato, in un paio di occasioni dal suo implacabile nemico, l'Ammiraglio Bell..."
Varney è pericoloso ed i suoi travestimenti e cambi di identità rivelano la sua astuzia malefica ma anche il suo sforzo di inserirsi in una società che non lo accetta ma lo teme, lo rifiuta e lo combatte.
Quale è il rapporto di Varney con la società del suo tempo? "Varney è indubbiamente un personaggio caratterizzato dalla sua diversità, pur essendo inglese è percepito come 'straniero' e, nel seguito delle sue avventure, quando vaga per l'Inghilterra del sud, per poi arrivare a Londra, si 'traveste' effettivamente da straniero. La sua identità irrisolta lo oppone in modo implacabile al più autentico rappresentante della "englishness" (anche lui, paradossalmente, un 'pezzo d'antiquariato'), il vecchio lupo di mare, l'Ammiraglio Bell, che ha combattuto valorosamente contro Napoleone".
"Varney" nei suoi tre volumi copre un lungo arco di tempo che dal Seicento arriva agli inizi dell'Ottocento, è un aristocratico, usa un linguaggio forbito ma anche colorito.
E' avido di sangue e ricchezze e cambia spesso identità. Mi spiega le sue contraddizioni e ambiguità?
" Non c'è dubbio che, a differenza di Dracula, che proviene dal mondo lontano della Transilvania, Varney sia un vampiro inglese. Come sarà anche per Dracula, Varney rappresenta un ceto sociale 'alto', considerato dalla cultura britannica ottocentesca come legato al passato (e ormai privo di mezzi economici), potenzialmente immorale (si vedano le sue arti seduttive esercitate su fanciulle giovani e belle), pericoloso per quei valori familiari su cui si basava il vittorianesimo. Nello stesso tempo, in quanto aristocratico, Varney conserva una sua truce grandezza (come si vede dal suo portamento e dal suo linguaggio) che scatena l'ostilità della plebe, il popolino del villaggio, rozzo e ignorante".
Tra cinema e letteratura, la figura del vampiro è ancora molto attuale. Come spiega la sua modernità?
L'attualità del vampiro. L'incontro con il sangue (sia in prospettiva maschile e femminile) è probabilmente un'esperienza fondamentale dei teenagers, i consumatori, soprattutto in USA, della cosiddetta Young Adult Literature. La fortuna soprattutto americana della letteratura e della cinematografia vampirica è legata a fenomeni culturali complessi: il fascino per il diverso, che però si possa anche addomesticare, possedere; la scoperta di un passato mitico, più semplice da assorbire di quanto non richieda una complicata ricostruzione storica; la componente erotica (anch'essa riconducibile alle pulsioni adolescenziali) che la 'storia' del vampiro assorbe e sviluppa."
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