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Esteri
Italia e Israele -
Cultura Animi… ovvero cultura dello Spirito
Francesca Bianco
I tagli operati dalla
Finanziaria hanno notevolmente inciso sulle Associazioni culturali che, come da
tradizione, hanno dovuto ancora una volta rifondarsi sul volontariato e sulla
generosità di quanti si impegnano nella trasmissione del sapere. L’apertura
umanistica non è risolutiva in tempi di forte crisi economica, ma può essere
salvifica perché animata da spirito creativo, in tutte le sue sfumature. La
trasmissione dei saperi e delle conoscenze stratificate nel tempo, ha reso la
tradizione umanistica foriera di movimenti intellettuali trasversali, baluardi
pregnanti sine die. Sapere. L’etimologia di questo verbo è da ricondursi
al latino sapĕre, il cui primo significato è quello di aver sapore,
gustare, per poi acquisire ulteriore accezione di avere
intelligenza, aver giudizio, essere saggio, fino ad arrivare al suo
ultimo gradiente linguistico, cioè, quello di conoscere, capire e,
dunque, sapere. Il culto della scienza e della tecnologia domina
la cultura occidentale, ormai votata
ad
una cieca fiducia in tutto quanto appaia sorprendentemente innovativo. Catturati
dalla logica della tecnologia, dai criteri dominanti dell’economia, sedotti
dalla cultura esasperata dell’immagine, nel tempo si è perso il contatto con il
pensiero umanistico, divenuto appannaggio incontrastato degli addetti ai lavori
o di quanti credono ancora di dover difendere il proprio patrimonio etico. La
naturale tendenza al sincretismo degli Italiani nata dalla capacità di coniugare
la propria permeabilità culturale al particolarismo storico, radicato in un
paesaggio geografico dai volti molteplici, in questo frangente può risultare
vantaggioso. Il contatto con realtà dure, facilita la mescolanza eterogenea di
fattori culturali molteplici, trasferibili in altri contesti. E’ in quest’ottica
che si è consolidata negli anni la mia collaborazione con la Società Dante
Alighieri di Gerusalemme. L’affinità mediterranea, la condivisione dei principi
democratici, la passione civile, il senso religioso della Vita, l’interesse per
la ricerca ontologica, la volontà di dibattito, il riscontro dialettico sono
state le spinte che mi hanno indirizzata al confronto con una realtà culturale
di grande impatto emotivo e civile. Da circa sette anni, collaboro con questa
Associazione se pur a notevole distanza. Vivo a Matera, ma Internet
oramai ha ridimensionato i limiti della comunicazione e ciò mi permette di
aderire alle iniziative culturali promosse da David Patsi e da Alisa
Varadi, rispettivamente Presidente e Direttrice della Società Dante
Alighieri di Gerusalemme. Diverse sono state le attività programmate e
realizzate negli ultimi anni dagli Amici di Gerusalemme le cui proiezioni sono
verificabili sul territorio israeliano e sui rapporti internazionali con
l’Italia. Il piano culturale intrapreso ha mirato e mirerà in avvenire, al
confronto interculturale attraverso conferenze, proiezioni cinematografiche,
proposte editoriali, viaggi di scambio. Il Comitato di Gerusalemme della Dante
Alighieri, negli anni si è reso latore di un’attività culturale integrata tra
istituzioni israeliane ed italiane, Ambasciate comprese. La cultura, a nostro
avviso, nell’agone internazionale odierno, deve diventare volàno di propulsione
dei principi condivisibili e difendibili delle società più aperte
all’interculturalità. La Dante Alighieri di Gerusalemme ce l’ha fatta. Le
risorse umane hanno vinto la battaglia sui tagli finanziari. (La Società Dante
Alighieri ha come finalità la diffusione della cultura e della civiltà italiane
nel mondo. Subito dopo la fondazione dello Stato di Israele, nel 1948, si formò
un gruppo di persone che aveva a cuore popolo e cultura italiani. Si costituì il
Comitato della Dante Alighieri che scelse come sede la capitale. Il Comitato di
Gerusalemme, da allora, attraverso corsi ed itinerari storico-letterari promuove
l’Italiano come lingua eccelsa, espressione di una civiltà importante in tutte
le manifestazioni di creatività culturale. La nostra piccola Associazione si
fonda sul volontariato e sulla valorizzazione di un Paese amato sia da coloro
che sono di origine italiana, sia da coloro che in Israele riconoscono
l’eccezionale valore culturale e civile della Penisola. Ripercorrere la storia
italiana attraverso saperi conosciuti o da scoprire, qui a Gerusalemme, crea un
impatto straordinario. Nel corso degli anni abbiamo orientato interesse ed
impegno verso conferenze, appuntamenti culturali, proiezioni cinematografiche,
finalizzate alla conoscenza di una regione e del suo patrimonio
storico-artistico e concluse con il viaggio di una delegazione del Comitato, in
visita nei luoghi promossi durante l’attività culturale a Gerusalemme. Il
Comitato è fiero di contribuire al consolidamento culturale e civile di una
Società che dal lontano 1889, animata da spirito intellettuale e da intelligenze
che interagiscono tra loro, oltre ogni confine geografico, afferma con orgoglio
l’identità italiana.) (dal libro Identità e Memoria di Francesca Bianco)
(*) docente di Italiano e Storia presso l'Istituto
Magistrale di Matera- Presidente Onorario della Società Dante Alighieri di
Gerusalemme
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Società
Il sesso sbagliato: della
crisi economica, del pane e delle rose
KATIA
COLICA
Da
noi, le figlie non sono le benvenute. Io, diciannovesima di ventitré fratelli,
fui abbandonata da mia madre sotto il sole cocente dell’Afghanistan affinché
morissi. Malgrado le numerose bruciature sono sopravvissuta, diventando la sua
figlia preferita. Questa è stata la mia prima vittoria". A parlare è Fawzia
Koofi, parlamentare afgana. Ma è un Paese lontano, non ci fa paura più di tanto:
in Italia, potremmo dire, se nasci femmina al massimo devi lottare il doppio.
