Società
"Mediamorfosi": come cambia il mondo dei media
Nei giorni scorsi il vice ministro allo sviluppo economico
con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani ha auspicato la possibilità che
l’Italia concluda il processo di digitalizzazione delle frequenze tv entro il
2011, con un anno di anticipo, dunque, rispetto alla data precedentemente
fissata per il dicembre 2012. E’ ovvio che si tratta di una speranza collegata a
molti interessi commerciali. La Calabria, ultima tra le regioni italiane assieme
alla Sicilia, ad effettuare il passaggio al digitale, potrebbe anticipare di un
anno questo prospettiva. Resta tuttavia il dato del processo di forte
cambiamento in atto nel nostro Paese nel settore della comunicazione.
L’avvento
del "digitale" ha permesso, infatti, là dove è già stato effettuato il
cosiddetto "swich-off", ossia il totale spegnimento dei canali analogici, di
moltiplicare enormemente l’offerta dei programmi, ma anche di incrementare
l’interesse verso la tv con l’offerta di tematiche che le tv generaliste
tradizionalmente non hanno. E’ dimostrato dalle rilevazioni che nelle aree
completamente digitali il tempo dedicato al consumo di televisione cresce più
del doppio rispetto al resto del Paese rispetto al periodo omologo dell’anno
scorso ed è ormai di 267 minuti al giorno. Raddoppia anche il tempo dedicato ai
canali digitali che in queste aree nella media quotidiana marzo 2009-2008 (dati
al 24/3) sale da 42 a 87 minuti. In aumento il tempo dedicato ai nuovi canali
digitali terrestri anche nelle aree ancora non completamente digitalizzate, dove
si passa in media da 40 a 67 minuti di visione.
Viene da chiedersi, quindi, quale sarà il destino di molti canali locali, di migliaia di piccole e medie emittenti Tv che in forza della moltiplicazione delle frequenze saranno chiamate (o costrette) a offrire nuovi servizi, pena la loro inesorabile scomparsa. E che dire del fenomeno delle web tv, sia quelle che hanno come protagonisti i "netizen", gli internauti produttori di contenuti digitali, sia quelle, molte meno, che vedono protagonista la P.A. Ed ancora "l’identità personale nell’era del web 2.0, evoluzione, opportunità, rischi", trattato dall’internet security specialist Alessandro Parisi.
Temi importanti, forse ancora poco affrontati e studiati. Si è cercato di farlo a Roma, lo scorso 30 aprile al I Meeting sulla comunicazione organizzato dall’Associazione disciplinare Con.s.com. Registro nazionale dei sociologi e dei consulenti della Comunicazione – Università popolare per le Scienze Sociali e la comunicazione e dal Gruppo amici giornalisti del Lazio. Nella sala convegni del Consiglio nazionale delle ricerche si sono avvicendati, moderati dal prof. Maurizio Lozzi, presidente di Con.s.com., esperti ed addetti ai lavori della comunicazione. Oltre che poeti, santi e navigatori, gli italiani sono un popolo di micro editori televisivi. Lo ha confermato Giampaolo Colletti, collaboratore di "Nòva24" e Founder di "Altratv.tv". E’ il mondo, in continua crescita ed in continua evoluzione delle "web-tv", canali che si moltiplicano in luoghi e nei modi più impensabili. A dimostrazione che una "tv-altrove" è possibile. "Altrove" sono le pieghe di una rete che - mettendo in onda microcosmi territoriali – afferma Colletti - fa letteralmente il giro del mondo raggiungendo gli italiani all'estero. Altrove, in una narrazione partecipata e dialogica – una fiaba divenuta realtà - che mette in luce le storie dal basso. E c’è addirittura un’associazione che le rappresenta: la "Femi", Federazione italiana delle micro web tv. Nell’ultimo monitoraggio di Altratv, sono risultati attivi 251 canali digitali all’ombra del 2.0. Ma attenzione a considerarle delle tv normali. Colletti nella sua interessante relazione ha messo in evidenza la "mission" di queste esperienze, quella di denunciare, raccontare, preservare la memoria, aggregando una comunità attorno ad un progetto per metterlo a disposizione di tutti quelli che ne sono interessati. Nel web sono sempre di più gli utenti che si rivolgono ai contributi video presenti nelle varie piattaforme. In Europa è l’Italia a guidare la crescita europea di video on-line: oltre il 63% degli utenti italiani del web guarda video on-line. Un’occasione anche per la P.A. secondo Roberto Santi, responsabile network Linea Amica Comunicazione ed Editoria Formez P.A. Sull’avvento del digitale terrestre, la cosiddetta "nuova tv" si è soffermato Angiolino Lonardi, vice direttore del Tg2, tra nuovi soggetti "pronti a sviluppare le loro strategie tecnologiche, commerciali e, perché no – afferma – culturali" e il confronto in atto tra i due colossi dell’informazione privata Sky e Mediaset, "cielo e terra che si incontrano e si scontrano" secondo Lonardi, molto critico e pessimista nei confronti dell’emittenza privata minore, "incapace – ha sentenziato – di comprendere la portata della rivoluzione in atto in Italia e destinata al momento, alla morte certa".
C’è dunque una "mediamorfosi" in atto che nessuno è in grado di dire dove approderà.
(*) giornalista (Roma 30 aprile 2010, Sala CNR: nella foto in alto: Maurizio Lozzi, Angiolino Lonardi, Roberto Santi – in basso: Pino Rotta, Raffaele Mortelliti, Giorgio Neri – ndr)
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