Recensione
Mario Capanna - Per ragionare
sessanta domande sul nostro futuro e qualche risposta (Edizioni Garzanti, pagg. 203, euro13.00)

"Spostare lo sguardo, intromettersi, analizzare contenuti e
caratteristiche, cogliere l’originale e l’inedito svelato dalla ricerca
scientifica, significa modificare radicalmente la prospettiva nella quale il
tessuto democratico può operare.". (dal testo Per Ragionare - corsivo
mio).
Chi ha avuto l’avventura di conoscere Mario Capanna sa che di avere avuto l’occasione di incontrare di persona la libertà del pensiero.
Conosciuto come leader del Movimento Studentesco degli anni sessanta, pacifista ed ambientalista da sempre, Mario Capanna, oggi sessantenne, ha dedicato la sua vita a combattere, fino a vent’anni fa con la partecipazione politica diretta e poi con la forza della ragione e dell’apertura mentale, quella condizione che l’uomo abbraccia sempre quando smette di ragionare con la propria testa: l’imbecillità.
Seguo Mario Capanna da quando, appunto studente agli sgoccioli del Movimento Studentesco, lo incontrai in una delle, allora, numerose occasioni di confronto libero sul senso della politica e della democrazia. Ho continuato a seguirlo attraverso i suoi libri e le sue iniziative e sempre ritrovo in quello che fa il tocco del libero pensatore che mette al primo posto la dignità della persona e la capacità di ascoltare le ragioni degli altri. Dote rarissima e non solo in politica.
Esce adesso, per le edizioni Garzanti, Per ragionare, sessanta domande sul nostro futuro e qualche risposta. Ed eccolo di nuovo il Mario Capanna che affronta, senza peli sulla lingua ma con la bonarietà di chi non ha nemici da sconfiggere ma condizioni da cambiare, i maggiori temi sociali, economici, politici ed etici di questi anni.
La prima domanda che il lettore si trova davanti leggendo
questo libro è: perché dovremmo metterci a ragionare?
E’ lo stesso Capanna che ci offre una risposta che è difficile non condividere. Nel rovesciamento del principio cartesiano, l’attitudine maggiore del nostri giorni è: "Non penso, dunque sono…" atteggiamento che "Devitalizza la mente: e i risultati si vedono…". "Stiamo subendo un pericoloso arretramento culturale, etico e politico…" e di fronte a tutto ciò "Non ci sono <miracoli>: o si affronta la fatica della ricerca critica, del confronto vero e del dialogo non finto, o si continuerà a pestare l’acqua nel mortaio…" quindi "torniamo a pensare!". A Ragionare quindi, perché non ci sono alternative.
Il libro affronta con particolare impegno le questioni della crescita economica ed il contrasto tra "profitto" ed "onesto guadagno". "Sotto la dittatura del profitto, il PIL […prodotto interno lordo, n.d.r.] si trasforma in LIP (<lordura interna prodotta>, inclusi i mutamenti climatici).
A cominciare da questo ragionamento Capanna sviluppa le sue sessanta domande sul nostro futuro e ci suggerisce qualche risposta. In primis si capisce che il profitto è una perversione del capitalismo e non il suo fondamento, una depravazione che sta conducendo il pianeta verso la catastrofe ecologica ma che ha già prodotto danni immani sul piano dello sfruttamento del 90% dell’umanità da parte del restante 10% mettendo in atto un meccanismo che serve solo a sviluppare la crescita finanziaria ed il consumo di merci scelte e controllate da chi ha in mano le leve economiche del pianeta. Non si producono beni per il soddisfacimenti dei bisogni dell’umanità ma solo "incremento di ricchezza per chi produce" a discapito di chi continua ad avere fame, sete o morire per malattie.
Davanti a questo scenario ci troviamo davanti ad una scelta obbligata (anche per coloro che sfruttano ciecamente il pianeta e l’umanità!): o incamminarci verso una decrescita che riporti il lavoro, i bisogni reali e l’equilibrio naturale al centro delle scelte economiche e politiche o prepararci alla catastrofe ecologica.
Lo scontro su questo terreno è già in atto, non è che si può scegliere, ci siamo in mezzo tutti. Al momento però prevale la perversione del capitalismo sul buon senso e con questo si innescano tanti processi di corruzione della vita pubblica e privata che coinvolge, soprattutto in Italia, la politica, l’economia, la chiesa, libertà di stampa (messa in pericolo anche dall’autocensura di molti giornalisti e cosiddetti intellettuali) e soprattutto l’etica.
Un libro che è un colpo di frusta per ogni riga, leggendo si può condividere o meno ma certo non si può fare a meno di Ragionare!
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