Società
L’infelicità dilaga: quando la crisi non è solo economica ma anche psicologica
di valentina arcidiaco (*)
Macchine infelici a grande costo,
perché sono inquiete,impazienti,avare,
gelose,orgogliose,schiave di mille passioni.
Julien Offroy de la Mattrie, Discorso sulla felicità
Crisi,default, recessione,disoccupazione,spread, pil,
spending review: è da mesi che la nostra mente viene martellata da notizie
altalenanti sull’allarmante situazione Economica Europea che incidono
palesemente sulle condizioni psicologiche della collettività e del singolo, il
quale si ritrova sempre più solo ed ansioso, senza punti di riferimento e con la
consapevolezza e la paura che difficilmente si riuscirà a superare in tempi
brevi e positivamente questo lungo periodo di difficoltà.
Gli studi che per anni economisti e psicologi hanno condotto
per verificare quanto il progresso economico incida sul benessere psicofisico
dell’uomo, registrano, allo stato attuale, un diffuso senso di infelicità
dilagante dovuto alla mancanza di certezze per il futuro, alla perdita di valori
fondanti dell’esistenza( quali l’amicizia,la solidarietà, una visione
ottimistica del proprio ruolo attraverso il lavoro e l’impegno sociale), un
individualismo sfrenato associato ad una smodata ricerca di denaro e di
affermazione sociale che minacciano pericolosamente la società e rischiano di
far saltare meccanismi che dovrebbero essere alla base della convivenza civile.
Nel corso degli ultimi anni sono aumentati i suicidi, gli
omicidi anche per "futili motivi", è aumentato l’uso di antidepressivi, droga,
alcool come rimedi per cercare di evadere dai problemi e c’è un numero sempre
maggiore di giocatori d’azzardo i quali sperano,attraverso le scommesse di
superare le difficoltà dovute alla mancanza di lavoro e di denaro.
C’è pertanto da stabilire e, quindi, distinguere, se si
tratta di una patologia che sta colpendo la collettività o di uno stato d’animo
che coinvolge gran parte di persone, per differenziare l’una dall’altro è
necessario ricorrere a specialisti per una diagnosi precisa in quanto per
stabilire se si tratta di una patologia i criteri di riferimento sono quelli del
DSM IV (Diagnostic and Statistic Mental) dove sono annoverati tutti i disturbi
psichiatrici riconosciuti a livello mondiale.
Secondo lo studioso Jerome Liss, l’infelicità potrebbe esser
definita come uno stato d’animo transitorio che può comprendere anche
tensione,irrigidimento, agitazione, difficoltà di concentrazione e senso di
affaticamento, sentimenti di vergogna e sensazione di essere schiacciato, e, può
essere ricondotta a periodi di stress.
Per il dottor Liss, l’infelicità sarebbe dovuta ad una
repressione emotiva, che causerebbe, anche, una degenerazione nei rapporti
interpersonali e non permetterebbe l’autoaffermazione dell’individuo.
Suggerisce, a tal proposito, di attuare strategie mirate
all’ascolto degli stati interni e all’analisi delle situazioni esterne cercando
di percepirle in modo realistico al fine di ricercare risorse che possano
ristabilire un equilibrio interiore ed esteriore.
Nella speranza ed in attesa che la crisi economica si risolva
e ci si avvii verso una decisiva ripresa, sarebbe opportuno approfondire le
indicazioni contenute nel libro "Insieme, per vincere l’infelicità" di Jerom
Liss, edizioni Franco Angeli,che ci può aiutare a prendere coscienza delle
problematiche del sentirsi infelici e suggerisce alcune possibilità di
risoluzione e condivisione di problemi con l’altro.
(*) psicologa