<"La crisi è la più grande
benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La
creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella
crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la
crisi supera se stesso senza essere "superato"> (A. Einstein 1930).
Difficile di questi tempi accettare il pensiero del caro
Albert, soprattutto quando studi analitici informano che il nostro Paese è
tornato ai consumi di trent’anni fa. Complesso meccanismo quello della crisi,
ancor di più se si considera che ci ha visto protagonisti manipolati e
strumentalizzati sin nei più elementari bisogni da chi ha tenuto e tiene le fila
dell’economia mondiale. Ma, come in un crescendo scrupolosamente organizzato, vi
è un primo, primissimo passaggio del quale le donne ne sono parte attiva: la
gestione.
Qualcosa mi dice che sin dalla notte dei tempi la donna ha
svolto il ruolo affidatole dalla natura di integrare e coordinare quella
gestione di cui è stata ed è ancora parte attiva: la vita. E la vita non
riguarda solo quell’aspetto così pragmaticamente presente nei nostri giorni che
concerne una sempre più attenta e oculata gestione finanziaria ma va oltre,
forse sarebbe meglio dire "entro" sì, entro la stessa vita, nella natura.
Se solo potessimo tornare a comunicare in sintonia con la
natura, riflettendone integralmente il compito affidatoci senza le distorsioni
che il trascorrere del Tempo canonico ha offuscato inficiandone le potenzialità,
con grande probabilità saremmo capaci non solo di far quadrare il bilancio
familiare ma di innescare quell’ormai necessario processo di rinnovamento delle
coscienze. Consideratemi pure inadeguata ma ritengo che dietro ogni grande o
piccola mossa vi è una strategia frutto di pensieri e ancor prima di coscienze
che trasfondono il loro concepire.
La donna detiene in sé una forza straordinaria donatale dal
Principio Primo Creatore, una forza interiore molto potente che, se individuata,
attesa, vissuta con consapevole fiduciosa umiltà può anche agire. Questo
concetto mi si affacciato nei pensieri quando appena qualche sera fa il caro
Pino Rotta, nel rispondere ad un intervento in cui si riportava di una tanto
attesa protesta nazionale estera, rispondeva con poche parole che avrebbe
creduto al valore di quell’azione solo quando avrebbe visto tra la gente le
donne di quel popolo. Se solo noi donne fossimo consapevoli dell’infinita
possibilità della nostra energia! Nel mondo contemporaneo l’impronta
determinante è quella dell’omologazione. Le doti innate vengono spesso deformate
dalla corsa della società contemporanea. Ascolto, intuizione, sentimenti,
sintonia, finiscono per essere compromessi nelle loro autentiche essenze
divenendo così parte attiva nel disfacimento dei valori della vita piuttosto che
primi elementi della sua difesa. Alla donna è riconosciuta una rilevante
percentuale nell’educazione in tutti i suoi aspetti e, a mio avviso,
un’educazione volta e mirata al rispetto della persona, dei sentimenti, umanizza
l’animo e viene ancor prima dell’istruzione specifica economica o finanziaria
che sia formandone così il pensiero, l’obiettivo comune razionale.
Impensabile dire della donna, delle sue specificità, dei suoi
doni, senza considerare il suo diretto aspetto complementare, l’uomo. Differente
e direttamente complementare. Madre, maestra di formazione e di vita, figlio,
studente operativo che trasferirà nel suo operare in pensieri ed azioni
l’impronta di cui si è intriso. Nessuna competizione, solo specifiche qualità.
Occorre però consapevolezza, serena consapevolezza nell’af-fidarsi per conoscere
quell’energia che si trasformerà in azione creatrice. Un fare creatore anche di
strategie, di alternative positive di crescita. Siamo intessute con una malta
invisibile, la consapevolezza latente che la base della società si basa
sull’amore in armonia con la natura. Forse uno stato di coscienza in cui vi è
intriso l’intero mistero dell’esistenza. Un posto senza spazio né tempo
ricettivo alla comunicazione della terra intera, della natura, della stessa
vita. Nate probabilmente per apprendere ed insegnare ad essere, sempre vigili,
attente e volte a canalizzare verso la costruzione, perché anche noi si può
veicolare la distruzione come ogni elemento della natura esistente.
Mi tornano in mente alcuni verbi: volere cambiare; imparare
dall’esperienza; praticare un obiettivo comune; servire, agire; lasciare andare,
superare; vivere con fiducia; ESSERE rinnovamento.