Scambi culturali tra la città di Reggio Calabria e Mosca

Реджио Калабрия и Москва - Культурный обмен
(intervista a Enzo Sidari di Pino Rotta - Πинo Potta интервью Энцо Сидари)

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di Simone Vazzana

(под редакцией Симон Vazzana)

 

Nel novembre 2007, il Ministero dell’Istruzione russo ha emanato una disposizione in base alla quale l’insegnamento della lingua italiana è stato inserito nei programmi ufficiali del sistema scolastico (oltre all’inglese, francese e tedesco già presenti nei programmi). Reggio Calabria, nella persona di Enzo Sidari, Assessore al Turismo, coadiuvato da Carmelo Caridi, presidente dell’Associazione Culturale-Turistica "Expo Sud", si presenta in prima linea. E nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio firma un protocollo d’intesa con Nataliya Shuleykina, presidentessa dell’Organizzazione sindacale territoriale degli impiegati del settore Istruzione e della Scienza del distretto di Mosca Nord.

Storicamente, poi, Reggio Calabria e la Russia sono unite da un forte legame: nel 1908, dopo il tragico terremoto che coinvolse le città dello Stretto, furono 17.000 le persone estratte vive dalle macerie. Ben 13.000 furono recuperate dai militari italiani. Altre nazioni europee, mosse da una grande solidarietà, diedero il loro apporto. E fu proprio l’esercito russo, dopo quello italiano, a salvare più vite: circa 1.300; molti superstiti, inoltre, furono anche trasportati nei vari ospedali proprio dai soldati dello zar. Poco più di cent’anni dopo, l’unione riemerge.

Questo accordo è sintomo forte di una voglia di crescita da parte di Reggio Calabria, pronta a farsi conoscere in maniera dettagliata anche nella ricca Europa dell’Est. Ricchezza non solo economica, ma anche culturale, con l’interesse di approfondire e sviluppare il campo della formazione, dei beni culturali, del turismo e delle tradizioni locali. E questa intenzione emerge in maniera palese dalle parole che l’Assessore Sidari rivolge ai moscoviti giunti in visita a Reggio Calabria: «La presenza così massiccia di voi qui, tutti dal punto di vista culturale di alto livello, è per noi motivo di orgoglio: siete ventotto tra docenti e presidi; c’è tra voi anche un rettore universitario. Per noi è importante lo scambio culturale ma anche quello delle etnie: una maniera diversa di vivere all’interno di una realtà diversa».

Per quanto riguarda invece l’aspetto meramente didattico è Carmelo Caridi a ricordare i termini dell’accordo: si creeranno rapporti di collaborazione tra le istituzioni scolastiche sia a livello prescolare, elementare, medio-superiore che con le Università. Al fine di creare validi presupposti per la realizzazione di progetti di ricerca nel campo della formazione e della diffusione delle nuove tecnologie nel settore dell’insegnamento.

Caridi parla anche di un progetto che potrebbe coinvolge l’aeroporto reggino: l’inserimento di un volo settimanale che colleghi Mosca e Reggio Calabria. Sull’onda di quelli creati, parallelamente a rapporti relativi sempre a scambi culturali e quindi d’istruzione, con Madrid e Malta. Reggio punta in alto, la volontà di creare qualcosa di positivo per dare lustro all’immagine della città, anche e soprattutto fuori dai confini nazionali, è tanta. L’Europa dell’Est sembra il polo giusto cui fare riferimento per raggiungere una crescita sotto molteplici aspetti.

Soddisfatta anche Natalya Shuleykina, che dice di essere stata colpita dai paesaggi e dal fascino storico di Reggio Calabria. Caratteristiche da cui la città dello Stretto, come ricordato dall’Assessore Sidari, vuole partire al fine di «veicolare l’immagine di una città turistica e metropolitana in un paese vasto e antico come la Russia».

Una collaborazione che dal 1908 sembra voluta dal destino: il patrono di Reggio Calabria, come sottolinea proprio Natalya Shuleykina, è San Giorgio. Il medesimo della città di Mosca. Gli elementi di legame non finiscono qui: «Per quanto riguarda il logo di Reggio – continua la presidentessa – noi abbiamo capito che ci sono due religioni: una ortodossa e una cattolica. E il logo, contenendole, rappresenta la loro unione. Noi siamo ortodossi e voi cattolici: già dall’inizio noi possiamo auspicare una lunga collaborazione».

Il protocollo d’intesa sembra nascere quindi sotto una buona stella: Reggio si apre verso una cultura profondamente diversa dalla sua, ma lo fa a braccia aperte e con grande voglia di farsi conoscere e apprezzare anche lontano dal Mediterraneo.

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