Società

ALLENDE - Un altro 11 settembre! Passato e presente.

 

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di Pino Rotta


La data dell’11 settembre è negli ultimi anni diventata tristemente famosa per il crudele attentato alle Torri Gemelle, ed ogni anno si manda un ricordo alle vittime di quella orrenda strage terroristica.

Noi da molti anni prima però riportiamo alla memoria dei nostri lettori un altro 11 settembre, quello del 1973, l’anno in cui Salvador Allende, Presidente del Cile, morì resistendo al colpo di stato fascista dal feroce dittatore Augusto Pinochet.

Non è solo il ricordo un pò malinconico per un grande uomo il nostro, ma è riportare alla realtà eventi gravi che hanno segnato e continuano anche oggi a segnare la storia dei popoli e dei governi di tutto il mondo.

Chi era Salvador Allende e perché fu colpito proprio lui e proprio in quel momento?

Forse per capire la figura dell’eroe cileno bisogna cominciare col dire che, come Che Guevara, era un medico, che era un socialista e un democratico, che credeva nella possibilità di riscatto dalla miseria e dallo sfruttamento non solo dei lavoratori del Cile ma dell’intera America Latina. Era massone, come lo era il suo carnefice Pinochet, ma a differenza del basso livello di rango e di moralità di Pinochet, Allende, erede di Simon Bolivar, era al vertice della Massoneria dei Paesi Latinoamericani e rimane famoso il suo discorso dell’agosto 1971, fatto a Bogotà all’assemblea di tutte le organizzazioni massoniche del Sud America, dove spiegava il suo programma sociale e la sua visione umanitaria, dell’impegno necessario per cambiare le sorti dei poveri e degli sfruttati.

Dopo la sua elezione a presidente della Repubblica, Allende si trovò a scontrarsi con poteri della conservazione e interessi economici nazionali ed internazionali. La CIA, la parte più retriva della Chiesa cattolica, ma anche i proprietari delle miniere di rame, le banche e naturalmente il traditore, la mano killer al servizio dei tutti questi interessi (benedetto personalmente per mano di Papa Woytila) il dittatore carnefice: Augusto Pinochet. L’uomo che proprio da Allende era stato posto al vertice delle forze armate cilene, l’uomo che avrebbe dovuto dare la vita per il suo Presidente fu proprio quello che lo tradì e lo schiacciò, gettando il Cile in un regime di terrore, repressione e spoliazione delle ricchezze nazionali a favore dei parassiti internazionali.

Il contesto internazionale al tempo di Allende.

Ci siamo chiesti perché proprio Allende e perché proprio in quel momento storico? La risposta non è difficile. Negli Stati Uniti d’America c’è il team Nixon-Kissinger, che si romperà solo nel 1974 per lo scandalo Water-Gate, e che rappresenta la punta di un iceberg della volontà di dominio militare ed economico della destra più cieca e rapace che comincia ad imporsi dopo l’assassinio dei Kennedy. In Italia siamo negli anni in cui si esplica tutta la trama neofascista di Licio Gelli, del tentato golpe fascista del suo amico Valerio Junio Borghese, delle loro strette relazioni con il Vaticano e con la mafia siciliana e nordamericana e con le dittature sudamericane.

Sono gli anni in cui in Grecia il governo democratico viene schiacciato dal golpe fascista dei Colonnelli, in Spagna è al potere il Caudillo Francisco Franco, e, in Argentina solo tre anni dopo il colpo di Stato in Cile, prende il potere la dittatura fascista tra le più feroci che la storia dell’America Latina possa ricordare, quella dittatura che nominerà suo ambasciatore plenipotenziario proprio il fascista Licio Gelli.

Misteri? Solo per chi non vuole vedere.

Attualità dell’eredità di un periodo nero.

Pensare che quanti l’11 settembre 1973 rovesciarono Allende e fecero del mondo terreno per il rigurgito neofascista siano scomparsi dalla scena sarebbe non solo un’ingenuità ma anche un chiudere gli occhi davanti alla realtà. Solo in Italia, con caratteristica ipocrisia, si continua a parlare di "deviazioni" negando quello che invece appare sempre più evidente: in tutti questi anni parti delle istituzioni di tutto il mondo occidentale, della Chiesa cattolica, della criminalità organizzata hanno lavorato assieme nel progetto, prima di fermare i comunisti e poi di mantenere il potere politico ed economico saldamente nelle loro mani, un potere populista che unisce affari e politica.

Dire che ci siano riusciti sarebbe anche questo sbagliato. Sia in Italia che negli USA che in America Latina ci sono state forti reazioni libertarie e democratiche che hanno arginato queste progetti. Ma l’ombra della reazione antidemocratica è sempre incombente.

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