Una fortuna: in alcuni Stati se sei femmina non puoi nemmeno nascere. Una legge
del 1979, in Cina, la One Child Policy, ha stabilito che, per combattere la
sovrappopolazione (concausa della crisi economica), non è consentito di avere
più di un figlio. |
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Esteri
Est Europa - Anticrisi al femminile
TANIA KOSTYUK
Le
donne sono una risorsa per lo sviluppo economico – uno studio della Bocconi
rileva che con 100 mila donne occupate in più il PIL cresce dello 0.28%. Nel
periodo di grave crisi che il mondo sta affrontando, il contributo femminile
per favorire la crescita economico-sociale è decisivo. Non a caso, da
qualche anno, assistiamo ad una crescita delle presenze femminili nella
politica e nell’economia. Dal Nord Europa ai paesi arabi si registra un
notevole aumento di parlamentari donne, dal 11,7% del 1997 al 19,3% del
2011, come testimonia il Fondo delle Nazioni Unite per le Donne. Otto paesi
dell’Europa dell’Est hanno recentemente avuto una donna premier. Allo stesso
tempo, le donne superano la crisi economica e sociale meglio degli uomini,
dicono gli scienziati dell’Università di Cambridge, |
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Esteri
"Quest’anno siamo
incazzate più dell’anno scorso!"
Sulla XIII Grande Manifa delle donne polacche
Izabela Anna Szantyka
Questo era uno degli slogan presenti sugli striscioni delle partecipanti
alla XIII manifestazione di protesta femminile, comunemente detta Manifa,
oltre a "La veste fa miracoli", "A che cazzo ci serve questo stadio?!", "ChieSSa"
scritto in modo da far ricordare la SS nazista, "Me ne frego, non
partorisco" che nella versione linguistica originale e nelle mani di un
uomo, giornalista ed ex attivista dell’opposizione anticomunista, acquisiva
il senso, ben disarmante, |
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Esteri
Italia e Israele -
Cultura Animi… ovvero cultura dello Spirito
Francesca Bianco
I tagli operati dalla Finanziaria hanno notevolmente inciso sulle
Associazioni culturali che, come da tradizione, hanno dovuto ancora una
volta rifondarsi sul volontariato e sulla generosità di quanti si impegnano
nella trasmissione del sapere. L’apertura umanistica non è risolutiva in
tempi di forte crisi economica, ma può essere salvifica perché animata da
spirito creativo, in tutte le sue sfumature. La trasmissione dei saperi e
delle conoscenze stratificate nel tempo, ha reso la tradizione umanistica
foriera di movimenti intellettuali trasversali, baluardi pregnanti sine die.
Sapere. L’etimologia di questo verbo è da ricondursi al latino sapĕre, il
cui primo significato è quello di aver sapore, gustare, per poi acquisire
ulteriore accezione di avere intelligenza, aver giudizio, essere saggio,
fino ad arrivare al suo ultimo gradiente linguistico, cioè, quello di
conoscere, capire e, dunque, sapere. Il culto della scienza e della
tecnologia domina la cultura occidentale, ormai votata ad una cieca fiducia
in tutto quanto appaia sorprendentemente innovativo. |
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Società
Donne tra forza e
bellezza
Tiziana Fortunato
"La crisi è la più grande benedizione per le persone e
le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce
dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che
sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi
supera se stesso senza essere "superato" (A. Einstein 1930). Difficile di
questi tempi accettare il pensiero del caro Albert, soprattutto quando studi
analitici informano che il nostro Paese è tornato ai consumi di trent’anni
fa. Complesso meccanismo quello della crisi, ancor di più se si considera
che ci ha visto protagonisti manipolati e strumentalizzati sin nei più
elementari bisogni da chi ha tenuto e tiene le fila dell’economia mondiale.
