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Crisi - Ce lo chiede l’Europa!

L’Europa governata dalla Destra e dai Banchieri

PINO ROTTA

 

Il mantra del risanamento economico da qualche mese a questa parte è proprio questo: "Ce lo chiede l’Europa!".

L’Europa ci chiede di lavorare fino a 70 anni, di ridurre il potere d’acquisto dei salari, di ridurre al minimo i diritti dei lavoratori e di pagare più tasse per salvare le Banche che, si dice, dovranno salvare l’economia.

Questa ricetta di austerity ha portato in Italia al cosiddetto Governo Tecnico del Prof. Mario Monti.

Come potevamo non tirare un sospiro di sollievo nel vedere una figura competente, seria e stimata come Monti prendere il posto del "barzellettiere di Arcore", che aveva fatto diventare l’Italia una pornocrazia ed il Governo italiano lo zimbello dell’Europa?

Ma tolto di mezzo il fardello berlusconiano non possiamo non riprendere, anche noi con sobrietà, a ragionare sulle scelte politiche che il Governo Monti sta prendendo per sanare l’economia.

Premesso che solo un’insana vocazione autolesionista porterebbe ad auspicare il fallimento o l’uscita dell’Italia dall’eurozona, siamo certi che non ci siano altre ricette per salvarci dalla bancarotta diverse da quelle proposte da Monti?

Un esempio per tutti. Il nostro sistema pensionistico è a detta di tutti gli analisti con in i conti a posto e addirittura nel 2030 si prevede un avanzo nel bilancio previdenziale. Allora perché si impone l’aumento dell’età pensionabile con una violenza tale che in tempi diversi gli italiani sarebbero scesi in piazza per settimane invece di subire impotenti?

Si dice, che l’aumento dell’età pensionabile porterà un risparmio importante per le casse dello Stato. Forse… su questo abbiamo qualche dubbio. Di certo porterà una cassa più consistente per gli imprenditori e per le banche che potranno disporre di alcuni miliardi di euro che non verranno pagati per il trattamento di fine rapporto.

Questo porterà nuovi posti di lavoro? E’ ovvio che tutti ce lo auguriamo. Ma per quale legge dell’economia gli imprenditori che fino ad oggi hanno evaso le tasse, esportato capitali all’estero, delocalizzato i loro investimenti nei paesi a democrazia ridotta, all’improvviso dovrebbero essere toccati al cuore e con gesto caritatevole dovrebbero tornare ad investire in Italia? O aspettiamo gli investitori esteri per salvarci?...

Di certo queste scelte politiche faranno risparmiare interessi sul debito pubblico perché le Banche stanno facendo abbassare lo spread (che comunque rimane a livelli tre volte superiori rispetto a due anni fa, rimanendo comunque un’ottima rendita per le Banche!), ma anche questo non è che sia un atto di generosità. Se la Grecia o l’Italia fallissero alle Banche non entrerebbe un euro, quindi meglio dilazionare il debito e continuare a tenere gli Stati per la gola. Non è la prima volta che accade nella storia del capitalismo. Senza parlare del ricatto del monopolio dei petrolieri che, nonostante la recessione e la riduzione della produzione, continua a far schizzare in alto il costo dei carburanti.

L’obiettivo

Politiche di incremento della spesa sociale, di innovazione nella produzione di beni e servizi a scapito delle rendite finanziarie potrebbero rimettere in moto la domanda interna e spingere le imprese a produrre, magari guadagnando meno ma comunque rimanendo sul mercato anziché chiudere, invece le scelte sono del tutto opposte e condivise sia da una classe di imprenditori nella stragrande maggioranza composta da parassiti sia dalle forze politiche presenti in Parlamento (anche la Lega che adesso urla, ha una responsabilità gigantesca per il disastro in cui siamo finiti!). La politica è impotente, la destra perché complice e fautrice di questo nuovo corso del capitalismo e la sinistra perché in ritardo nella comprensione dei mutamenti sociali che si sono realizzati in questi ultimi venti anni non riesce più a rappresentare i ceti popolari che sono rimasti imprigionati dall’illusione del miracolo della globalizzazione che oggi si vive come incubo.

Eppure dalla politica bisognerà ricominciare. Perché ce lo chiede l’Europa… di scongiurare il suo affossamento politico che, come un default pilotato, questa Destra al Governo dell’Europa sta realizzando.

 

 

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Società

Crisi - Ce lo chiede l’Europa!

L’Europa governata dalla Destra e dai Banchieri

PINO ROTTA
 

Il mantra del risanamento economico da qualche mese a questa parte è proprio questo: "Ce lo chiede l’Europa!". L’Europa ci chiede di lavorare fino a 70 anni, di ridurre il potere d’acquisto dei salari, di ridurre al minimo i diritti dei lavoratori e di pagare più tasse per salvare le Banche che, si dice, dovranno salvare l’economia. Questa ricetta di austerity ha portato in Italia al cosiddetto Governo Tecnico del Prof. Mario Monti.
 


