Società

L’Europa s’è Destra!

"quando sentiamo dire che i sacrifici ce li chiede l’Europa, non dimentichiamo che oggi l’Europa è governata dalla Destra e dalle Banche"

 

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di Pino Rotta


Quando un cabarettista diventa ricco sfondato, con la speculazione edilizia e con le televisioni e la raccolta pubblicitaria, la scalata sociale sembrerebbe cosa fatta, non solo nazionale ma addirittura mondiale. Tutto scontato. Invece non è esattamente così, è necessario anche aderire ad una filosofia di vita e ad una visione del mondo, possibilmente a quella di chi il mondo lo comanda davvero.

Questa è la storia di un signore chiamato Berlusconi che, una volta deciso di entrare in politica, si doveva pur ispirare a qualcuno. Questo qualcuno lo ha presto individuato nell’attore diventato Presidente degli Stati Uniti d’America: Ronald Reagan. Reagan aveva sposato le teorie iperliberiste della "Lady di ferro", Miss. Margaret Thatcher, e a Berlusconi non sembrò vero di avere due modelli così perfetti da cui copiare addirittura una teoria di politica economica.

Reagan, "inventato" dalle lobby finanziarie, nel 1981 fece approvare dal Congresso americano una riduzione delle tasse del 25% in quattro anni, con la promessa di un rilancio dell’economia finalmente "libera dal peso fiscale". Peccato che questa teoria, unita all’enorme spesa militare, anziché fare da volano per l’economia gli dette il colpo di grazia dopo appena due anni! Oltre alla spesa militare, Reagan sottrasse 25 miliardi di dollari alle politiche sociali, il risultato fu un raddoppio del deficit statale già nel suo primo mandato presidenziale. Non soddisfatto di questo, non ammise mai il fallimento della sua politica fiscale ed invece incrementò le spese militari, consegnando nel 1989 alla Presidenza di Bush la guida della Destra americana, senza più comunisti da combattere, ma già proiettata nelle guerre in Medioriente per il dominio delle riserve petrolifere. Insomma Berlusconi non si può dire che non avesse una bella lezione da cui imparare, per cui, concedendogli il dono dell’intelligenza, bisogna proprio ammettere che la linea reaganiana l’ha scelta intenzionalmente e con convinzione. In questo, e sarebbe ora di fare un poco di chiarezza storica, divergendo completamente dal suo predecessore Bettino Craxi, che, non solo aveva una politica estera completamente contraria a quella di Reagan (ricordiamo che schierò i Carabinieri attorno agli americani nella base di Sigonella!) ma era all’opposto anche per quel che riguarda le politiche sociali, che secondo il leader socialista dovevano vertere attorno alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione e della Scuola Pubblica (salvo il limite imposto dal rinnovo del Concordato con la Chiesa cattolica), che infatti sotto il suo Governo videro accrescere i finanziamenti (altro che Berlusconi e i suoi pseudo-ex-socialisti Brunetta e Sacconi!). Ma l’euforia reaganiana si è presto diffusa (sospinta proprio dalle banche e dagli interessi strategici americani) prima ai paesi dell’ex blocco sovietico e poi a tutta l’Unione Europea, tanto che nell’elezione del 2009 il nuovo Parlamento Europeo, diventato a venticinque membri con l’ingresso dei nuovi paesi dell’Est, consegnò una maggioranza schiacciante alla Destra (378 su 736 seggi) compresi i 32 seggi raggiunti dagli euroscettici. Come dire che l’Europa si è consegnata democraticamente nelle mani dei liberisti, della finanza e di coloro che non hanno interesse a farla sopravvivere.

Quindi quando sentiamo frasi del tipo "i sacrifici ce li chiede l’Europa" non dimentichiamoci che questa è l’Europa della Destra e delle Banche. Con una parziale eccezione di Francia e Germania (non è un caso che oggi si sono posti a guida dell’eurozona!) è l’Europa che ha sorretto, in asse con la Gran Bretagna, la politica militarista di Bush, la delocalizzazione delle attività produttive nei paesi a basso costo del lavoro e la speculazione finanziaria soprattutto in Asia. Tutto questo ha messo in ginocchio le economie occidentali. Ora il costo ricade sui cittadini con il ricatto del fallimento, dei licenziamenti di massa e in fin dei conti dell’implosione dell’Unione Europea come realtà politica.

Ma a ben guardare, con una politica che negli ultimi dieci anni ha cosparso di guerre e tumulti l’area che va dall’Atlantico al Caucaso, inibendo la costruzione di un’alleanza strategica tra Europa ed Africa, che pure era stata abbozzata con la Presidenza di Romano Prodi alla Commissione europea, come si può pensare che tutto questo sia successo per caso? Le leggi della globalizzazione hanno tempi lunghi e risultati drammatici per i cittadini occidentali ed oggi forse ne siamo più consapevoli. Ma intanto da Est si alzano pericolose spinte di disgregazione per l’Europa e addirittura una forte rinascita dei movimenti neonazisti. Effetti collaterali?..

 

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