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Società
Donne in crisi: sex
addiction e insoddisfacimento sessuale
Maria Laura Falduto
Quella delle donne è nascosta dietro un'impenetrabile oscurità"
(S.Freud, 1905)
Le parole di Freud a inizio secolo, riecheggiano le
innumerevoli prospettive entro cui l’universo femminile è stato interpretato nel
tempo accompagnate da dubbi, scalpore, ma anche e soprattutto interesse per
quella "sfera esperienziale" (come la definirebbe Foucault) tanto negata e
repressa, quanto vissuta e ostentata. Va comunque ricordato che, la storia della
sessualità femminile è stata ed è tutt’ora attraversata dalla dicotomia natura/cultura,
Alfred Kinsey uno dei maggiori pionieri della sessuologia scientifica sostiene:
"sono i contesti sociali, culturali, educativi e normativi che influenzano
pesantemente le caratteristiche comportamentali e nello specifico quelle
sessuali degli individui…". Da queste premesse capiamo bene che in tempo di
crisi, di precarietà, di contratti "a tempo determinato", di incertezza ed
insicurezza, è difficile non pensare che tutto ciò non rimbalzi come un
boomerang direttamente sui nostri stati d’animo, sull’apertura spontanea (non
paranoica) verso l’altro,
sul modo di
vivere le relazioni sia nella sfera sessuale che nella progettualità affettiva e
di vita in genere. Ma il ruolo della donna nella società è cambiato già da
tempo, siamo ben lontani dalla visione della sessualità femminile nell’antica
domus romana dove, seppure precocissima, era considerata come un filo
conduttore "educativo" tra lo stato di bambina e figlia e direttamente lo stato
di moglie prima, e di madre poi. Quella funzione educativa sessuale oggi vacilla
come conseguenza dell’instabilità di valori, regole e coesione sociale che ci fa
percepire la realtà come frammentata: due fenomeni oggi molto diffusi
nell’universo sessuale femminile sono la "sex addiction" da un lato (purtroppo
in emergenza tra le giovani, si pensi alle "baby prostitute" che offrono
prestazioni in cambio di ricariche telefoniche e regali vari) e
l’insoddisfazione sessuale femminile dall’altro. Secondo il National Council
of Sexual Addiction, nato negli USA nel 1987, la sexual addiction è la "persistente
e crescente modalità di comportamento sessuale messo in atto nonostante il
manifestarsi di conseguenze negative per sé e per gli altri". I sintomi di
una sex addiction sono paragonabili a quelli della dipendenza da alcool (tolleranza,
astinenza, mancato controllo ecc). L’insoddisfazione adulta così come la sex
addiction hanno alla base un unico fattore comune: l’abbandono. Attuando solo un
contatto sessuale, o ritirandosi in relazioni sporadiche extraconiugali, anche
un probabile rifiuto/abbandono risulta poco traumatico perché sostituibile
immediatamente da un’altra relazione sessuale. Ma quali sono i meccanismi che si
muovono lungo l’asse insoddisfazione-dipendenza e perché sono legati ai temi
dell’abbandono? Tolpin e Kohut (1985) hanno sottolineato che un mancato rapporto
empatico con le figure genitoriali (soprattutto la madre) sembra determinare un
senso di disintegrazione della propria identità e perdita della
stima di sé, cui si fa fronte attraverso la dipendenza da sostituti simbolici
delle figure di allevamento: bambini emotivamente trascurati, non potendo
riscontrare il proprio "essere intenzionale" nella mente del caregiver,
svilupperanno ridotte capacità di rappresentare gli stati mentali propri e
altrui e non potendo gestire il vuoto affettivo e cognitivo dall’interno, da
adulto il sex addicted troverà nell’oggetto- droga il regolatore (esterno) dei
propri stati affettivi.Cosa fare? Nella dipendenza sessuale una conseguenza
invalidante è l’isolamento dagli altri sia emotivamente che fisicamente: i
lavori di gruppo assumono un ruolo di particolare importanza in quanto veicolo
per sperimentarsi proprio in quelle abilità carenti (riconoscere in sé e negli
altri il senso ed il valore delle emozioni; sviluppare capacità di interazione
sociale; modulare l’intensità delle emozioni quando questa diventa eccessiva;
promuovere l’autoaffermazione e l’autostima; comprendere le dinamiche del
proprio modo di vivere la sessualità). L’importanza del ruolo della madre ed il
soddisfacimento sessuale in età adulta, è confermato dai dati riportati in
letteratura: l’ importanza di braccia calde e accoglienti, di prontezza e di
comunicazione fa si che il linguaggio non –verbale (immediato) e corporeo
costituiscano quel palcoscenico intersoggettivo attraverso cui la bambina può
sperimentare le proprie emozioni, convalidarle grazie all ‟aggancio
emotivo della madre e riproporle nella formazione e sperimentazione della
propria affettività. Madri eccessivamente iperprotettive che comunicano alla
bambina stereotipi sessuali legati ai concetti di "pericolosità" di "divieto"
avranno un impatto notevole nella sperimentazione di questa importante area
esistenziale ed ovviamente sul concetto di autostima e di auto efficacia della
persona. Tuttavia c’ è una fase particolare, l‟adolescenza,
in cui i ragazzi si muovono tra il bisogno di accudimento e quello di
indipendenza, ricercando le risposte ai dubbi che li investono, fuori dal
contesto familiare ed in particolare nel gruppo dei coetanei e nella scuola. La
scuola in particolare, è il secondo agente di socializzazione dopo la famiglia,
riveste un ruolo importantissimo nella formazione di identità mature oltre che
critiche e creative. Programmi di prevenzione e di consulenza possono dunque
porsi come dei ponti tra scuola e famiglia, colmare quel "distacco"
emotivo-relazionale che il ragazzo sperimenta e favorire un incontro costruttivo
per la conoscenza e la sperimentazione di una sessualità matura e responsabile.
