Cultura
Dana Stabenow "CSI ALASKA Il silenzio della neve" (Newton Compton)

Le atmosfere nordiche di dicembre con "quel chiarore
cristallino che appartiene soltanto alle terre dell’estremo Nord in inverno,
luminoso, traslucido, desideroso di nuvole e colori" fanno da sfondo a "CSI
Alaska - Il silenzio della neve" (Newton & Compton, pagg. 255, euro 6,90),
il primo romanzo della serie dedicata alla detective Kate Shugak, della
scrittrice Dana Stabenow. Vincitore del premio Edgar, il romanzo, prende spunto
da un plot giallo per affrontare le problematiche delle diverse etnie che
convivono nelle terre dell’Alaska e che lottano per i loro diritti e contro le
innovazioni forzate.
Le
nuove generazioni vorrebbero abbandonare i villaggi attratti dalle grandi cittą
e dal progresso ma altri rimangono ancorati alle tradizioni, agli stili di vita,
alle abitudini scanditi dalle stagioni e da quanto offre la natura di quei
luoghi. Un conflitto tra tradizione e innovazione, valori e discriminazioni che
coinvolge tanti personaggi e offre al lettore un panorama completo di una realtą
difficile com’č quella dei piccoli villaggi sperduti dell’Alaska.
"Trent’anni, un metro e cinquanta, pelle color bronzo e gli zigomi alti e piatti
tipici della sua razza", la detective Shugak, dopo un brutto incidente sul
lavoro, vive insieme alla cagna Mutt in una fattoria sperduta tra le nevi del
grande Parco, lontano da Anchorage dove fino a quattordici mesi prima "era
stata la punta di diamante dello staff investigativo dell’ufficio del
procuratore". La scomparsa di Mark Miller, figlio di un membro del congresso
dell’Ohio, seguita da quella del detective dell’FBI sulle sue tracce, riportano
il suo ex capo Jack Morgan a chiedere l’aiuto di Kate, che, come appartenente al
gruppo etnico degli Aleuti e per le sue esperienze personali conosce il Parco
meglio di chiunque altro. Tra distese di neve, animali selvatici, abitudini
degli abitanti dei villaggi intorno al grande Parco, si dipana un plot che
prende le mosse da una scomparsa eccellente per concentrarsi sui problemi
etnici, politici e territoriali di un luogo "un tesoro nazionale" difficilmente
raggiungibile ma molto allettante per speculatori e investitori senza scrupoli.
Dalla casa di Kate, al pub di Bernie, dall’abitazione dell’anziana Ekaterina
alle miniere di Lost Wife, le indagini proseguono tra inseguimenti, attentati,
sospetti e nuove tracce. Kate riunisce in sč la caparbietą, il coraggio,
l’istintivitą e la capacitą di fronteggiare ogni situazione, peculiaritą tipiche
della gente nata in questi luoghi. Č una detective capace, molto attenta ai
particolari che non esita a procedere nelle indagini nonostante il
coinvolgimento nel caso di familiari e amici. Con freddezza e determinazione
cerca la veritą, e dalla neve bianca e silenziosa viene fuori la veritą scomoda
e dolorosa.
Dana Stabenow, scrive fin fa bambina, da quando un forte terremoto ha colpito il territorio dell’Alaska mentre si stava svolgendo la festa per il suo dodicesimo compleanno. Nata ad Anchorage, Stabenow ha intrapreso la di scrittrice a tempo pieno dopo aver lavorato alla Trans-Alaska Pipeline. Autrice di numerosi thriller di successo tra i quali quelli della serie Shugak gią giunta alla diciottesima indagine e dai quali verrą tratta una serie televisiva.
Dana cosa ti ha spinto a scrivere thriller?
"Ho scritto "A cold day for murder" il mio primo romanzo nel 1987. Avrebbe dovuto essere un esercizio di scrittura, l’ho copiato su un floppy disk e conservato in una scatola nel garage di mio padre fino al 1990, quando il mio editore ha acquistato "Second Star" e mi ha chiesto che altro hai?"
Quanto sei simile a Kate?
"Un amico di mia madre dice che Kate Shugak siamola mia migliore amica Kathy ed io miscelate insieme".
Perchč la scelta della cagna Mutt come miglior amica di Kate?
"Mutt č un autentico dono della scrittura. Č come se lei stessa avesse scritto il primo capitolo del romanzo, quando si presenta come una sorta di portinaia della fattoria di kate.Č un personaggio che ruba la scena ogni volta che si presenta".
Nel tuo romanzo la morte e la morte sono sullo stesso piano?
"L’amore e la morte sono i principali motori della vita. a seconda di come reagiamo ad essi definiamo chi siamo. Se voglio che l’impatto di Kate sul lettore sia reale, immediato e viscerale devo rovesciarle addosso tutto come se fosse una persona vera, reale".
Quando scrivi?
"Mi alzo alle sei del mattino e scrivo fino alle nove circa dieci pagine al giorno dal lunedi al venerdi. All’inizio č sempre una fatica, ma alla fine č come essere su uno slittino in corsa fino all’ultima pagina".
Mi racconti della condizione dell’etnia degli Aleuti in Alaska?
"Quando i miei genitori fuggirono dal loro villaggio nel 1951, mi hanno raccontato che c’erano ancora all’entrata dei negozi i cartelli con su scritto "ingresso vietato a cani e indigeni". Oggi con L’Alaska Native Claims Settlement Act del 1972, gli Aleuti e tutti i membri delle altre etnie sono azionisti delle corporazioni. Possiedono terre, denaro e grazie a loro si muove il mondo degli affari, dell’industria, delle arti. certo, ci sono ancora molti problemi come per esempio l’abuso di alcool, ma i nativi d’Alaska stanno lavorando molto duramente per far sopravvivere la diversitą delle loro culture. Non sarą facile, ma sono certa che ci riusciranno. Cinquant’anni fa’? Non sono certa che avrei potuto affermare tutto questo!"
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