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Calcio d’angolo: virtualità e globalizzazione

SALVATORE ROMEO

Il modello liberalcapitalistico accordava ai singoli una discreta quota di libertà, concedendogli al contempo anche quell’autonomia di pensiero e di comportamento che ritrovava nella sola responsabilità personale la principale ragione d’essere: chi era capace e intraprendente poteva permettersi di aspirare a qualsiasi cosa ed elevarsi al di sopra degli altri sia economicamente che socialmente.


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Il sesso sbagliato: della crisi economica, del pane e delle rose
KATIA COLICA

 Da noi, le figlie non sono le benvenute. Io, diciannovesima di ventitré fratelli, fui abbandonata da mia madre sotto il sole cocente dell’Afghanistan affinché morissi. Malgrado le numerose bruciature sono sopravvissuta, diventando la sua figlia preferita. Questa è stata la mia prima vittoria". A parlare è Fawzia Koofi, parlamentare afgana. Ma è un Paese lontano, non ci fa paura più di tanto: in Italia, potremmo dire, se nasci femmina al massimo devi lottare il doppio. Una fortuna: in alcuni Stati se sei femmina non puoi nemmeno nascere. Una legge del 1979, in Cina, la One Child Policy, ha stabilito che, per combattere la sovrappopolazione (concausa della crisi economica), non è consentito di avere più di un figlio.


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«Quando lo stato riconosce la priorità e la superiorità delle leggi del mercato sulle leggi della polis, il cittadino viene trasformato in consumatore, e il consumatore "esige sempre più protezione e accetta sempre meno la necessità di partecipare"all’amministrazione dello stato». In questo modo si esprime Zygmunt Bauman ne La solitudine del cittadino globale, attestando una situazione tripartita e diversa nella quale si vengono oggi a trovare il «potere», la «politica» e la «società». Intanto «il potere vero, capace di stabilire la portata delle scelte politiche, fluisce;


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I tagli operati dalla Finanziaria hanno notevolmente inciso sulle Associazioni culturali che, come da tradizione, hanno dovuto ancora una volta rifondarsi sul volontariato e sulla generosità di quanti si impegnano nella trasmissione del sapere. L’apertura umanistica non è risolutiva in tempi di forte crisi economica, ma può essere salvifica perché animata da spirito creativo, in tutte le sue sfumature. La trasmissione dei saperi e delle conoscenze stratificate nel tempo, ha reso la tradizione umanistica foriera di movimenti intellettuali trasversali, baluardi pregnanti sine die. Sapere. L’etimologia di questo verbo è da ricondursi al latino sapĕre, il cui primo significato è quello di aver sapore, gustare, per poi acquisire ulteriore accezione di avere intelligenza, aver giudizio, essere saggio, fino ad arrivare al suo ultimo gradiente linguistico, cioè, quello di conoscere, capire e, dunque, sapere. Il culto della scienza e della tecnologia domina la cultura occidentale, ormai votata ad una cieca fiducia in tutto quanto appaia sorprendentemente innovativo.


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Donne in crisi: sex addiction e insoddisfacimento sessuale
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Le parole di Freud a inizio secolo, riecheggiano le innumerevoli prospettive entro cui l’universo femminile è stato interpretato nel tempo accompagnate da dubbi, scalpore, ma anche e soprattutto interesse per quella "sfera esperienziale" (come la definirebbe Foucault) tanto negata e repressa, quanto vissuta e ostentata. Va comunque ricordato che, la storia della sessualità femminile è stata ed è tutt’ora attraversata dalla dicotomia natura/cultura, Alfred Kinsey uno dei maggiori pionieri della sessuologia scientifica sostiene: "sono i contesti sociali, culturali, educativi e normativi che influenzano pesantemente le caratteristiche comportamentali e nello specifico quelle sessuali degli individui…".


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Donne e crisi: Il connubio di questi due termini
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Il connubio di questi due termini richiama il famoso film di Almodovar "Donne sull'orlo di una crisi nervi", e, data l'attuale situazione economica del paese, potrebbe essere attuale e, probabilmente estesa al genere maschile. Un periodo di incertezze economiche e sociali: il sogno dell'Europa unita economicamente vacilla con la declassazione di Grecia, Italia e Spagna. Già nel 2010 Mertxe Larranaga e Yoland Jubeto affrontantorno il tema della donna e della crisi nella loro analisi intitolata "Tempi di crisi, tempi di donne" che analizza la situazione spagnola. Strano (?) a dirsi che la loro analisi risulta ancora piuttosto attuale:


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"La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere "superato" (A. Einstein 1930). Difficile di questi tempi accettare il pensiero del caro Albert, soprattutto quando studi analitici informano che il nostro Paese è tornato ai consumi di trent’anni fa. Complesso meccanismo quello della crisi, ancor di più se si considera che ci ha visto protagonisti manipolati e strumentalizzati sin nei più elementari bisogni da chi ha tenuto e tiene le fila dell’economia mondiale. Ma, come in un crescendo scrupolosamente organizzato, vi è un primo, primissimo passaggio del quale le donne ne sono parte attiva: la gestione.