(*) psicologa
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Società
Il sesso sbagliato: della
crisi economica, del pane e delle rose
KATIA
COLICA
Da
noi, le figlie non sono le benvenute. Io, diciannovesima di ventitré fratelli,
fui abbandonata da mia madre sotto il sole cocente dell’Afghanistan affinché
morissi. Malgrado le numerose bruciature sono sopravvissuta, diventando la sua
figlia preferita. Questa è stata la mia prima vittoria". A parlare è Fawzia
Koofi, parlamentare afgana. Ma è un Paese lontano, non ci fa paura più di tanto:
in Italia, potremmo dire, se nasci femmina al massimo devi lottare il doppio.
Una fortuna: in alcuni Stati se sei femmina non puoi nemmeno nascere. Una legge
del 1979, in Cina, la One Child Policy, ha stabilito che, per combattere la
sovrappopolazione (concausa della crisi economica), non è consentito di avere
più di un figlio. |
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Esteri
Est Europa - Anticrisi al femminile
TANIA KOSTYUK
Le
donne sono una risorsa per lo sviluppo economico – uno studio della Bocconi
rileva che con 100 mila donne occupate in più il PIL cresce dello 0.28%. Nel
periodo di grave crisi che il mondo sta affrontando, il contributo femminile
per favorire la crescita economico-sociale è decisivo. Non a caso, da
qualche anno, assistiamo ad una crescita delle presenze femminili nella
politica e nell’economia. Dal Nord Europa ai paesi arabi si registra un
notevole aumento di parlamentari donne, dal 11,7% del 1997 al 19,3% del
2011, come testimonia il Fondo delle Nazioni Unite per le Donne. Otto paesi
dell’Europa dell’Est hanno recentemente avuto una donna premier. Allo stesso
tempo, le donne superano la crisi economica e sociale meglio degli uomini,
dicono gli scienziati dell’Università di Cambridge, |
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Esteri
"Quest’anno siamo
incazzate più dell’anno scorso!"
Sulla XIII Grande Manifa delle donne polacche
Izabela Anna Szantyka
Questo era uno degli slogan presenti sugli striscioni delle partecipanti
alla XIII manifestazione di protesta femminile, comunemente detta Manifa,
oltre a "La veste fa miracoli", "A che cazzo ci serve questo stadio?!", "ChieSSa"
scritto in modo da far ricordare la SS nazista, "Me ne frego, non
partorisco" che nella versione linguistica originale e nelle mani di un
uomo, giornalista ed ex attivista dell’opposizione anticomunista, acquisiva
il senso, ben disarmante, |
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Esteri
Italia e Israele -
Cultura Animi… ovvero cultura dello Spirito
Francesca Bianco
I tagli operati dalla Finanziaria hanno notevolmente inciso sulle
Associazioni culturali che, come da tradizione, hanno dovuto ancora una
volta rifondarsi sul volontariato e sulla generosità di quanti si impegnano
nella trasmissione del sapere. L’apertura umanistica non è risolutiva in
tempi di forte crisi economica, ma può essere salvifica perché animata da
spirito creativo, in tutte le sue sfumature. La trasmissione dei saperi e
delle conoscenze stratificate nel tempo, ha reso la tradizione umanistica
foriera di movimenti intellettuali trasversali, baluardi pregnanti sine die.
Sapere. L’etimologia di questo verbo è da ricondursi al latino sapĕre, il
cui primo significato è quello di aver sapore, gustare, per poi acquisire
ulteriore accezione di avere intelligenza, aver giudizio, essere saggio,
fino ad arrivare al suo ultimo gradiente linguistico, cioè, quello di
conoscere, capire e, dunque, sapere. Il culto della scienza e della
tecnologia domina la cultura occidentale, ormai votata ad una cieca fiducia
in tutto quanto appaia sorprendentemente innovativo. |
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Società
Donne tra forza e
bellezza
Tiziana Fortunato
"La crisi è la più grande benedizione per le persone e
le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce
dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che
sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi
supera se stesso senza essere "superato" (A. Einstein 1930). Difficile di
questi tempi accettare il pensiero del caro Albert, soprattutto quando studi
analitici informano che il nostro Paese è tornato ai consumi di trent’anni
fa. Complesso meccanismo quello della crisi, ancor di più se si considera
che ci ha visto protagonisti manipolati e strumentalizzati sin nei più
elementari bisogni da chi ha tenuto e tiene le fila dell’economia mondiale.