Ma, come in un crescendo scrupolosamente organizzato, vi è un primo,
primissimo passaggio del quale le donne ne sono parte attiva: la gestione. |
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Società
Solidarietà e
innovazione
Anna Maria Reggio
Le aziende investiranno ancora nella responsabilità
sociale d’impresa durante la recessione? Con questo interrogativo, già nel
gennaio del 2009, l’Istituto di ricerche di mercato GfK Eurisko avvia una
riflessione con manager e professionisti di aziende sulla tenuta di modelli
d’impresa ispirati alla CSR (Corporate Social Responsability) in un periodo
di prevedibile contrazione del mercato e di drastica riduzione dei costi
derivanti dalla crisi economica mondiale. |
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Recensione
The Beatles, Hey! hey!
hey!
Testi commentati 1967-1970, di Massimo Padalino (Ed. Arcana)
Eleonora Rombolà
Non è necessario percorrere lunghi tragitti o arrivare
ai confini della terra, imbarcandosi in tour no-limits, per compiere
esperienze capaci di segnare, trasformare, preservando un passato che
s’ingrossa senza posa col presente che raccoglie lungo la strada: occorre
solo immergersi in "The Beatles", moderna epopea, viaggio esistenziale
improntato ad una narrazione dinamica ed aperta in cui romance e novel
mysteriosamente si incontrano. Padalino-Paladino intrepido ci inserisce in
medias res, nel vivo della leggenda dei Fab Four, in un procedere a tappe,
attraverso flashback e prolessi, in cui ogni azione pare in sé conclusa ma
poi le vicende presentate ne includono altre che, solo in apparenza, si
interrompono tra loro per convergere verso inediti risvolti dalla forte
capacità evocativa: un allucinante, alla Asimov, rito di iniziazione. |
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Recensione
Società - Libera e
don Ciotti a Genova: quei nomi sono cosa nostra
Paola Bottero
Cielo grigio, a Genova. Ma non importa: il sole è
dentro ciascuno di noi. Lo ha detto qualcuno dal palco, dopo la marcia che
ha spostato un corteo di oltre centomila persone da piazza Vittoria a piazza
Caricamento, nel porto antico. Non importa chi: potrei essere io, potresti
essere tu.Quello che ti rimane dentro, dopo una due giorni intensa come la
XVII Giornata della memoria organizzata da Libera, non è solo sole. È questa
convinzione che non ci sono io o tu, nella memoria e nelle condivisioni. Ci
sono solo noi. È tua la voce delle decine di persone che hanno fatto la fila
dietro il palco per salire a leggere una piccola porzione di lacrime, una
manciata dei quasi mille nomi che sono stati urlati nel cielo di Genova. È
tuo il nome di ciascuna delle vittime delle mafie. È tuo il nome anche di
quelle vittime che oggi non sono state ricordate. Che non sono state
nominate. «Quei nomi sono nostri. Quei nomi sono cosa nostra».
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Recensione
Dove è la casa?
L'amore per la propria terra si porta nel cuore
Elisa Cutullè
Caterina Serratore è una giovane calabrese, classe '91
del Lametino. Attualmente studentessa di biologia presso l'Università della
Calabria, ha sfruttato il suo amore per la scrittura, pubblicando il suo
primo romanzo Non ho bisogno di sognare presso Albatros. Un racconto che
parla di amore, spensieratezza e giovinezza. Per alcuni tratti sembra di
leggere "Sposerò" Simon Le Bon, adorato dalle adolescenti degli anni 80/90:
è un diario-non diario di una ragazza, Samantha, che non è mai veramente
riuscita a legare con i propri compagni di classe calabrese.
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Arte
L'arte di Taciana
Coimbra
Performance di Taciana Coimbra, visual artist: Cave Cavia.
Elisa Cutullè
Performance di Taciana Coimbra, visual artist: Cave
Cavia.
"L’arte dipende dal materiale culturale che le è stato trasmesso e che
condivide con la società esistente: per quanto essa stravolga il significato
corrente delle parole e delle immagini, la trasfigurazione è sempre quella
del materiale dato." (Herbert Marcuse, La dimensione estetica). Secondo
questa definizione, analizzare l’espressione artistica di Taciana Coimbra ci
interroga addirittura sul corpo stesso come "materiale culturale". La scelta
dell’artista brasiliana, naturalizzata italiana, è quella di usare la tela
in cotone grezzo su cui rappresentare il corpo, che nelle ultime opere è il
proprio corpo portatore della vita di una gravidanza reale e nello stesso
tempo simbolica. |
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