Recensione
Dove è la casa?
L'amore per la propria terra si porta nel cuore
Elisa Cutullè
Caterina Serratore è una giovane calabrese,
classe '91 del Lametino. Attualmente studentessa di biologia presso l'Università
della Calabria, ha sfruttato il suo amore per la scrittura, pubblicando il suo
primo romanzo Non ho bisogno di sognare presso Albatros.
Un racconto che parla di amore, spensieratezza e giovinezza.
Per alcuni tratti sembra di leggere "Sposerò" Simon Le Bon, adorato dalle
adolescenti degli anni 80/90: è un diario-non diario di una ragazza, Samantha,
che non è mai veramente riuscita a legare con i propri compagni di classe
calabrese. Mente brillante, intelligente ovvero quella che verrebbe definita la
classica secchiona, ha un'unica amica con due condivide ansie, paure e desideri.
Ha però un senso di insoddisfazione interna che la fa desiderare che sopravvenga
una svolta. Un momento diverso, catartico, che la faccia incominciare veramente
a vivere. Si presenta l'occasione di spostarsi: nella pullulante New York a
seguire i genitori che hanno ricevuto un'interessante offerta di lavoro o a a
Roma, dall'adorata zia che è anche insegnante. Sceglierà la seconda possibilità
e incomincerà a trovare la sua vera dimensione riuscendo ance a vedere la vita
con nuovi occhi.
I colpi di scena, le soluzioni di cambiamento potrebbero
sembrare, a tratti, quasi forzate: che Sam incontri il suo futuro ragazzo
proprio il primo giorno di scuola o che Roma sia in grado di offrirle la vita
che desideri. Forzati sì, ma se si legge il racconto con gli occhi di un adulto
che, amareggiato dalla vita non ha ancora trovato la propria "piscina". Invece,
se si legge con gli occhi e le aspettative di un'adolescente che ancora ha
iniziato da poco a vivere "responsabilmente", si scopre il desiderio di
positività e di speranza di un'esistenza, non perfetta, ma in cui i propri
desideri e le proprie ambizioni possano realizzarsi, mantenendo i piedi per
terra e non dimenticando mai le proprie origini.
Cosa significa per te scrivere, fissare le tue idee?
Scrivere per me significa sentirmi completa. Conservare
emozioni e ricordi; aprire la fantasia; conoscere meglio se stessi; scoprire ed
esprimere le cose della vita. Trovare autostima. Scrivere significa
concretizzare, in qualche riga, un po’ d’infinito.
Il libro parla di amore: tra ragazzi , tra parenti e tra
genitori e figli. Che ruolo ha l'amore nella tua vita?
Magari apparentemente do l’impressione di essere fredda,
chiusa e perciò senza sentimenti. Ma l’amore ha invece un ruolo importante nella
mia vita. Primario. Credo lo dimostri su tutto l’amore verso i miei genitori e
mia sorella. E ancora il fatto di mettere amore in ciò che faccio. In ciò che
scrivo. E poi sogno l’amore: quello che cambia la vita.
Il racconto è un "finta" fuga, dalla normalità dalla
ristrettezza "sociale" della Calabria. Eppure continua a rimanere pr3esente in
ogni pagina (amici, famiglia, ricordi). Che rapporto hai con la tua terra?
La Calabria è la terra dove sono nata, cresciuta e dove vivo.
La apprezzo perché possiede un pezzo della mia vita e perché mi ricambia
regalandomi il suo magnifico mare. So che non potrà darmi grandi possibilità
future, ma i miei affetti, la mia famiglia mi terranno sempre legata ad essa.
Roma, caput mundi, diventa il centro dell'azione e
dell'attenzione del romanzo. Come mai questa scelta?
Sebastiano Vassalli ha detto che Roma è l’unico luogo dove
tutto può convivere, persino Dio e il diavolo. Questo la rende la città eterna,
la città che entra nel cuore della gente e trasmette grandezza. Roma è entrata
nel mio cuore, è la mia città preferita ed è per questo che l’ho scelta come
teatro d’azione del romanzo.
Questo è il tuo primo lavoro. Cosa rappresenta per te?
Sicuramente rappresenta una grande soddisfazione. E lo vedo
allo stesso tempo come un arrivo e come un inizio. Un trampolino di lancio,
chissà.
Stai lavorando anche ad altro? Ci puoi anticipare qualcosa?
Si, sto già lavorando ad altro. Ho iniziato a scrivere un
terzo romanzo. Vi posso solo dire che il mio modo di scrivere è cambiato e
maturato via via insieme a me. Ci saranno aspetti nuovi, nuove storie.
Cosa vorresti fare da grande?
Da grande vorrei poter capire a fondo i segreti, le cose
nascoste, le particolarità ed eccezioni degli uomini. Per quello studio
Biologia. Potrò avere a che fare con analisi del DNA, ricerche genetiche,
biopsie, analisi del sangue. Ma c’è un altro modo per entrare nel mondo nascosto
di ognuno, scrivere ed essere letta. Mi piacerebbe fare della scrittura un
secondo mestiere.