Ma, come in un crescendo scrupolosamente organizzato, vi è un primo,
primissimo passaggio del quale le donne ne sono parte attiva: la gestione. |
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Società
Solidarietà e
innovazione
Anna Maria Reggio
Le aziende investiranno ancora nella responsabilità
sociale d’impresa durante la recessione? Con questo interrogativo, già nel
gennaio del 2009, l’Istituto di ricerche di mercato GfK Eurisko avvia una
riflessione con manager e professionisti di aziende sulla tenuta di modelli
d’impresa ispirati alla CSR (Corporate Social Responsability) in un periodo
di prevedibile contrazione del mercato e di drastica riduzione dei costi
derivanti dalla crisi economica mondiale. |
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Recensione
The Beatles, Hey! hey!
hey!
Testi commentati 1967-1970, di Massimo Padalino (Ed. Arcana)
Eleonora Rombolà
Non è necessario percorrere lunghi tragitti o arrivare
ai confini della terra, imbarcandosi in tour no-limits, per compiere
esperienze capaci di segnare, trasformare, preservando un passato che
s’ingrossa senza posa col presente che raccoglie lungo la strada: occorre
solo immergersi in "The Beatles", moderna epopea, viaggio esistenziale
improntato ad una narrazione dinamica ed aperta in cui romance e novel
mysteriosamente si incontrano. Padalino-Paladino intrepido ci inserisce in
medias res, nel vivo della leggenda dei Fab Four, in un procedere a tappe,
attraverso flashback e prolessi, in cui ogni azione pare in sé conclusa ma
poi le vicende presentate ne includono altre che, solo in apparenza, si
interrompono tra loro per convergere verso inediti risvolti dalla forte
capacità evocativa: un allucinante, alla Asimov, rito di iniziazione. |
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Recensione
Società - Libera e
don Ciotti a Genova: quei nomi sono cosa nostra
Paola Bottero
Cielo grigio, a Genova. Ma non importa: il sole è
dentro ciascuno di noi. Lo ha detto qualcuno dal palco, dopo la marcia che
ha spostato un corteo di oltre centomila persone da piazza Vittoria a piazza
Caricamento, nel porto antico. Non importa chi: potrei essere io, potresti
essere tu.Quello che ti rimane dentro, dopo una due giorni intensa come la
XVII Giornata della memoria organizzata da Libera, non è solo sole. È questa
convinzione che non ci sono io o tu, nella memoria e nelle condivisioni. Ci
sono solo noi. È tua la voce delle decine di persone che hanno fatto la fila
dietro il palco per salire a leggere una piccola porzione di lacrime, una
manciata dei quasi mille nomi che sono stati urlati nel cielo di Genova. È
tuo il nome di ciascuna delle vittime delle mafie. È tuo il nome anche di
quelle vittime che oggi non sono state ricordate. Che non sono state
nominate. «Quei nomi sono nostri. Quei nomi sono cosa nostra».
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Recensione
Dove è la casa?
L'amore per la propria terra si porta nel cuore
Elisa Cutullè
Caterina Serratore è una giovane calabrese, classe '91
del Lametino. Attualmente studentessa di biologia presso l'Università della
Calabria, ha sfruttato il suo amore per la scrittura, pubblicando il suo
primo romanzo Non ho bisogno di sognare presso Albatros. Un racconto che
parla di amore, spensieratezza e giovinezza. Per alcuni tratti sembra di
leggere "Sposerò" Simon Le Bon, adorato dalle adolescenti degli anni 80/90:
è un diario-non diario di una ragazza, Samantha, che non è mai veramente
riuscita a legare con i propri compagni di classe calabrese.
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Arte
L'arte di Taciana
Coimbra
Performance di Taciana Coimbra, visual artist: Cave Cavia.
Elisa Cutullè
Performance di Taciana Coimbra, visual artist: Cave
Cavia.
"L’arte dipende dal materiale culturale che le è stato trasmesso e che
condivide con la società esistente: per quanto essa stravolga il significato
corrente delle parole e delle immagini, la trasfigurazione è sempre quella
del materiale dato." (Herbert Marcuse, La dimensione estetica). Secondo
questa definizione, analizzare l’espressione artistica di Taciana Coimbra ci
interroga addirittura sul corpo stesso come "materiale culturale". La scelta
dell’artista brasiliana, naturalizzata italiana, è quella di usare la tela
in cotone grezzo su cui rappresentare il corpo, che nelle ultime opere è il
proprio corpo portatore della vita di una gravidanza reale e nello stesso
tempo simbolica. |
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