Società

Solidarietà e innovazione
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Le aziende investiranno ancora nella responsabilità sociale d’impresa durante la recessione? Con questo interrogativo, già nel gennaio del 2009, l’Istituto di ricerche di mercato GfK Eurisko avvia una riflessione con manager e professionisti di aziende sulla tenuta di modelli d’impresa ispirati alla CSR (Corporate Social Responsability) in un periodo di prevedibile contrazione del mercato e di drastica riduzione dei costi derivanti dalla crisi economica mondiale.


Recensione

The Beatles, Hey! hey! hey!

Testi commentati 1967-1970, di Massimo Padalino (Ed. Arcana)
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Non è necessario percorrere lunghi tragitti o arrivare ai confini della terra, imbarcandosi in tour no-limits, per compiere esperienze capaci di segnare, trasformare, preservando un passato che s’ingrossa senza posa col presente che raccoglie lungo la strada: occorre solo immergersi in "The Beatles", moderna epopea, viaggio esistenziale improntato ad una narrazione dinamica ed aperta in cui romance e novel mysteriosamente si incontrano. Padalino-Paladino intrepido ci inserisce in medias res, nel vivo della leggenda dei Fab Four, in un procedere a tappe, attraverso flashback e prolessi, in cui ogni azione pare in sé conclusa ma poi le vicende presentate ne includono altre che, solo in apparenza, si interrompono tra loro per convergere verso inediti risvolti dalla forte capacità evocativa: un allucinante, alla Asimov, rito di iniziazione.


Recensione

Società - Libera e don Ciotti a Genova: quei nomi sono cosa nostra
Paola Bottero


Cielo grigio, a Genova. Ma non importa: il sole è dentro ciascuno di noi. Lo ha detto qualcuno dal palco, dopo la marcia che ha spostato un corteo di oltre centomila persone da piazza Vittoria a piazza Caricamento, nel porto antico. Non importa chi: potrei essere io, potresti essere tu.Quello che ti rimane dentro, dopo una due giorni intensa come la XVII Giornata della memoria organizzata da Libera, non è solo sole. È questa convinzione che non ci sono io o tu, nella memoria e nelle condivisioni. Ci sono solo noi. È tua la voce delle decine di persone che hanno fatto la fila dietro il palco per salire a leggere una piccola porzione di lacrime, una manciata dei quasi mille nomi che sono stati urlati nel cielo di Genova. È tuo il nome di ciascuna delle vittime delle mafie. È tuo il nome anche di quelle vittime che oggi non sono state ricordate. Che non sono state nominate. «Quei nomi sono nostri. Quei nomi sono cosa nostra».
 


Recensione

Dove è la casa? L'amore per la propria terra si porta nel cuore
Elisa Cutullè


Caterina Serratore è una giovane calabrese, classe '91 del Lametino. Attualmente studentessa di biologia presso l'Università della Calabria, ha sfruttato il suo amore per la scrittura, pubblicando il suo primo romanzo Non ho bisogno di sognare presso Albatros. Un racconto che parla di amore, spensieratezza e giovinezza. Per alcuni tratti sembra di leggere "Sposerò" Simon Le Bon, adorato dalle adolescenti degli anni 80/90: è un diario-non diario di una ragazza, Samantha, che non è mai veramente riuscita a legare con i propri compagni di classe calabrese.
 


Arte

L'arte di Taciana Coimbra
Performance di Taciana Coimbra, visual artist: Cave Cavia.

Elisa Cutullè


Performance di Taciana Coimbra, visual artist: Cave Cavia.
"L’arte dipende dal materiale culturale che le è stato trasmesso e che condivide con la società esistente: per quanto essa stravolga il significato corrente delle parole e delle immagini, la trasfigurazione è sempre quella del materiale dato." (Herbert Marcuse, La dimensione estetica). Secondo questa definizione, analizzare l’espressione artistica di Taciana Coimbra ci interroga addirittura sul corpo stesso come "materiale culturale". La scelta dell’artista brasiliana, naturalizzata italiana, è quella di usare la tela in cotone grezzo su cui rappresentare il corpo, che nelle ultime opere è il proprio corpo portatore della vita di una gravidanza reale e nello stesso tempo simbolica.


 


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La rivista Helios Magazine e' iscritta dal 7/03/1996 al nr. 3/96 Trib. di Reggio Calabria (I) 

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