Cultura

Essere donna complessivo

 

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di Tiziana Fortunato


Non è questa un’analisi sugli elementi e le peculiarità complessive DELLA donna, quanto su come, su perché e su QUANTO vi è di femminile in ciascun essere, uomo o donna che sia, nella natura, nell’UNUS-VERSUS inteso come raccolto verso l’Unità. Ciò comporta l’analisi di aspetti che trascendono il periodo temporale degli anni solari per S-VELARE ciò che uomini e donne di "dubbio" detengono già come verità latente. Oltre 4000 anni di apparente predominio maschile nella gestione dell’aspetto mistico e della ricerca avevano esautorato la donna  dal suo specifico dominio relegandola a ruoli subalterni, oggi non è più così! E’ ora che uomini e donne percorrano SEPARATAMENTE il cammino della Conoscenza lavorando CON il Sacro e PER quel Sacro che ci ha voluto esseri pensanti, uomini e donne di "dubbio", che divenga spontaneo impiegare il Tempo per fare il proprio personale cammino, che si scopra la gioia delle prerogative comuni, senza orgogliosa superbia, senza arroganza, consapevoli del ruolo singolare ed indispensabile di ciascuno. Si può forse parlare di freddo se non abbiamo consapevolezza del caldo? O di giorno senza concepire la notte?  O di vita senza la morte? Sin dall’inizio dei tempi, i due poli archetipici della natura sono stati rappresentati non solo come chiaro e scuro ma anche come maschile e femminile, stabile e mutevole, superiore ed inferiore, secco ed umido. Il forte, il potere creativo, l’azione è stato associato all’idea del maschile, del Sole; il ricettivo, il passivo, la memoria, è stata associata all’idea del femminile, della Luna.

Scrive Efren, mistico cristiano del IV sec: "L'Anima è più preziosa del corpo e lo Spirito più prezioso dell'Anima e la Divinità più nascosta dello Spirito. Quando sopraggiunge la fine, l'Anima si rivestirà della bellezza dello Spirito; lo Spirito della Maestà Divina. Il corpo sarà elevato al rango dell'Anima e l'Anima al rango dello Spirito; lo Spirito alle altezze della Maestà Divina."

Ora, se trasponiamo e sostituiamo alla Maestà Divina l'UNO e ciò che Lo rappresenta, è evidente che una concezione rigorosamente maschile non è plausibile. Il mondo terrestre è popolato da esseri viventi e questi sono divisi in sesso maschile e femminile. Non è bene differenziare un sesso o l’altro, essi generano la vita, insieme portano avanti la continuità dell’esistenza. L’essere umano è diviso in due categorie ben precise e separate: gli uomini e le donne. L’uno non è superiore all’altro ma l’uno è complementare all’altro, diversi ma non inscindibili perchè soltanto dall’unione di queste due complementarità continua ciò che è la vita in tutti i suoi aspetti. Si sa che la polarità maschile sia positiva alla mano destra e negativa alla mano sinistra, mentre nelle donne la polarità è inversa ma non inferiore e per questo motivo non meno importante. Cosa è giusto/bene fare? Cosa è la virtù? Forse la forza di fare il bene. Se è questo è un valore asessuato, al quale tutti dobbiamo partecipare. L’alchimia spirituale è una gnosi illuminatrice che non "sceglie" sesso né vincoli di parentela, che consente di risvegliare l’essere umano alla sua natura stabilendo un contatto sempre più intimo con il "motore immobile". Si è soliti pensare e acquisire come "sapere", che ogni manifestazione è frutto di una "andro-genesi", in effetti non c’è genesi se non attraverso il femmineo. Il femminile diventa così partner del maschile in una danza che assicura dinamismo nel nostro uni-verso tra universi. L’Androgino originale è stato separato per dar seguito all’Opera come l’eterno equilibrio tra Anima e Intelletto. Non ho mai compreso l’attitudine di alcuni  ad escludere la donna dall’ipotesi di una piena realizzazione, quasi come voler finire a discutere del "sesso degli angeli". Pregiudizi e preclusioni intellettuali non devono appartenerci. È nella nostra parte interiore che risiede la capacità della verità; da sempre il trascendentale è stato prima percepito e poi conosciuto in senso mistico. Serve "solo" l’umiltà e l’onestà di ri-conoscere quanto vi sia di vero e il coraggio di iniziare ad unificare la ragione –intelletto- all’intuizione -intelligenza del cuore-, è un percorso tutto da scoprire. Apriamo gli occhi del cuore, diversamente, "quando il dito indicherà la luna, lo stolto guarderà il dito". Il mio augurio è che si giunga alla presa di coscienza ed alla piena consapevolezza dell’identità e dell’intensità complementare, di quanto E’ in essere sin dalla notte dei tempi.


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